9.25.2017

Margorabbia-torrente varesotto



Nasce in Valganna, sgorgando pochi metri più a nord delle fonti del ramo sorgentizio orientale del fiume Olona. In comune con l'Olona, il Margorabbia ha la zona delle sorgenti, ma dopodiché i corsi d'acqua si sviluppano in senso inverso. L'Olona solca la bassa Valganna in direzione nord-sud, andandosi a congiungere con le acque provenienti dalle sorgenti della Val di Rasa.
Il Margorabbia, scorre invece, in direzione sud-nord, andando a percorrere l'alta Valganna, in cui attraversa come immissario ed emissario alcuni laghetti della provincia (Lago di Ganna e Lago di Ghirla), continua il suo percorso nelle Prealpi varesine e, verso il paese di Cunardo, si inabissa in un sistema di grotte . Il torrente riemerge nei pressi del paese di Ferrera incassato in uno stretto labirinto, forma poi la cascata Fermora con un salto di 27 metri e continua poi il suo corso lungo la Valtravaglia, attraversando  vari paesi come Grantola e Germignaga, lungo il cui percorso si trova una pista ciclabile costruita di recente.
Cascata Fermona
Non sfocia direttamente nel Lago Maggiore, ma poche centinaia di metri prima si congiunge con il fiume Tresa.
Il torrente ha molti affluenti. Quelli di sinistra più importanti sono i torrenti Rancina e Chiesone (o Gesone), quelli di destra sono il Boggione, la Lisascora e la Grantorella.
Il Margorabbia è un torrente con una grossa portata d'acqua grazie al fatto di attraversare zone umide e carsiche. Per questo motivo difficilmente va in secca e sono nati, nel passato, lungo il suo percorso diverse attività manifatturiere come magli (noto è quello di Ghirla nel comune di Valganna), mulini e opifici vari.

Diversamente le piene, improvvise quanto furiose, del torrente sono state, e sono ancora, triste ricordo per gli abitanti della Valtravaglia. Spesso è stata causa di alluvioni e di distruzione di ponti. Oggi è stato meglio arginato, ma nonostante tutto, è ancora temuto.

Specie ittiche trote fario e cavedani sono  le principali e  sono state catturate anche iridee, sicuramente di immissione.

Vi è pure una zona no-Kill che comincia al ponte della Grantola e finisce alla Standa dove si può pescare solo a mosca con amo senza ardiglione.

Per raggiungere il torrente nella zona + pescabile per chi viene dall’autostrada, prendere l’A8 Milano Varese, uscire a Buguggiate e prendere le direzioni del lago di Varese verso Gavirate, proseguire e arrivare al paese di Cittiglio dove si prenderà la strada con direzione Luino, si attraversa la Valcuvia, finchè non si arriva nei comuni di Grantola e Mesenzana dove troveremo il torrente.


Lungo il percorso sui lati del torrente un pista ciclopedonale, interessante da fare


Per la pesca bisogna attenersi alle regole della provincia di Varese, acque classificate salmonidi con normativa del caso.

Dall’anno 2009 bisogna detenere un libretto segnacatture.
Dal ponte della Grantola fino alla Standa il tratto e riservato alla pesca mosca con amo senza ardiglione, dove vige la regola del No-Kill
Mentre c’è divieto di pesca nella zona in cui il torrente sfocia nel Tresa.
Tratto Fipsas dal comune di Montegrino fino al Tresa.




Per raggiungere il torrente nella zona + pescabile per chi viene dall’autostrada, prendere l’A8 Milano Varese, uscire a Buguggiate e prendere le direzioni del lago di Varese verso Gavirate, proseguire e arrivare al paese di Cittiglio dove si prenderà la strada con direzione Luino, si attraversa la Valcuvia, finchè non si arriva nei comuni di Grantola e Mesenzana dove troveremo il torrente.


Attrezzatura per la pesca a spinning canne max 2,10 grammatura 2-15 g circa. Mulinello 2500  caricato con un buon 0.20/0.22, Artificiali consigliati: rotanti mepps N 3 per le correnti veloci visto che per la sua forma allungata tiene meglio fondo, Martin di Gr 9-12 quando livelli medio/alti e la corrente è moderata e nei punti caldi e rigiri oppure grammature più leggere . Piccoli minnows massimo 5 cm.

Specie ittiche trote fario e cavedani le principali; sono state catturate anche iridee, sicuramente di immissione visto che si fa anche qualche gara.

Si può catturare massimo 1 trota marmorata e 6 capi di salmonidi e 500 gr complessivi di alborelle, vaironi e triotti. Per questi piccoli pescetti, visto l’ inibizione al bigattino, si consiglia di pescarli con piccoli vermi di letame oppure portasassi/porta legni (Lave di Friganea in italiano corretto) che potrebbero interessare anche le trote e i cavedani.

Portalegni anche sotto


Portasassi
Non dimenticare magari il pane del tipo”francese” che interessa cavedani e altri piccoli pesci. Per trote e cavedani non dimenticare le sanguisughe e i Gatoss che sono micidiali. Tutte queste esche (meno i vermi) le potete trovare su un torrente o riale sotto i sassi.


Per la pesca bisogna attenersi alle regole della provincia di Varese, acque  classificate salmonidi.
 

 Licenza governativa e FIPSAS

http://www.fipsasva.it/


Negozi di pesca

-Clan a Mornago in via provinciale N 16 tel 0331/964511

-Zoo Domus a Laveno Mombello in Via Marchetti 13 tel 0332/667009

 You Tube









https://www.youtube.com/watch?v=uEj4Gjfgqgg








9.22.2017

CT della nazionale Master pesca al colpo. Massimo Ardenti




Siamo questa volta con Massimo Ardenti nato il 09/01/1958 a ROMA e residente a ROMA
Esso è un pluridecorato garista di pesca al colpo nonché commissario tecnico della nazionale azzurra di pesca al colpo.


-Lei pesca solo col galleggiante o effettua anche altre tecniche e se si’ quali?
Sicuramente il "colpo" è la disciplina che pratico  di più, ma non disdegno tutte le altre specialità, dal feeder ai salmonidi in qualsiasi modo, dai predatori (mort- manie') o artificiali, al mare a bolentino o alla foce ad insidiare spigole....insomma amo la pesca a 360°.


-Il suo palmares come garista quale è?
ECCELLENZA :
1987 ORO con lo SVASSO e oro individuale
1988 ORO con la LENZA TIBURTINA e oro individuale
8 ori a squadre con la Blue Marlin
3 volte vince la classifica individuale dell’Eccellenza Centro
2002-2003 1° nella classifica del Rendimento Centro
TROFEO 6 NAZIONI:
ARGENTO ( Lussemburgo)
ORO (Volturno- Italia)
BRONZO (Svizzera)
1996 ORO Campionato Italiano Squadre
1997 BRONZO A SQUADRE  CAMPIONATO DEL MONDO  per club (Spagna)
NAZIONALE:
1995 BRONZO A SQUADRE (Finlandia)
1995 BRONZO A SQUADRE  1°campionato Europeo (Francia))
DAL 2010 CT DELLA SQUADRA NAZIONALE “MASTER” DI PESCA AL COLPO CON CUI HA VINTO:
2010 BRONZO (Belgio)
2011 ORO (Firenze)
2012 ARGENTO ( Portogallo)
2013 ORO ( Bosnia)
2014 ORO (Roma)
2015 BRONZO (Portogallo)


-Quale è l’ iter per arrivare in nazionale?
L'iter per entrare a far parte della Nazionale Italiana è  abbastanza complesso:
Il primo scalino da superare è a livello provinciale, ovvero,  dalla classifica finale del campionato provinciale i primi classificati, nella misura del 10% circa dei partecipanti totali, ottengono il diritto di partecipare ad una pre-selezione ai rappresentanti  delle altre province appartenenti alla loro zona( di zone ce ne sono due: nord e centro-sud).
In queste due preselezioni, superano il turno il primo 40% della classifica generale ed accedono alle prove del Campionato Italiano. A questo punto circa 250 atleti provenienti da tutta Italia si confrontano nella prima delle tre prove del Campionato Italiano, tenendo conto che da ora in poi, le penalità  conseguite si portano con se fino alla fine.  La prima prova assegna le penalità   con coefficiente "1" ovvero  il primo classificato  prende 1, il terzo 3 e così  via. Accedono alle due prove finali  i primi 100 circa della classifica.
Le due prove  finali non prevedono eliminazione  ed assegnano le penalità  con coefficiente  1,5 per ciascuna prova ovvero: al primo 1,5 penalità, al secondo  3 ed al terzo 4,5 e così via. La somma delle penalità conseguita generano una classifica dove chi ha meno penalità vince il campionato (a pari penalità  per primo si considera il miglior / i migliori  piazzamento/i  ed in caso di ulteriore parità  si prende il peso totale delle catture). Il campione Italiano  va  direttamente  nella rosa della nazionale Italiana.
I primi 25 del Campionato italiano vanno nel "Club Azzurro " dove si partecipa ad una campionato di 50 atleti (gli altri 25 sono i non retrocessi del precedente anno) con 4 o 6 prove ed in base alla classifica generale i primi tre o più  entrano a far parte della rosa della nazionale  insieme ad alcune "scelte tecniche " a disposizione del CT. Una volta in nazionale , comunque è il CTche decide chi pesca.
I Nazionali  ed i partecipanti al Club Azzurro, accedono  direttamente  al Campionato Italiano.
Alcune categorie  con meno partecipanti hanno un iter più snello, ma ad esempio per i senior è  così.
Ho voluto spiegarlo dettagliatamente anche per sfatare alcune dicerie. In sintesi, fino all'ingresso in nazionale  il pallino è in mano  all'atleta. Una volta nella "rosa" è il CT che decide e che ne risponde con i risultati.


-Come funzionano le classifiche individuali e a squadre?
Sopra, abbiamo fatto l'esempio di una classifica individuale ad eliminazione, le classifiche  individuali normali  invece, sono molto più semplici: si sommano i punti /penalità  è si applica se previsto, lo scarto ( (che può prevedere lo scarto del peggior punteggio od anche il 50% dello stesso). A parità  di punti/ penalità può essere preso in considerazione  prima il miglior/migliori  piazzamenti  od il peso complessivo, deve essere specificato a priori però, sul "regolamento particolare ". Per quanto riguarda le classifiche a squadre, ogni squadra ottiene un punteggio che é  la somma delle penalità  conseguite dai propri componenti  e la classifica viene redatta con gli stessi criteri di quelle individuali.


Raggiungere i suoi livelli è dispendioso economicamente?
Che la pesca agonistica sia molto costosa non lo abbiamo di certo scoperto ieri....credo però, che non si discosti molto  da ogni altra passione  se praticata a livello agonistico. È  il termine "agonistico" che pesa incredibilmente  sulle nostre spese. Ad eccezione dei sport/hobby che non prevedono l'uso di accessori sofisticati, tipo calcio, atletica, nuoto ecc.  un appassionato di pesca agonistica, non può  praticare la sua passione senza un set completo di canne. Immaginate nel "colpo" cosa significa: roubaisienne, inglesi di varia potenza, canne fisse, cannini,  bolognesi di varie lunghezze e potenza, mulinelli.....di tutto questo il mercato ci offre il minimo ed il  massimo della tecnologia, che per una canna inglese va da una sessantina di € fino a cinquecento ed oltre, per non parlare poi della roubaisienne....per finire poi, in una miriade accessori di cui non possiamo fare a meno.  Fortunatamente, il palcoscenico della pesca agonistica, ha continuamente bisogno di nuovi personaggi, e nella maggior parte dei casi, gli atleti più  promettenti vengono aiutati dalle aziende del settore e dalle società di appartenenza.


-Vi sono dei guadagni oltre alle solite medaglie? Parlo in termini di indotti legati alla fama.
Non credo che ci siano fonti di guadagno indotte esclusivamente  dalla popolarità  o dalla bravura. In alcuni casi, il campione è  anche il titolare dell'azienda mentre in altri il "campione" può  essere assunto dall' azienda per poter così collaborare nella realizzazione dei prodotti o quanto meno nella vendita come agente di commercio.

-I campi gara italiani rimasti a buon livello attualmente quali sono? Esistono ancora spot ove catturare pesce autoctono invece di Breme, Carassi e Gardon?
I campi gara purtroppo, devono rispondere  a requisiti strutturali (capienza, uniformità, accessibilità ecc.) ed a requisiti  tecnici come la  pescosita' e la valenza tecnica delle specie presenti. È chiaro che  un campo gara con anguille o predatori, anche se ben popolato, non riscuoterebbe alcun successo poiché verrebbe a mancare o quantomeno si ridurrebbe l'importanza  della pasturazione che al "colpo" è un aspetto tecnico fondamentale.  Campi gara come Peschiera, dove in prevalenza  si insidiano specie  autoctone come i cavedani e le scardole, sono una rarità....mi viene in mente Umbertide anche se il barbo europeo si sta insediando sempre meglio. Esistono molte "perle" ricche di autoctoni a disposizione delle sezioni provinciali che però non hanno la capienza necessaria per accogliere manifestazioni di rango superiore. C'è anche da considerare che in alcuni casi gli alloctoni hanno ripopolato corsi d'acqua e bacini ormai quasi privi di popolazione ittica e che agonisticamente parlando rappresentano una risorsa, come la breme o più  correttamente  l'abramide che si è  insediata in quasi tutte le nostre acque ed in alcune delle quali rappresenta la specie dominante,a danno, chiaramente, delle specie autoctone. Il problema  degli alloctoni comunque, non è  legato ad un fenomeno  agonistico,  poiché  andando a ritroso nel tempo, possiamo annoverare la tilapia; il siluro; il gardon; il clarias; il carassio; la trota iridea; il persico trota; il persico sole e chissà quanti ne sono sfuggiti dalla mia memoria. Dico questo perché non vorrei entrare in un dibattito su come vengono/venivano gestiti i ripopolamenti, sarebbe troppo lungo il discorso.......fino a pochi anni fa, una azienda che in termini di legge doveva ripopolare un bacino o similare a lei in uso per svariati motivi, non era tenuta a certificare la specie e ne la provenienza  del materiale immesso e se andiamo anche a considerare anche i laghi sportivi non è  così difficile  intuire come numerose specie  alloctone hanno raggiunto  le nostre acque.



-Pescando al colpo si usano quasi sempre i bigattini ma ho sentito parlate di una esca più efficace ma molto più costosa…..una cosa tipo foulles…..mi può dire qualcosa?
Stiamo parlando del fouilles e del ver de vase che sono esche usate molto comunemente in tutta l'Europa.  Appartengono alla famiglia  dei chironomi e non sono zanzare come erroneamente si crede( non pungono o si nutrono di sangue), e sono utilizzate prevalentemente come esche da pasturazione (fouille) e da innesco (ver de vase), anche se in manifestazioni internazionali talvolta è consentito pasturare anche con il ver de vase. È  un esca con un elevatissimo potere attrattivo e viene usata mescolata con della terra opportunamente inumidita per consentire alle palline realizzate con le mani, di raggiungere il fondo velocemente e sciogliersi gradatamente per liberare le larve in esse contenute. È possibile mescolare le larve anche con della pastura, ma devono essere aggiunte ad essa al momento  della confezione delle palline, altrimenti l'acidita' della pastura stessa, ucciderebbe in breve tempo le larve, riducendone così il potere attrattivo. Pensate che sandre; persici reali e persici trota sono ghiotti di ver de vase, questo solo per darvi l'idea  di quanto possano essere micidiali queste larvette.

Prezzo di queste esche non è proibito, mezzo kilo di fouilles si aggira intorno agli 11€ mentre 35gr di ver de vase, intorno agli 8. Le quantità sopraelencate, generalmente sono sufficienti per affrontare una competizione ed opportunamente la Fipsas consente l'utilizzo del fouilles e del ver de vase, solo in competizioni di "alto"  livello e che conducono alla maglia azzurra, poiché nelle gare internazionali  e nei campionati europei e mondiali, l'uso di queste esche è scontato e quindi i nostri rappresentanti devono essere preparati.



-E’ innegabile che la pesca sia in crisi e soprattutto la pesca col galleggiante. Sa e mi può dire i numeri degli agonisti 20 anni fa ed attualmente?
Vent'anni fa, vi dico che a Roma un campionato provinciale individuale contava 700 persone....ora sono non più di una sessantina  anche se, almeno a Roma, le gare a squadre raccolgono più consensi ( il pari-categoria a squadre supera i 100 iscritti). Il problema? Il motivo? Sicuramente i costi che spesso non sono ben rapportati con le soddisfazioni ( parlo di RESA dei campi gara.....), secondo me, soprattutto a livello promozionale, chi partecipa e si avvicina alle competizioni deve catturare una montagna di pesci, si deve divertire!!! Per chi iniza l'unico divertimento è  CATTURARE. Lasciamo  a chi si gioca un posto in nazionale  o chi ne tenta l'avvicinamento, di dimostrare che è  capace di catturare 20 placchette da 30 grammi con il ver de vase.  Chi inizia deve divertirsi e sta alle sezioni provinciali individuare i campi più idoneo.

Per fortuna  ci sono altre tecniche che hanno una posizione  privilegiata per i giovani: parlo dello spinning in primis, con tutte le varianti della tecnica !
Il feeder; il carp fishing....tutte discipline praticate da una bella gioventù, rispettosa dell'ambiente ed atta al C&R. Al colpo tutto questo manca....mancano i giovani, personalmente mi impegno molto ed ho dei buoni risultati ma praticamente faccio solo quello ed ho una società  che mi mette in condizioni di poterlo fare....non ce ne sono molte, e per questo ringrazio la Blue Marlin Ggianty  nella persona del presidente Stefano Cerrone.  Siamo anche molto amici, abbiamo scritto insieme a Nando (Pasquali) e Roberto(Orecchia), tra le pagine più belle della storia dell'agonismo del centro sud Italia.


La FIPSAS nazionale (a livello provinciale e regionale è diverso e lo posso dire conoscendo bene da 50 anni l’ attuale pres. Piemonte Renato Pellò e la strutturazione della FIPSAS Novara e il presidente Alberto Rossini) ha delle colpe e se si’ quali?
Io sono un uomo di federazione a prescindere che qualora ritenga che la federazione stia commettendo un errore, intervengo dall'interno. Non è facile accontentare una platea così  eterogenea e dislocata su un territorio  così lungo e con caratteristiche così  diverse. Sicuramente di errori  se ne fanno ma spesso è  perché  ci sono categorie  o realtà locali non ben rappresentate, magari sempre pronte allo scontro, insomma io preferisco lavorare dall'interno.
I miei sono solo punti di vista, condivisibili o no ma certamente sinceri.




Io e i lettori la ringraziamo molto per la sua disponibilità e le auguriamo buona vita



9.13.2017

Crank time !



Articolo e fotografie di Marco Altamura





L’estate 2017 ed in particolare i mesi di luglio e agosto sono stati caratterizzati da temperature prossime ai quaranta gradi con tassi altissimi di umidità ; questo andamento climatico ha coinvolto tutte le Regioni del nostro Stivale e così non ha fatto certo eccezione la Regione dei grandi laghi prealpini . Anche il mio amato lago Maggiore ha sofferto molto sia questa situazione climatica che l’assenza di precipitazioni piovose significative ; se a ciò aggiungiamo l’aumento di popolazione dovuto al periodo vacanziero con i relativi incrementi delle acque reflue sversate, possiamo ben capire in che stato precario si sono venuti a trovare i centri rivieraschi ed i loro relativi litorali . Anche con simili premesse , durante i lunghi anni di frequentazione , sono sempre riuscito a catturare qualcosa scegliendo magari le ore del primo mattino e del crepuscolo o approfittando delle rare giornate di pioggia : così qualche persico reale , qualche lucciotto , qualche bass o qualche lucioperca hanno sempre allietato questo periodo così marcatamente negativo per la pesca .
Foto di corredo
Durante quest’estate che sta per concludersi tuttavia , non ho potuto beneficiare nemmeno dei rari momenti favorevoli citati : la situazione ambientale e climatica è stata così negativa e difficile da indurmi a fare ritorno a Milano dopo appena i primi dieci giorni di agosto durante i quali è stato impossibile non solo praticare la pesca , ma addirittura riuscire a dormire per il gran caldo e l’altissimo tasso di umidità nell’aria . Meglio Milano che , quanto meno , poteva regalarmi il tanto sospirato refrigerio generato dall’impianto dell’aria condizionata .
Foto di corredo
Così riposte le speranze di pescare rimandate a momenti migliori , ho fatto tesoro del tempo a disposizione per fare manutenzione a tutta la mia attrezzatura alieutica. Passato il mese di agosto ed anche la settima ondata di caldo africano della stagione, con l’arrivo del mese di settembre accompagnato finalmente da un paio di giorni di piogge intense e da un fronte fresco proveniente da ovest , ho fatto ritorno al lago carico di rinnovata voglia di pescare , voglia per troppo tempo repressa . L’approssimarsi dell’autunno rappresenta da sempre un momento magico per chi come me a fatto dello spinning molto più di una semplice passione : in questi casi è sufficiente un abbassamento di temperatura dell’acqua anche di solo un paio di gradi per mettere in attività predatoria tutte le specie ittiche presenti nell’ecosistema . Inoltre l’aria frizzante del primo mattino e del tramonto invoglia anche il lanciatore a prodigarsi con l’intento di effettuare qualche bella cattura , eventualità che in questa circostanza risulta essere tutt’altro che remota . Decido così di affrontare il periodo effettuando uno spinning “light” rivolto a persici reali e black bass attuando una pesca di ricerca conosciuta anche con il termine di “power fishing”; questa tecnica dal nome anglosassone altro non è che un metodo veloce per ispezionare vaste porzioni d’acqua ed i patiti della pesca al black bass la attuano principalmente per localizzare i predatori che poi andranno ad insidiare con altre tecniche specifiche del bass-fishing . Gli artificiali d’elezione per tale tecnica sono gli spinnerbaits ed i crank baits;  
Foto di corredo-spinnerbaits Rapture
volendomi regalare momenti di puro divertimento , opto per l’utilizzo di un’attrezzatura in grado di amplificare il momento della cattura e del combattimento con il pesce : scelgo una canna estremamente sensibile come la Delsol da metri 2,44 e con potenza effettiva di lancio di grammi 3/15. Gli abbino come mulinello il top di gamma Rapture , l’SX-1 questa volta nella misura 2000 , e come artificiale mi impongo di utilizzare solamente un modello di crank , il Neo Crank SQR DR sempre di Rapture , così da verificarne l’efficacia e la duttilità di utilizzo in pesca .
Scelgo come livrea il Ghost Threadfin Shad . In mezz’ora di auto mi trovo innanzi allo spot prescelto per questa pesca di ricerca : si tratta di una lunga spiaggia con fondale a media granulometria digradante fino ad un massimo di circa due metri e mezzo di profondità , valore per il quale questo piccolo crank è stato progettato .
La presenza inoltre di un comodo pontile galleggiante consente anche di pescare parallelamente alla riva scegliendo a che profondità far lavorare l’artificiale . I primi tentativi sono effettuati lanciando il crank il più distante possibile ( i suoi otto grammi consentono ottimi lanci ) , recuperando poi velocemente con il vettino della canna in acqua fino a che l’artificiale raggiunge il fondo per poi iniziare il vero e proprio recupero a stretto contatto con gli ostacoli del fondale . Il palettone pronunciato del crank consente questo tipo di recupero senza il rischio di fastidiosi incagli e permettendo all’artificiale stesso di perlustrare correttamente lo spot . I tentativi iniziali sono infruttuosi così decido di spostarmi verso destra lanciando la mia insidia nei pressi di alcune barche ormeggiate ; queste strutture galleggianti con la presenza di sole brillante offrono ai bass interessanti zone d’ombra dalle quali sferrare i micidiali attacchi alla minutaglia della zona .
La prima cattura arriva puntuale ma in modo inusuale : il bass infatti aggredisce il mio Neo Crank in fase di discesa verso il fondo e questo anomalo comportamento mi trova un po’ impreparato . Tuttavia porto una veloce ferrata ed avverto all’altro capo del filo la resistenza di quello che in seguito si paleserà essere un piccolo esemplare di bass dal gagliardo appetito . Breve combattimento , il tempo di liberare il pesce dalla tenace presa dell’ancora di coda del crank , un paio di foto a testimonianza della cattura ed il pesce fa ritorno felice nel suo lago .

Durante le brevi fasi del combattimento , noto che un piccolo gruppo di bass seguono il loro sfortunato compagno fino quasi a riva ; forte di questa favorevole situazione , lancio nuovamente il mio artificiale nella stessa zona della prima cattura e questa volta , non appena l’hard bait raggiunge il fondo , avverto l’inequivocabile attacco del centrarchide che ha attaccato quasi con ferocia l’ingannevole preda . Questa volta il pesce organizza la sua resistenza esibendo un poderoso salto fuori dall’elemento liquido mostrandosi in tutta la sua prorompente bellezza . Si tratta ancora di un esemplare di piccole-medie dimensioni ma dall’ esuberante comportamento e dall’ incredibile vitalità : dopo il primo salto ne seguono altri due in successione prima che inesorabilmente il pesce giunga a riva per la slamatura e le relative foto .

In questo caso è l’ancora di pancia dell’artificiale ad aver fatto presa nella coriacea bocca del bass che , incredulo , fa ritorno anch’esso nel suo ambiente . Inizio a capire fino in fondo le grandi potenzialità di questo piccolo crank ! Il proseguo mi vede raggiungere il pontile galleggiante da dove , circa a metà dello stesso , effettuo un lancio parallelo alla riva ; a questa distanza la profondità è di circa un metro e la posizione privilegiata mi consente un recupero subito a contatto delle asperità bentoniche .
Il primo dei lanci in sequenza risulta subito vincente : un bass attacca voracemente il piccolo crank ed il vettino in carbonio della mia Delsol si flette sotto la strenua difesa del pesce che , anche questa volta , non è di grosse dimensioni ma ciò nonostante vende cara la pelle . L’ancora di coda ha fatto salda presa nelle fauci del funambolico predatore che , riverso su un fianco e stremato , si lascia afferrare . Non essendo pesci di grossa mole , posso permettermi di afferrarli per la mandibola anche in posizione orizzontale senza arrecare danno alcuno alla loro incolumità . Veloce foto e via di nuovo in acqua .

La giornata , meteorologicamente parlando , assume una connotazione di estrema variabilità alternando momenti di grande irradiazione solare a momenti di fresca copertura del cielo che regalano alla pesca situazioni molto propizie e propedeutiche alle catture . Durante una di queste fasi nuvolose , decido di lanciare a destra del pontile perlustrando una spiaggia formata da sabbia molto fine : l’incedere del palettone del crank a contatto del substrato sabbioso crea invitanti “nuvole” di sabbia che attraggono irresistibilmente i predatori . Il quarto bass lo catturo addirittura “ a vista “ : vedo distintamente il mio artificiale avvicinarsi alla riva nell’acqua bassa ed il suo incedere bruscamente interrotto dal materializzarsi improvviso di un bass che spalanca la sua capiente cavità orale e inghiotte il mal capitato

. Segue la relativa ferrata e , vista l’esigua profondità , l’inevitabile salto spettacolare fuori dall’acqua . Fotografo anche questo pesce e mi affretto a liberarlo . Sulla riva trovo la pelle intera di una muta di ofide , probabilmente una biscia dal collare , molto presente in questo tratto di litorale che termina con un muraglione in pietra che da riparo a questi rettili innocui ; con la temperatura dell’acqua così alta , questi ofidi sono soliti cacciare piccoli pesci ma , talvolta , finiscono essi stessi per diventare prede di grossi bass e lucci .
Ora tutta la zona di pesca è raggiunta dall’ombra creata dalle montagne alle spalle e , in teoria , è questa l’ora migliore per poter effettuare qualche cattura degna di nota . Faccio ritorno sul pontile dal quale eseguo ancora una serie di lanci paralleli alla riva senza però registrare altre catture ; mi avvicino alla zona dalla quale ho iniziato a pescare e lancio l’artificiale nei pressi di un palo sommerso , inizio velocemente il recupero e non appena il mio crank tocca le asperità del fondale avverto l’attacco di un altro bass . Ferro prontamente e dopo un breve ma intenso combattimento nel quale la Delsol mostra tutta la sua qualità , afferro il bass per la mandibola inferiore e lo fotografo prima del meritato rilascio ; nella foga dell’attacco , questo pesce è rimasto vittima di entrambe le ancore dell’artificiale e così fatico non poco a liberarlo dalla salda presa .

Sono soddisfatto della mia battuta di pesca e anche se questa non verrà ricordata certo per la mole delle prede , ho la soddisfazione di aver operato correttamente e con materiali sempre all’altezza della situazione . Mi preme sottolineare che anche se i dettami del moderno spinning al black bass imporrebbero per l’utilizzo dei crank baits una canna in fibra di vetro dall’azione  “morbida “ e progressiva , la Delsol costruita in carbonio con un fusto sottile e leggero , risponde egregiamente a questo compito regalando ferrate sicure e combattimenti entusiasmanti .
Inoltre altro motivo di grande soddisfazione risiede nel fatto che catturare con continuità black bass in un grande lago naturale rappresenta ben altra cosa che catturarne in piccoli laghi artificiali o , peggio ancora,  in cave di estrazione e stagni adibiti alla pesca sportiva ; nei grandi bacini infatti , questi pesci sviluppano un’innata diffidenza nei confronti delle insidie che gli vengono proposte e , anche a causa delle acque sempre estremamente trasparenti , risultano refrattari a presentazioni approssimative e scarsamente credibili . Così catturare un bass in questi ambienti è sempre motivo di merito per aver eseguito tutta la procedura di approccio  in maniera perfetta . Oggi ho pescato utilizzando il crank bait ma in altre occasioni ho potuto verificare la qualità di questa canna anche con un altro artificiale tipico del “ power fishing “ e cioè lo spinnerbait : con la Delsol infatti i modelli di spinner fino a mezza oncia trovano un corretto utilizzo garantendo sempre affidabilità e competenza .

Margorabbia-torrente varesotto

Nasce in   Valganna , sgorgando pochi metri più a nord delle fonti del ramo sorgentizio orientale del fiume   Olona . In comune con l'...