2.09.2010

La nave dei veleni affondata al largo di Livorno

Nell'ultimo periodo la cronaca ha riportato le rivelazioni del pentinto della 'ndrangheta calabrese Francesco Fonti riguardanti l'affondamento di diverse navi cariche di rifiuti tossici in diversi punti dei mari che circondano la nostra penisola.
Una vera e propria bomba ecologica che non risparmia neppure le acque toscane.
Fonti ha infatti raccontato della presenza di una nave carica di rifiuti prodotti da un'azienda farmaceutica del nord Italia, affondatata al largo delle coste livornesi.
La regione Toscana, di concerto con Legambiente toscana, hanno chiesto interventi immediati e la procura di Livorno ha fatto subito partire le indagini. E' di ieri (7 ottobre 2009) la notizia della riunione tra la Commissione Ambiente Toscana e la Commissione Sanità. L'incontro delle due commissioni è servito proprio per studiare la situazione, ma, come dice lo stesso presidente della Commissione Ambiente Erasmo D'Angelis, mancano le risorse finanziarie per affrontare a fondo il problema e mettere in atto tutte le necessarie verifiche.
Intanto l'assessore regionale all'ambiente, Annarita Bramerini, dice che è necessario cercare di capire quanto ci sia di concreto nelle dichiarazioni fatte dal pentito e assicura sullo stato attuale del nostro mare; infatti i campioni di acqua analizzata e i prodotti pescati non presentano nessun anomalia.
La riunione è servita anche per dare la parola agli esperti, tra i quali il contrammiraglio Ilarione D'Anna, che ha riferito dell'arrivo nei prossimi giorni della nave "Scialoja" dotata di apparecchiature in grado di scandagliare fondali fino a 300 metri.
Le attività della nave inizieranno dal punto (10 miglia al largo di marciana Marina) in cui è stata avvistata la portacontainer "toscana", battente bandiera maltese, mentre scaricava in mare materiali sospetti.
Il contrammiraglio D'Anna pone tuttavia il problema su quando sarà necessario allargare lo spettro delle ricerche.
Le acque competenti la regione Toscana si estendono per oltre 11.000 km quadrati, con profondità che superano i 300 metri, e quindi sarà necessario l'utilizzo di altre unità diversamente attrezzate e supportate dal necessario finanziamento, che al momento non pare arrivare dal governo centrale.
Oltre a dover trovare questa eventuale discarica sottomarina si pone anche il problema di capire se e come queste sostanze si siano liberate nell'ambiente e in quale modo possano aver interagito con l'ecosistema marino.
Il rettore dell'università di Siena, Silvano Foccardi, già dirigente dell'Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare, in questo senso si è espresso molto chiaramente. Stando alla sua esperieza sostiene che in casi come questi la sola analisi delle acque è insufficiente, ma è invece necessario uno studio eco-tossicologico approfondito per capire quali siano i possibili target di queste sostanze e se siano già entrate negli organismi che popolano il mare.

Questo è quello che succede al nostro mare. Solo nelle acque calabresi, stando sempre alle dichiarazioni di Fonti, nel corso degli anni sono state affondate più di 30 navi cariche di scorie di ogni genere e chissà quante altre bombe ecologiche giacciono sui nostri fondali.
A chi volesse approfondire l'argomento sulla situazione nelle acque livornesi consiglio la visita del sito della Regione Toscana che ha aggiornamenti continui sull'argomento.

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