spinning


sabato 15 ottobre 2016

Spinning al Black Bass nei grandi laghi




Power Fishing
Articolo e fotografie di Marco Altamura


Il titolo di questo mio articolo non è e non vuole essere una delle tante ostentazioni nei confronti dei sempre più dilaganti termini esterofili ; chi pratica lo spinning rivolto al nostro amico black bass sa perfettamente che con tale termine anglofono si identifica uno specifico approccio di pesca all’interno della disciplina del bass-fishing. Solitamente , dopo aver scelto lo spot , lo si ispeziona con gli artificiali specifici da “power” e cioè cranks e spinners per appurare o meno la presenza di pesce in quel sito . Queste due categorie di artificiali infatti , permettono di sondare velocemente grandi porzioni d’acqua per poi, una volta accertata la presenza di pesce, insidiarlo con le altre tecniche del bass-fishig quali  le tecniche “finesse” oppure affidandosi a jigs , jerks , minnows , top-water , WTD , ecc… Nella fattispecie, in concomitanza con l’uscita sul mercato delle novità Rapture per il 2016/17 , vorrei approfittare per parlare della categoria dei crank baits ed in particolare di tre nuovi modelli che si aggiungono alla già cospicua schiera presente in catalogo : si tratta di due modelli “deep” e cioè il Neo Crank SQR DR e il Neo Crank Silente , e di un modelllo “shallow” e cioè il Neo Crank SQR SR . Ho effettuato i test insidiando logicamente il black bass in alcuni spots del versante piemontese del lago Maggiore . I dettami del moderno spinning al bass imporrebbero l’utilizzo di una canna in fiberglass per un corretto approccio con l’utilizzo di crank e spinner ; questo perché una canna in fibra di vetro risulta più “morbida” e meno scattante del carbonio, consentendo una corretta azione parabolico-progressiva sia in fase di ferrata ( con le canne troppo scattanti il rischio è quello di togliere letteralmente l’artificiale dalla bocca del predatore ), che in fase di combattimento con grossi esemplari. Personalmente , all’interno della vasta gamma di attrezzi per lo spinning presenti nel catalogo Rapture , ho identificato nella canna Delsol da mt.2,44 e range di lancio 3/15 gr., l’attrezzo ottimale per recuperare crank e spinnerbaits .
Pur essendo costruita in fibra di carbonio e pensata per uno spinning leggero  in grado di lanciare artificiali dal peso esiguo , questa canna risponde perfettamente ai requisiti richiesti da questa branca del bass-fishing , regalandoci ferrate sicure e combattimenti entusiasmanti. Ho trovato il giusto mulinello abbinandole il mulinello top di gamma Rapture e cioè l’ SX-1 Mod. 2000 caricato con un trecciato di spessore mm 0,15 ed un terminale in fluorocarbon di spessore mm 0,28 connesso con un nodo doppio Allbright.
Per il test inizialmente ho optato per una piccola spiaggia con fondale digradante e presenza di vegetazione sommersa oltre a diversi ostacoli rappresentati da tronchi e grossi massi . Per iniziare ho connesso al terminale il Neo Crank Silente che garantisce un approccio non invasivo grazie all’assenza di sferette metalliche al suo interno , ottimo per le zone ad alta pressione di pesca. Questo artificiale espleta la sua corretta azione nella colonna d’acqua compresa tra la superficie ed i quattro metri di profondità e può essere recuperato linearmente e fatto sostare nelle zone “calde” quando incoccia gli ostacoli del fondo ; questo recupero chiamato “bump the stump” dai bassmen a stelle e strisce, risveglia l’aggressività dei bass che attaccano ferocemente l’intruso. I primi lanci mi servono per prendere confidenza con il nuovo artificiale ma già dopo poco tempo capisco le grandi potenzialità di questo crank ; lancio distante il più possibile e poi recupero velocemente fino a che non percepisco il mio artificiale cozzare contro gli ostacoli sommersi . Da qui in avanti il recupero è molto lento per permettermi di sostare il più a lungo possibile nella zona “strike”. Di solito l’attacco del bass è deciso e profondo e non è raro vedere il pesce in canna avvicinarsi alla riva accompagnato da altri bass richiamati in zona dalla nostra imitazione. I primi tentativi non danno i frutti sperati così decido di spostarmi di qualche metro sulla destra nei pressi di un albero sommerso , da sempre considerato un ottimo spot per l’insidia del centrarchide ;
qui lancio a filo dei rami sommersi e, dopo aver richiamato velocemente il crank fino a fargli raggiungere il fondo , inizio il recupero vero e proprio fatto di lenti richiami ed altrettanto lente risalite . Durante il terzo lancio in zona percepisco il primo attacco e porto una ferrata dolce ma decisa : si tratta di un bass di piccole dimensioni che però ha deciso di non farsi sfuggire un’occasione così ghiotta per mettere qualcosa sotto i denti . Dopo il breve combattimento e le relative foto lo rilascio con tutte le cure possibili e ritorno a perlustrare il lato destro dell’albero sommerso .
Qui il percorso dell’artificiale è molto più tormentato e ciò è dovuto agli innumerevoli ostacoli del fondo insieme ai rami sommersi che , se da una parte mettono in serio pericolo la salvaguardia dell’artificiale stesso , dall’altra garantiscono la massiccia presenza di bass che qui trovano il loro habitat preferito . Rischio il tutto per tutto con un lancio a filo dell’albero e non appena il crank tocca le asperità del fondo avverto una gran botta in canna ; ferro e questa volta il pesce sembra essere di ottime dimensioni ! Infatti dopo un combattimento che  forzo lontano dai rami, vedo nella trasparenza dell’acqua la sagoma di un grosso black bass con in bocca il mio Neo Crank Silente . Come da copione , il grosso pesce guadagna la superficie e qui compie una di quelle evoluzioni aeree che lo hanno reso famoso in ogni parte del mondo .
La Delsol asseconda a meraviglia le sfuriate del pesce finché riesco a trascinarlo sul bagnasciuga dove lo afferro per la mascella inferiore ; sembra trattarsi di una femmina stimata abbondantemente sopra il chilo e mezzo di peso e , finalmente soddisfatto , scatto alcune foto e la rilascio nel suo ambiente . Ora urge cambiare posto perché il combattimento ha disturbato non poco la tranquillità di quel luogo . In pochi minuti di auto sono in un altro spot promettente che negli anni non mi ha mai tradito . Si tratta di una riva a canneto rado con un fondale medio di due metri con presenza di vegetazione acquatica e ripariale che nel tardo pomeriggio garantisce l’ombra sull’acqua ; decido di cambiare anche artificiale e connetto al moschettone il Neo Crank SQR DR . E’ anch’esso un “deep runner” ma il suo range di utilizzo spazia dalla superficie ad un massimo di mt.1,80/2,00 di profondità .
A differenza del Silente , questo crank è dotato di sferette in metallo interne che gli conferiscono il classico effetto rattling e che lo rendono facilmente localizzabile dai predatori anche in acque opache . Qui il lago si presenta all’apparenza tutto uguale , ma le mie lunghe frequentazioni mi aiutano non poco a “capire” lo spot ed a sfruttarne al massimo le potenzialità
; effettuo lunghi lanci perpendicolari alla sponda e , vista l’esigua profondità , raggiungo quasi subito il fondo con l’artificiale che avanza tra le asperità sommerse . La compattezza e i suoi otto grammi di peso mi consentono lanci lunghi e precisi . L’artificiale perlustra accuratamente il fondo e tra un richiamo ed un rilascio cerco di infondergli la maggior credibilità possibile aiutato anche dalla composizione sabbiosa del fondale che a contatto con la paletta del crank alza una piccola nuvola di limo rendendo l’azione quanto mai verosimile visto e considerato che il predatore pensa di trovare un piccolo pesce sotto il limo o che è fuggito dallo stesso..
La livrea di cui dispongo è la Ghost Threadfin Shad che in definitiva imita un piccolo pesce e , tra me e me , penso che sarebbe andata meglio un’imitazione di gambero come la Red Hot Craw in quanto il luogo risulta essere molto frequentato dai crostacei ; ma tant’è e quindi continuo la mia ricerca .
Nel volgere di circa un’ora di pesca registro tre attacchi di cui due andati a buon fine ed uno a vuoto ; anche in questi casi i pesci catturati sono bass di piccole/medie dimensioni ma tanto basta per poter trarre ottime indicazioni circa l’efficacia del crank sotto esame .
Merita un cenno anche l’armatura di tutti e tre questi crank che sono dotati di ancorine del tipo Power Point in acciaio al carbonio affilate chimicamente che garantiscono un’ottima presa non solo nella bocca dei bass ma anche in quella ben più coriacea di lucci e lucioperca .
Dopo aver fotografato i due bass e averli rilasciati nel loro ambiente , decido di cambiare ancora spot e con dieci minuti d’auto mi porto nei pressi di un altro grosso albero sommerso dove mi appresto a montare l’ultimo dei tre crank presi in esame e cioè il Neo Crank SQR SR . Come anticipato all’inizio , questo crank si differenzia dei primi due provati per la sua azione “shallow”; la sigla SQR è l’acronimo dell’inglese “squared” che si riferisce alla forma quadrata della paletta .
Questo artificiale proprio per le fattezze della sua paletta  espleta un’ azione ottimale nella colonna d’acqua tra la superficie ed il metro di profondità ; con il prezioso aiuto degli occhiali con lenti polarizzate , riesco a scorgere al pelo dell’acqua nei pressi della pianta alcuni black bass di medie dimensioni che si crogiolano al sole del tramonto e decido di tentare la sorte con lanci in zona ed un recupero estremamente lento tanto da far rimanere l’artificiale a galla con andamento incerto creando una scia invitante .La risposta è immediata e due bass contemporaneamente si lanciano a bocca spalancata sul malcapitato : vince la contesa il più grosso dei due e me lo ritrovo in canna a compiere evoluzioni aeree mettendo sul campo una vitalità insospettata .
Archivio velocemente la cattura con foto e rilascio e con la medesima modalità ispeziono il resto dello spot . Le evoluzioni del bass catturato hanno creato un po’ di scompiglio nel banco di bass presenti in loco che ora si sono portati più in profondità e fatico a vederli ; attendo circa un quarto d’ora che ritorni la calma ed effettuo alcuni lanci richiamando il crank in modo da fargli ispezionare uno strato d’acqua meno superficiale . La scelta si rivela corretta e in circa mezz’ora realizzo due catture e due bass slamati durante l’immancabile salto prima della resa . I due bass catturati sono anch’essi di medie dimensioni ma comunque hanno risposto molto positivamente al richiamo di questo crank di superficie che lascia intravvedere ottime possibilità di cattura anche nei confronti di altri predatori , in primis il persico reale che durante le cacciate a galla nel primo mattino e al crepuscolo dovrebbe apprezzare molto le evoluzioni del Neo Crank SQR SR ; insieme ai persici intuisco grandi possibilità di successo anche con grossi cavedani di lago , lucci e aspi
Piccolo Aspio
. A consuntivo di questo test effettuato sul lago Maggiore in cerca di bass non posso non sottolineare la bontà del lavoro dei tecnici Rapture nel concepire prima e nel realizzare poi questa serie di Crank Bait dalle alte prestazioni e dall’invidiabile rapporto qualità/prezzo ; ciò mi fa particolarmente piacere considerando il fatto che ad accezione dei bassmen che li usano abitualmente e ne apprezzano le caratteristiche precipue , questa famiglia di validissimi artificiali è stata per troppo tempo trascurata o forse non “capita” dalla maggioranza dei lanciatori nostrani . Inoltre i crank sono una delle poche categorie di artificiali in grado di catturare , specialmente nella stagione fredda e in primavera , i big bass così refrattari e perennemente sospettosi nei confronti di noi lanciatori . Un motivo in più per farli entrare a far parte delle nostre tackle boxes ed aiutarci a capire un po’ di più i complessi comportamenti biologici di questo meraviglioso predatore .