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domenica 5 febbraio 2012

Mario Narducci Spinning Club Italia


Questa volta con Mario Narducci, presidente dello Spinning Club Italia dal novembre 2008 ed ex collaboratore della rivista “Il Pescatore”.
L’associazione è nata da un gruppo di amici nell’autunno del 1980 in provincia di Pavia e attualmente conta circa 800 iscritti con 24 sezioni.
A noi di P&P piace molto che già all’ art 3 dello statuto si dice “Ha inoltre lo scopo di promuovere iniziative per la tutela e la difesa dell’ambiente e della fauna ittica delle acque.



A questo proposito chiediamo subito a Mario se i soci del club del club si adoperano in azioni onlus a riguardo della pesca e quali sono state, almeno le più significative.

Innanzitutto ringrazio per l’opportunità di poter riferire del Club e delle sue attività. Lo Spinning Club Italia (SCI) nasce in un periodo che possiamo ancora definire “eroico” della pesca al lancio (allora veniva così definito lo spinning) proprio per contribuire a diffonderne la conoscenza nei suoi aspetti tecnici. Oggi simili problemi possiamo dire che siano stati in larga parte superati e invece la somma dei danni ambientali inferti agli ecosistemi acquatici negli ultimi decenni è tale da non averci lasciato che l’ombra degli stock ittici un tempo presenti. Ecco perchè dalla metà degli anni ’90 del secolo scorso accanto alla scontata finalità di diffusione dello spinning abbiamo deciso di introdurre nel nostro statuto anche la collaborazione nella tutela di pesci e relativi ambienti. L’obiettivo è quello di dare voce e forza alle esigenze “profonde” e condivise di tutto il mondo dello spinning, affinchè esse con l’aiuto di tutti i soci possano trovare udienza laddove si amministrano le acque e i loro abitanti. Tutto ciò ha comportato lo sviluppo di due linee principali di azione: la prima a livello nazionale volta a creare collaborazioni e sinergie con ogni altro soggetto interessato ai medesimi obiettivi di fondo, la seconda a livello delle sezioni provinciali per dare attuazione concreta a quelle stesse sinergie. Non posso non citare fra le cooperazioni sviluppate l’intesa che abbiamo firmato nel gennaio 2011 col WWF nazionale (non so quante altre associazioni di pesca possono dire di esserci riuscite) che sta comportando un inedito interesse di una delle principali forze ambientaliste per il mondo sommerso e le specie ittiche autoctone.

WWF e Spinning Club Italia per la difesa dei fiumi

Intesa oltretutto che si è dettagliata in precisi accordi tecnici condivisi.

ACCORDO TECNICO WWF-SCI

Molti anche gli esempi dei risultati concreti conseguiti a livello locale.
Ritengo si possa affermare senza essere lontani dalla verità come ogni singola sezione abbia ottenuto qualcosa, per citarne alcuni posso riferire: SCI Lodi con lo storico progetto Marmorata che sostiene l’ultima popolazione significativa di trota marmorata ancora presente in Lombardia, SCI Treviso che con l’affiliata Esox Italia sta realizzando progetti di pesca evoluta all’interno del parco del fiume Sile, SCI Arezzo che ha concretizzato la tutela del luccio sul lago del Calcione, SCI Ravenna che gestisce una zona no-kill al luccio sul fiume Lamone e partecipa a progetti di reintroduzione del persico reale e alla vigilanza provinciale, SCI Ferrara che con Esox Italia ha contribuito a introdurre nuovi regolamenti di tutela delle acque provinciali e così via.




Sappiamo che avete fatto accordi con il CFI e altri. Ci puoi delucidare sulla cosa?


Insieme a Esox Italia (EI), associazione che raccoglie molti club dedicati allo spinning al luccio e alla sua tutela, affiliata allo SCI, ci stiamo adoperando affinchè le principali associazioni “specialistiche” di pesca trovino un accordo operativo intorno a un nucleo di obiettivi condivisi. Essi a nostro avviso dovrebbero comprendere: la tutela dei pesci, in particolare autoctoni, e dei loro ambienti; interventi concertati volti alla modernizzazione delle normative che regolano l’attività alieutica; la diffusione dentro e fuori del mondo della pesca del ruolo del pescatore come Sentinella Ambientale (siamo noi a conoscere più di tutti le acque e questa conoscenza può essere resa disponibile a beneficio dell’intera società); la collaborazione con le associazioni storiche che gestiscono le acque italiane (FIPSAS e ARCI per citarne alcune).
Pur non essendo ancora arrivati alla sottoscrizione di un patto formalmente condiviso, è da alcuni anni che con Carp Fishing Italia (CFI) poniamo in essere iniziative comuni a livello locale con soddisfazione reciproca. I contatti in corso da parte di SCI ed EI al momento oltre CFI riguardano l’Associazione Nazionale Belly Boat (ANBB), l’Italian Bass Association (IBA), l’associazione Spinning Marino (SM), il Ledgering Barbel Fishing Italia (LBFI), l’associazione “per il Mare” e più di recente l’UNPeM.

I Rapporti con La FIPSAS come sono?

Riconosciamo il grande valore di avere un’unica Federazione che rappresenti gli interessi dei pescatori nei confronti delle istituzioni. Per questo motivo da quest’anno 2012 ci siamo affiliati alla Fipsas con la precisa finalità di dare corso progetti di salvaguardia ambientale.

Noi di P&P siamo dell’idea che sia ora di una nuova legge italiana chiara che uniformi regolamenti e segnacatture vari, dando a regioni e provincie solo poche possibilità di modifica. E che la FIPSAS faccia la stessa cosa per tutte le sue ex sezioni provinciali (che cosa siano adesso nessuno bene lo sa……). Attualmente mi ci vuole uno zaino solo per la documentazione andando a pesca nel raggio di 100 km in Piemonte……e riuscire a procurarseli i segnacatture se uno è fuori provincia e di domenica

E’ evidente che gli ambienti naturali non riconoscono confini politici di alcun genere. Anche noi auspichiamo che le normative si armonizzino intorno alle caratteristiche dei diversi corpi idrici pur facenti capo a province o regioni diverse e non certo il contrario.



Alloctoni? Quale è la vostra posizione?

Potrebbe sembrare un’affermazione strana ma secondo noi la polemica scatenata intorno alla presenza delle specie esotiche nelle nostre acque è superata dalla storia e comunque mal posta nei propri termini. Al pari della gestione di ogni altra specie ittica o non ittica occorre giudicarne e amministrane la presenza a partire da una visione complessiva dell’ambiente in cui si colloca. Mi spiego con un esempio di altro genere: il periodo di chiusura del luccio che vive nei grandi laghi del Nord non può essere gestito con le stesse regole del luccio dei bacini laziali o delle lanche dei fiumi padani, a meno naturalmente di estendere il divieto per un congruo numero di mesi che consenta a tutte le diverse popolazioni di riprodursi. In altri termini occorre stabilire ambiente per ambiente quale sia al momento la miglior popolazione ittica possibile, avendo come orizzonte la Direttiva Europea Acque che impone agli Stati membri il raggiungimento del miglior stato ecologico possibile dei corpi idrici entro il 2015. L’obiettivo generale in altri termini è quello della conservazione della biodiversità, bene oggettivo della nostra ma anche delle generazioni future che ce ne chiederanno conto, e perciò la salvaguardia il più possibile delle specie ittiche autoctone. Oggi esistono strumenti scientifici (l’Indice Ittico ad esempio elaborato dall’Università di Torino) che consentono di valutare le caratteristiche biologiche dei diversi ambienti, permettendo di stabilire le priorità di intervento e dunque in quali corpi idrici impegnarsi per la salvaguardia dei pesci autoctoni, la quale a sua volta comporta anche il contenimento di quelli esotici ma non solo. Occorre infatti al pari impegnarsi per il recupero ambientale (senza una casa nessuna specie prolifica).

Passiamo a cose meno impegnative; Le tue soddisfazioni alieutiche quali sono state?

Lo spinning che ho sempre preferito è quello esercitato nei grandi fiumi del piano, proprio come tante volte descritto dal grande divulgatore, biologo e pescatore, che è Giandomenico Bocchi. Immagino di non essere il solo a essere stato contagiato dal suo entusiasmo… La pesca in tali situazioni è sempre un’avventura perché non si può mai essere certi fino in fondo con quale predatore ci si troverà a confrontarsi. La cosa è tanto vera che proprio in questi ultimi mesi andando senza troppo successo alla ricerca dei grossi aspi che si stanno imbrancando in vista della frega, abbiamo scoperto quanto possa rendere lo spinning anche con una specie inusuale come il barbo europeo. Sapessi come tirano… e quanti ne stiamo prendendo… Sto in proposito allestendo un testo esplicativo che penso di mettere sul sito SCI. Un’altra soddisfazione ittica -ma di altro genere- che ti posso anticipare è che spero di riuscire nei prossimi mesi a pubblicare davvero un testo sullo spinning al siluro che ho pronto ormai da troppi anni.



A spinning che tipologia di fili usare per le varie specie? Sembra che sia nato anche il “nano fil”?

Ammetterai con me che le lenze oggi disponibili hanno ben poco a che spartire con quelle in uso nel…millennio precedente allorquando muovevamo i primi timidi passi nel misterioso e affascinante mondo della pesca. Polimeri di nylon di vario genere, fluorocarbon, trecciati e ora nanofil… forse l’essenza della pesca non sta qui… Tuttavia non posso non riconoscere l’enorme passo in avanti che le lenze intrecciate hanno consentito allo spinning mettendo il lanciatore in condizione di gestire meglio lanci, controllo dell’artificiale e soprattutto contrastare con speranza di successo pesci di mole inusuale come il siluro. Il nanofil si colloca in questo alveo evolutivo e dalle prime esperienza sul campo non sembra deludere le aspettative mettendo in campo una minore irregolarità di superficie che consente imbobinamenti migliori e minori rischi di parrucche. Permettimi infine di terminare la nostra chiacchierata rinnovando il ringraziamento per l’opportunità concessa e con un saluto a quanti la leggeranno. Siate consapevoli che tutti, nessuno escluso, possono fare qualcosa di concreto per il bene delle acque, magari anche solo iscrivendosi ad associazioni come lo SCI. In bocca al luccio…

Salutiamo Mario; gli ricordo quell’ incontro col "Messia" Pellò, che organizzai e che credo gli sia stato utile.
Lo ringraziamo della disponibilità e segnaliamo il link al sito del club con parecchi articoli del grande scrittore Gian Domenico Bocchi.

SPINNING CLUB ITALIA

Un suo intervento vocale sull’accordo SCI e WWF lo troviamo in You Tube:
http://www.youtube.com/watch?v=FAg7DAPN7E0