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martedì 24 luglio 2012

Orata

Appartenente alla famiglia degli Sparidi e al genere "Sparus" (nome scientifico "Sparus Aurata"), deve il suo nome alla caratteristica macchia d'orata posta nella parte frontale del cranio.
Raggiunge i 60/70 cm di lunghezza e può superare i 5 kg di peso.
E' diffusa in tutto il Mediterraneo e nell'Atlantico Orientale, ha abitudini prettamente costiere, vivendo su fondali che vanno dai 0 ai circa 30-40 metri. Soprattutto in estate si avvicina particolarmente alle coste e, ove presenti, occupa stagni salmastri e lagune costiere, tornando in mare aperto solo in autunno per la stagione della riproduzione.
E' quindi una specie eurialina, cioè in grado di adattarsi a condizioni scarsamente saline, così come a condizioni di iper-salinità.
Ha una dieta prettamente carnivora, nutrendosi di crostacei, molluschi e vermi. Peculiarità dell'orata è la forza del morso; infatti coi i suoi potenti molari è in grado di frantumare le durissime conghiglie dei murici e di fare letteralmente a pezzi il guscio delle cozze, solo per fare un paio di esempi, tralasciando quello che riesce a fare a granchi, cannolicchi, ecc.
Molto apprezzata in cucina e preda ambita dai pescatori, può essere insidiata in diversi modi: a fondo con una infinità di esche, partendo dal arenicole, americani, bibi e coreani, arrivando a granchi, cozze, gamberetti e cannolicchi.
Soprattutto i granchi e le cozze, citando due delle esche più comuni, sono in grado di fare selezione sulla stazza, mentre pescando con arenicole, americani e coreani ci si può imbattere in pesci di tutte le taglie.
Dalla scogliera e in foce i classici bigattini possono regalare belle soddisfazioni.