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martedì 16 febbraio 2010

Temolo pinna blu

Il tratto di fiume Sesia dalle sorgenti fino a Borgosesia veniva considerato uno dei fiumi migliori d'Europa per la sua naturalità, per l’ alta qualità delle sue acque e per la bellezza dell’ ambiente circostante ed ancor oggi conserva buona parte di queste caratteristiche.
Il fiume è stato fino a non molti anni fa, il più agognato e mitizzato dalla gran parte dei pescatori a mosca italiani e anche stranieri, alla ricerca della preda più ambita: il Temolo.


Infatti il Temolo, Thymallus thymallus (Linnaeus 1758) predilige acque limpide, ben ossigenate con correnti non esagerate ove il letto sia in prevalenza costituito da sassi e ghiaia di media granulometria con presenza di buche profonde, raschi e lunghe lame; tutte caratteristiche ben presenti lungo il corso del fiume Sesia.
Animale particolarmente dotato di acutezza visiva e selettività alimentare, rappresenta per tali motivi una preda molto difficile da insidiare e quindi molto apprezzata dai pescatori a mosca più esigenti.


In Europa è ben presente il Temolo Pinna Rossa mentre in Italia, a causa di un probabile isolamento geografico, la specie ha subito in epoche remote delle mutazioni fenotipiche ed anche, in parte, genotipiche, tanto da originare un endemismo, presente fino ad alcuni anni or sono, solo nei tributari di sinistra del Po, che ha la sua più evidente caratteristica nel colore della pinna caudale che è di un bel blu cobalto.
Purtroppo questa biodiversità è stata ampiamente compromessa a causa della pratica, di gestori e amministratori poco attenti, che hanno immesso Temoli Pinna Rossa i quali, accoppiandosi con il Pinna Blu ne hanno causato l’ibridazione.
Le derivazioni ad uso idroelettrico, gli interventi di regimazione idraulica e di sistemazione spondale, l’assenza di scale di monta, ed in particolare le eccezionali piene degli anni ’80 e ‘90 hanno determinato la rarefazione e in molti casi la quasi totale estinzione dai corsi d’acqua più vocati.


Per questi motivi un gruppo di appassionati nel settembre del 2004 decise di fondare l’ Associazione Valsesia Pinna Blu:) Adobati Antonio, Afri Enzo, Baldi Dario, Canepa Luigi, Cavana Gianpiero, Cenci Alessandro, Conti Massimo, Dibiase Nicola, Fanchini Angelo, Fattori Giorgio, Ferrari Cesare, Fortis Elvio, Iaconi Alberto e Cristiano, Morisetti Francesca, Pellò Renato, Pistoletti Marco,Rudoni Massimo, Solini Gianfranco, Tameo Andrea, Torrini Fosco, Veziaga Marco furono i soci fondatori. Presidente fu eletto il signor Marco Veziaga che è anche consigliere della SVPS
(Società Valsesiana Pescatori Sportivi) che ha in gestione quasi tutte le acque della valle.
Grazie alla collaborazione con la SVPS, agli interventi di nastratura a difesa delle acque dalla predazione dei cormorani e alle particolari condizioni climatiche degli ultimi anni, che hanno favorito la riproduzione del temolo, nella parte alta del Sesia il Pinna Blu è nuovamente presente con una popolazione discretamente strutturata ed omogenea


--- Signor Veziaga quali sono gli scopi dell’ associazione?

-- La difesa del Temolo, della trota marmorata e di tutte le specie autoctone delle nostre acque, senza dimenticare l’integrità e la naturalità degli ambienti acquatici. La promozione della pesca a mosca e della tecnica alla valsesiana, oltre che di un etica del pescatore che travalichi il mero esercizio alieutico portandolo ad occuparsi attivamente e responsabilmente anche della tutela del territorio. Le cose sono strettamente correlate visto che è impensabile esercitare una pesca di qualità, su pesci rustici, autoctoni e possibilmente numerosi, in ambienti degradati.

--- Quali sono stati gli interventi effettuati a difesa del Temolo Pinna Blu?

-- Nella primavera del 2005 abbiamo palinato le zone di frega dei temoli con cartelli che ne indicano la presenza e che illustrano, in particolare ai pescatori e ai canoisti, gli accorgimenti da adottare in caso di attraversamento e/o calpestio.
Nell’inverno del 2004 abbiamo provveduto a nastrare 10 km di fiume con circa 4200 mt di bandelle da cantiere bianche e rosse e 1800 mt di rafia sintetica gialla.
Nel 2005 e nel 2006 i km sono diventati quasi 20. Hanno collaborato guardie della SVPS, volontari della stessa e del VPB per oltre 300 h di lavoro a stagione. Tra i volontari alcuni provengono dalla liguria , dalla Lombardia, dall’Emilia.

--- Questo ha dato buoni frutti?
-- Direi che è stato un intervento positivo. Solo in qualche occasione si è notato dei cormorani giovani ed inesperti tentare di cacciare in prossimità dei nastri, ma con evidenti difficoltà.
Alla ripresa della stagione alieutica, abbiamo sempre verificato che nelle zone protette dai nastri la popolazione ittica era rimasta pressoché invariata rispetto all’autunno precedente.

--- E’ previsto qualche tentativo di riproduzione in incubatoio?

-- Già nel 1999 la S.V.P.S., con il supporto degli ittiologi di GRAIA, aveva portato a buon fine un esperimento di riproduzione in incubatoio. Purtroppo la cosa non si è ripetuta ma abbiamo intenzione di riprovarci già a partire da questa primavera, anche con l’aiuto dei volontari dell’Associazione Pescatori Dilettanti del Verbano Cusio Ossola, che da qualche anno stanno ottenendo risultati incoraggianti con i temoli del Toce. Per questo abbiamo bisogno di associati e di fondi. Per info: marco.veziaga@tiscali.it o Fax: 0163 560912 oppure telefonicamente al N 3485608808 Sito internet: Valsesia pinna blu

--- Quale è l’attrezzatura da usare? Quali mosche sono le migliori per il Temolo?

-- Personalmente preferisco una canna da 8 piedi per coda 4-5, ad azione progressiva e un finale da 5 mt con un tip non inferiore allo 0.12, 0.10. Le mosche più indicate sono quelle che solo il temolo conosce…la scorsa stagione di pesca ce ne ha dato un chiaro esempio. Evito di esprimermi non per gelosia ma solo perché sono convinto che creerei nei lettori solo ulteriore confusione. Posso però aggiungere che i valsesiani da secoli usano imitazioni estremamente spartane ma anche molto efficaci: le loro sommerse sono sicuramente molto indicate in tutte quelle situazioni che sembrano senza speranza… anche se a volte neppure queste riescono a fare il miracolo!

--- Quale è la sua personale valutazione sulla nuova legge regionale del Piemonte?
-- Il testo introduttivo mi sembra abbastanza in linea con quanto era stato suggerito dalle associazioni e dai gestori.
L’introduzione del concetto di danno ambientale rappresenta un sicuro passo avanti in relazione alle opere di regimazione idraulica e di captazione.
Resto in attesa di esaminare il regolamento attuativo che conterrà indicazioni più dettagliate anche in relazione alle specie alloctone, alle prescrizioni sugli obblighi ittiogenici, alle taglie min, alla quota giornaliera.
Di certo vi è che una buona legge da sola non è sufficiente: servono soprattutto la volontà e gli strumenti per farla applicare.