2.17.2010

Sgombri e sugarelli a traina

La traina sotto costa è una pesca che ben si adatta a chiunque sia munito di una piccola imbarcazione visto che, come si evince dal nome stesso, si pratica a poche miglia dalla terra ferma e a velocità assai contenute.
Ogni periodo dell'anno ha le sue prede e il suo tipo di traina, ad esempio i mesi di gennaio e febbraio si prestano alla traina dei totani e l'intero inverno è molto indicato per la traina alle spigole, sia con esca viva che con esca morta o artificiale.
Quella che vorrei affrontare qui è la traina tipica dei mesi estivi e dei primi mesi dell'autunno, all'incirca nel periodo compreso tra maggio e ottobre.
Mi concentrerò volutamente sulla più semplice ed economica da praticare, lasciando da parte quella con esca viva dedicata principalmente a grandi predatori come lecce e serra, che è tutto un altro discorso.
Attenzione però a non prendere questa pesca eccessivamente alla leggera; come tutte le pesche più antiche non richiede l’uitilizzo di attrezzi iper tecnologici, ma necessita di una buona consocenza del mare e dei suoi abitanti.
Partiamo proprio coi pesci a cui è rivolta questa pesca: la due prede più tipiche sono gli sgombri e i sugarelli, tra i quali può però capitare qualche sorpresa come piccole palamite, lampughette, e lucci di mare.
Vediamo ora l’attrezzatura, iniziando dalle canne. Trattandosi di una traina assai leggera saranno sufficienti delle canne fino ad un massimo di 8 libbre, abbinate a dei mulinelli a bobina rotante. Il mercato offre le più svariate possibilità di combinazione, e si trovano anche attrezzi più che utilizzabili a prezzi decisamente modesti. Non c’è necessità di ricercare canne dall’azione particolare (vedi canne stand-up etc), le economiche canne in 2 sezioni ad anelli classici ci forniranno tutto quello di cui abbiamo bisogno.
Se vogliamo fare qualche nome si può citare la Mackrel Boat 8 lb della Leader Line, il cui prezzo si aggira sui 25 euro, oppure la Antigua della LineaEffe sempre da 8 lb, il cui costo è attorno ai 20-25 euro.
Anche per quanto concerne i mulinelli si possono usare attrezzi acquistabili senza dover accendere un mutuo.
Cito anche qui un paio di nomi, giusto per dare un’indicazione, ma come per le canne si può trovare anche molto altro sempre restando su queste cifre.
Un buon mulinello è il Colmic SRO 2030G che costa sui 40-45 euro, oppure il Classic CL300L della Okuma, anche questo dal prezzo molto simile al precedente.
Qualche purista potrebbe obiettare che per questo genere di pesca l’attrezzatura adatta sia costituita da canne molto più leggere su cui montare mulinelli a tamburo fisso, ma personalmente ritengo più utile avere attrezzi utilizzabili anche per traine un po’ più “robuste”, vedi ad esempio quella ai tombarelli, così da evitare l’acquisto di più attrezzi…se si può risparmiare qualche euro, soprattutto di questi tempi, perché non farlo?
Sui mulinelli potremo imbobinare del mormale nylon di diametro compreso tra lo 0.35 e lo 0.40. L’imbobinatura del filo è un’operazione a cui prestare attenzione, soprattutto coi mulinelli a tamburo rotante. Bignagna fare attenzione che il filo sia ben distribuito e che non ci siano parti dove la sua tensione è minore rispetto ad altre, altrimenti sarà molto facile trovarsi delle parrucche difficilemente districabili.

In precedenza ho scritto “iniziamo dalle canne”, già, perché le canne non sono l’unico strumento per questa traina.
Gli altri nostri attrezzi saranno gli STIM, affondatori/segnalatori di abboccata, che ci consentirano di perlustrare anche gli strati più profondi dell’acqua.
Se ne trovano di tutte le forme,colori e peso e il loro utilizzo è assai semplice.


Vediamo prima di tutto come si montano e cosa ci serve per utilizzarli.
Fondametale è procurarsi due sugheri ognuno dei quali avrà sopra 20-30 metri di cordino da 1,5 mm, che sarà la “madre” a cui collegheremo lo stim e poi un rocchetto di nylon dello 0.35 0-40 che useremo come finale.
Quando acquisterete gli stim noterete che hanno due serie di buchi, una posta in coda e l’altra nella parte centrale, ai quali solitamente troverete già fissate due grosse girelle munite di moschettone.
Alla girella che troveremo nella parte centrale dell’affondatore fisseremo il cordino, mentre a quella posteriore andrà legato il nylon al quale poi aggiungeremo l’artificiale.
A questo punto c’è da fare attenzione, sia per quanto riguarda il posizionamento delle girelle che per quanto riguarda la lunghezza del finale, ma andiamo con ordine.
Come avrete visto ci sono almeno 3 fori in coda e 3 nella parte centrale (spesso sono 4), e ognuno ha il suo utilizzo ben preciso. Quelli nella parte centrale serviranno a determinare la profondità a cui manderemo lo stim; se metteremo la girella nel foro più vicino alla punta dello stim lo terremo alla minima profondità di pesca, mentre se la posizioneremo nell’ultimo lo manderemo alla massima profondità di pesca.
Anche i fori nella coda hanno la loro ragione e sono fondamentali perché pescando con 2 stim in acqua un posizionamento non corretto significa un garbuglio sicuro alla prima virata della barca o al primo pesce preso.
Teniamo ben presente una semplice regola. Lo stim che sta a dritta avrà la girella col finale poszionata nel foro più a destra e lo stim a sinistra avrà la girella col finale posizionata nel foro più a sinistra. Per rendere la cosa ancora più semplice possiamo dire che ogni stim deve avere la girella col finale posizionata sempre nel foro più esterno rispetto alla barca.


Ribadisco che l’attenzione a questo particolare è molto importante, perché sarà questo a determinare la direzione che prenderà lo stim ad ogni colpo di timone e durante il recupero del pesce.
Parlavamo prima di lunghezza dei finali. Come per quasi tutto quello che riguarda la pesca ogni pescatore ha le sue teorie e ha fatto i suoi esperimenti. Io faccio sempre il finale lungo 15 metri, ma poi sta a chi pesca cercare le proprie soluzioni.
Su come si calano e come ci segnaleranno l’abboccata i nostri cari stim mi soffermerò in seguito.

Concludiamo la nostra carrellata sulle attrezzature soffermandoci un attimo sugli artificiali.
Nei negozi e in rete ne troverete di ogni genere e forma. Comunque le categorie più indicate per questa pesca sono: ondulanti, reperibili in diverse forme e colorazioni. I più classici e, a mio avviso, i più funzionali sono i martellati, riconoscibili per la tipica picchiettatura sul lato, e un tipo chiamato GRAN PESCATORE.


Ritengo opportuno spendere sue parole su questo artificiale perché è assai versatile e catturante, ma per renderlo ancor più micidiale necessita di una piccolissima modifica. Non spaventatevi perché non si tratta di mettere mano a trapani, lime e martelli. Vi dovete limitare ad accentuare leggermente la sua piegatura nella parte centrale; basterà una leggera pressione con le dita, nulla di più.
Il “gran pescatore” è munito di un singolo amo, ma se volete potete intervenire sostituendolo con un’ancoretta. E’ sufficiente svitare il piccolissimo perno che tiene l’amo nella coda dell’artificiale e poi inserire uno di quegli anellini appositi per le ancorette.
Questa della sostituzione dell’amo è un’operazione che io faccio sempre soprattutto perché i sugarelli hanno una bocca molto fragiule e con l’amo singolo si possono slamare molto facimente.
Sono utilizzabili anche piccoli minnow, solitamente hanno dimensioni comprese tra i 5 e i 7 cm e le colorazioni sono quelle tipiche del pesce foraggio.


Un altro artificiale assai utile sono le piumette, senza dubbio l’esca artificiale più antica che l’uomo abbia mai concepito,
Ne esistono di vari tipi, alcune piombate, altre prive di zavorra e si possono trovare già armate di amo oppure da montare. Anche in questo caso le colorazioni reperibili sono molto varie così come le dimensioni, le più indicate, come per i minnow sono tra i 5 e gli 8 cm.

Adesso dobbiamo andare in mare…ma il mare è grande, quindi come scegliere la posta? Quali sono le profondità su cui andare?
Inutile dire che anche in questo caso non si può pensare di trovare la soluzione definitiva in questo o in mille altri articoli. Questo è un concetto a cui tengo molto, ma a cui vedo che in pochi danno peso. Nessuno, se non l’esperienza diretta può indicarci e farci scoprire i posti migliori. Ogni litorale, ogni braccio di mare hanno i loro segreti e le loro particolarità. Quella che posso darvi io, o chiunque altro, è solo un’idicazione generale, un punto di partenza, ma per il resto sono solo pratica e costanza a fare la differenza.
Ma veniamo a qualche informazione che può risultare utile.
Prima fra tutte è la VELOCITA’. In qualsiasi tipo di traina, in cerca di qualsiasi preda, è la velocità a cui si traina che fa la differenza. Questa si pratica con un’andatura abbastanza contenuta, non oltre i 3 nodi l’ora.
Ovviamente bisogna calare le nostre lenze e anche la distanza di pesca dalla barca ha la sua importanza.
Potremo lasciare alle canne circa 40 metri di filo, mentre gli stim pescehreanno a circa 30 metri finale compreso, quindi come detto in precedenza avremo 15 metri di nylon dallo stim al notro artificiale e 15 metri di cordino che andrà dallo stim alla barca; per fissare gli stim basterà fermare il cordino alle bitte posteriori della barca.
Una piccola raccomandazione va fatta per quanto riguarda la calata degli stim. Una volta disteso il finale e fatto scendere in acqua lo stim questo si inabisserà e mentre facciamo scorrere il cordino è utile trattenerlo di tanto in tanto per evitare che l’affondatore vada ad ingarbugliarsi col finale.
In genere i tratti di mare preferiti dalle nostre prede sono quelli nei pressi di scogliere che scendono ripidamente verso il mare e le batimetriche migliori sono comprese tra i 16/17 e i 22/25 metri.
Una cosa a cui è importante imparare a fare l’occhio è l’individuazione delle mangianze, cioè dei banchi di acciughe e altri pesciotti che sono il cibo preferito in particolare degli sgombri. In condizioni di mare particolarmente calmo non sarà difficile individuarle perché vedremo l’acqua che letteralemente ribolle per via dei salti di questi pesci che cercano la salvezza dai predatori che sono sotto, mentre col mare un po’ increspato ci vorrà un po’ più di allenamento nell’individuarle. Dei buoni segnalatori sono comunque i gabbiani, che in presenza di mangianze vedremo tuffarsi ripetutamente.
Se ci capita di vederne una non facciamoci prendere dall’ansia della cattura ed evitiamo accuratamente di passarci in mezzo; iniziamo piuttosto a girarci intorno e le catture non mancheranno comunque. Passandoci sopra con la barca avremo come risultato solo quello di rompere la mangianza ed allontanare le nostre prede.
Bisogna comunque sempre ricordare che sgombri e sugarelli girano in grandi branchi, quindi una volta fatta una cattura giriamo la barca e facciamo altre passate nel medesimo punto perché le catture saranno sicuramente ripetute.

Per quanto riguarda le mangiate con le canne il segnale è quello tipico, cioè vedremo la canna piegarsi. Con lo stim invece sarà rappresentato dal suo affioramento sull’acqua. Lo vedremo letteralmente emergere e a quel punto dobbiamo iniziare il sapaggio con le mani.

Per finire qualche informazione sulle leggi e sulla sicurezza. E’ sempre bene tenere a mente, oltre alle basilari norme della navigazione, che abbiamo in acqua diverse decine di metri di lenze e quindi durante le manovre c’è da prestare ancora più attenzione ad eventuali imbarcazioni nelle nostre vicinanze. Il quantitativo massimo di pesce trattenibile per barca è di 5 Kg e anche per sgombri e sugarelli esistono le misure minime che sono rispettivamente di 18 e 12 cm.




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