2.08.2010

Torrente Cervo

Il Torrente Cervo nasce dal lago della Vecchia a quasi 1900 di altitudine e il primo paese che incontra è Piedicavallo un piccolissimo paese di circa 200 abitanti a 1037 m.sl.m. Il suo letto è classico dei torrenti alpini con cascatelle, correnti e correntine intramezzate da piccoli e grossi massi in acqua che formano interessanti rigiri. Nei boschi di faggio e castagno un comodo sentierino lo costeggia e permette al pescatore di arrivare fino al lago. Dal paese una strada asfaltata porta a Biella fiancheggiando il Cervo che aumenta la sua portata e forma anche grosse buche con profondità elevate. Numerosi sono i piccoli riali che vi affluiscono e i principali sono la Mologna a Piedicavallo, Lurialet a Rossazza e la Chiobba a metà fra i 2 paesi oltre all’ Oropa a Biella. In città, fino al ponte del rione Chiavazza, vecchie fabbriche sono a ridosso delle sue acque e gli accessi al letto sono rari. Anche se paesaggisticamente il tratto non è da considerarsi dei migliori delle belle lame, qualche bella buca ed interessanti correnti invitano alla pesca. Dall’ ultimo ponte citato a monte le acque sono considerate pregiate.


Ovviamente si insidia prevalentemente la trota anche se da Tollegno a valle sono presenti delle cospicue colonie di vaironi e rarissimi gobioni e cavedani. La provincia effettua un po’ di semine di materiale adulto, soprattutto fario, e non avendo acque in gestione anche la locale sezione della FIPSAS vi immette trote. Fino a pochi anni fa un gruppo di appassionati provvedeva a incubare uova e poi a seminare gli avannotti nei laterali ad alta quota. Sono proprio questi piccoli corsi che regalano belle catture dal punto di vista qualitativo. Sono da evitare nei periodi secchi ma quando le pioggie portano loro linfa vitale , avendo buone gambe, si possono fare discrete catture numericamente parlando. La pesca idonea è quella al tocco con corte canne teleregolabili di 4-5 metri; mulinello leggero con in bobina uno 0.18; finale portante un paio, massimo 3, spaccatine del N 3; amo del N 4/6 per vermi o più grosso per camole. Ferrare appena si avvertono le prime tocche per non fare ingoiare l’esca alle tante trote sotto misura e slamarle in acqua se possibile. Bisogna agire evitando rumori inutili ed è buona norma avere un piccolo impermeabile tascabile a disposizione per i temporali estivi improvvisi. Nel Cervo la canna deve essere in grado di raggiungere anche gli otto metri per pescare correttamente avendo la lenza sotto la punta della stessa e le sezioni dei fili aumentate. Nel gilet dovremmo anche avere oltre alle spaccatine, delle corone e delle spiraline di vario peso per affrontare tutte le situazioni; anche qualche galleggiante tozzo ed intagliato sarà di aiuto nelle grosse buche.


A spinning si usi una canna di circa 180/210 cm con mulinello leggero e nylon dello 0.20/022. Qualche rotante del N 2-3 con paletta tendente argentata oltre a un po’ di minnows galleggianti e affondanti lunghi 3-5 cm saranno le esche artificiali da usare. Non consigliamo accessi in quanto facilmente trovabili . Proprio dove l’ Oropa entra nel Cervo, in via Tollegno, oppure presso il tiro a segno a Chiavazza possiamo entrare nel letto del torrente a prendere i vaironi ma anche parecchie trote fario di taglia fino a 27-28 cm anche se qualcuno racconta di una “vecchia” in una ex buca a monte del ponte che era profonda 5 e passa metri.




Consigliamo questo per periodi post piene quando le piogge abbiano eliminato un po’ di tracce inquinanti delle fabbriche il cui effetto è aumentato anche dalla scarsa portata idrica causata da prelievi idrici. La cosa è accentuata a valle, fin ben oltre il paese di Candelo ove il Cervo scorre fra spettacolari pareti di tufo altissime. Qua fino a pochi anni orsono vi erano anche bei cavedani oltre alle trote e ai vaironi mentre attualmente la fauna ittica è costituita solo da pesci rimasti dopo le gare di pesca e qualche raro ciprinide. Si arriva costeggiando la cava di ghiaia posta poco prima del ponte che collega i comuni di Candelo e Vigliano. La strada è percorribile fino ad una sbarra che impedisce il proseguimento in auto. Per i vaironi usare bolognesi di 5-6 metri, filo in bobina dello 0.14. Finali dello 0.10 con ami del N 18 su cui innesteremo piccolissimi vermi nel tratto pregiato o bigattini (cagnotti come si dice nel biellese); Galleggiante a pera rovesciata da 1.5 a 3 grammi a seconda della corrente tarandolo con torpille per ¾ della portata e completando con pallini del N 7 e 9 a piombo tenero in modo da poterli far scorrere sul filo all’ occorrenza. Possiamo anche salire fino allo 0.12 di finale se presumiamo che qualche bella trota sia nei dintorni.


Scendiamo ancora verso valle percorrendo la statale che porta a Vercelli e arrivati in località Crocicchio alla rotonda svoltiamo verso Buronzo fino a trovare il torrente che ha assunto l’aspetto “padano”. Una strada prima del ponte porta quasi al letto. Il posto non è male anche se il colore dell’acqua non è bella ogni tanto. Da qui a valle in alcune occasioni un paio di rogge (una visibile dal ponte autostradale) ne sporcano l’acqua rendendola più o meno torbida e parecchie volte a monte di Formigliana uno scaricatore del Canale Cavour pensa bene di renderla di colore indefinibile. In altri giorni invece si ha sensazione di un torrente poco inquinato: Un rebus!!!! I pesci ci sono però; Carpe e barbi parecchi conesemplari di mole, in netta diminuzione i cavedani anche se presenti con qualche grosso soggetto, siluri ben radicati con catture fino a 15-20 kg , qualche luccio.




Scendendo verso il capoluogo risaiolo ogni strada o stradina sulla sinistra porta al Cervo. Dopo Caresanablot si entri in Vercelli e un paio di sterrati portano al Sesia. Una volta giunti sulla riva di questo fiume, dirigendosi a Nord si arriva alla confluenza. Giudicare quale sia il più grosso dei 2 corsi d’acqua è quasi impossibile. Fino a pochi anni fa una stradina dipartiva prima del ponte di Quinto e raggiungeva tale zona ma una rovinosa piena ne ha distrutto un pezzo. Il Cervo qua ha percorso oltre 60 Km! I cormorani hanno predato a lungo ma anche aironi e affini portano i loro bei danni mangiando rane e pesciolini nei piccoli fossi e nelle risaie. L’antica cultura dell’ allevamento di carpe e tinche nelle risaie è scomparsa per questo.

In questi 20 e passa Km finali siamo nel regno della pesca a fondo che si attua usando attrezzature da ledgering od agendo con montature tradizionali che prevedano piombo piatto, piccolo gommino di gomma salvanodo, girella e finale. Volendo ci si può cimentare anche alla passata ma non conviene. Se vogliamo insidiare le carpe e poche tinche è consigliabile usare il Method pressando pastura idonea dove avremo inserito dei chicchi di mais sminuzzati. Alcune fiondate dello stesso ,ma intero, nella zona dove lanciamo l’esca aiuterà i ciprinidi a mantenersi in zona. Filo dello 0.30 in bobina del potente mulinello e finali dello 0.25 sono sufficienti per salpare le prede; ami dorati del N 8 per rendere l’esca più mimetica. I barbi europei si sono aggiunti ai nostrani e in questa pesca useremo pasturatori classici da 50 a 120 gr ben riempiti di bigattini.


Se si svuotassero troppo in fretta una o due foglie di qualche pianticella messa all’ interno degli stessi fanno si che la fuoriuscita delle larve sia più lenta. Lanciamo sempre nello stesso punto e spesso; qua non vi è nessuna limitazione per i “cagnotti”! I fili saranno un po’ ridimensionati rispetto al Method ma sarà meglio non scendere sotto lo 0.20 come finale ed avere sempre il guadino a portata di mano. Nelle ore serali si ricerchi qualche anguilla ancora presente usando grossi vermoni avendo la consistente possibilità del siluro. Questi sono ben disponibili anche verso il calamaro , quelli decongelati sono ottimi, innescati su grossi ami.
Ottima postazione per questo ultimo ma anche per le carpe è la grossa lama a valle del ponte di Formigliana. Appena passato il paese si giri a sinistra e poi a destra al primo sterrato un po’ in discesa.



Una diga la origina e la corrente è quasi sempre lenta. Torna alla mente un episodio di qualche anno fa che merita di essere raccontato a dimostrazione della imprevedibilità della pesca. Appena a valle della diga padre e figlio pescavano a passata con fili abbastanza robusti per la tecnica. Il padre aggancia e porta al guadino una marmorata sui 2 kg certamente finita nel torrente dal canale Cavour attraverso lo scaricatore a monte. Il figlio dice di insidiare i barbi ed infatti ha una montatura raggruppata verso il basso. Non li prende e decide di provare per i cavedani; Smonta la lenza e cambia tutto adottando fili, ami e disposizione dei piombi più adatti al furbo ciprinide. Qualche sfiondata di bigattini e via. Indovinate cosa prende quasi subito!!!

Lo spinning è da fare specie in autunno e inverno verso qualche luccio usando grossi rotanti o minnows ma non illudiamoci molto anche se alle stesse esche posso darci i siluri. Negli ultimi anni, specie da Quinto a valle, nel periodo freddo escono dei grossi cavedani fino a un paio di kg che assalgono minnows di 5-7 ed anche oltre cm, ma dovremmo utilizzare attrezzature più leggere.

Ottime alternative se trovassimo acque alte, ancor più dell’ Elvo che confluisce nel Cervo dopo Collobiano, sono Il Rovasenda e la Marchiazza.
Entrambi affluenti di sinistra sono piccoli torrenti che si prestano bene alla passata e al fondo. Assenti i siluri vi sono però discrete carpe e anche cavedani in quantità maggiore che nel Cervo.


Pochi i barbi specie nella Marchiazza ove però sono state registrate occasionali e strane catture di persici reali. Questo torrente si raggiunge deviando sempre dalla statale , dopo Quinto, per la Valsesia. Al minuscolo paese di Oldenico l’unica via a sinistra porta al torrente. Per il primo citato invece si devi sempre a Formigliana e dopo il ponte sul Cervo a destra per Villarboit . In prossimità del paese devieremo a destra invece di entrare nello stesso e dopo un Km e mezzo uno spiazzo sulla sinistra ci indicherà la postazione migliore del torrente.


Negozi di Pesca:
A Gaglianico alle porte di Biella all’inizio di Via Montegrappa troviamo PESCA E che è un ottimo negozio per la zona con ampie possibilità di scelta per svariate tecniche. Il proprietario , signor Pozzo, effettua piccole riparazioni.

Luciano Pesca
a Vercelli (VC) - Strada Casale, 42 Tel 0161 212214
A pochi metri dal Sesia il negozio è metà dei garisti al colpo della zona e offre anche ampia gamma di articoli per fondo, spinning e quanto altro. Aperto la domenica mattina.

Ristorazione:
In località Crocicchio a 1 km dal casello di Carisio Troviamo Ovidio con specialità lumache e rane. Tel 0161 858071 /858081 /858091
Qualche km oltre verso Biella appena dopo una grossa rotonda vi è l’ Hotel Ristorante I Platani con sempre specialità locali e possibilità di alloggio. Tel 0161 852051Ristorante

A Caresanablot, poco prima di Vercelli, troviamo Ristorante Caprice
alla Cascina Gerbidi, 2 Tel 0161 33040 oppure
Ristorante Da Ciccio in Via Vercelli, 25 Tel 0161 33354

Hotel Ristorante Casazza a Sandigliano (BI) in via Garibaldi 5 che dispone di 118 posti letto con nelle camere climatizzazione TV satellitare Videoregistratore Telefono frigobar Idromassaggio (suites) Tel 015 2493330
Sito internet: http://www.hotelcasazza.it/hotel.html

Albergo Ristorante Bivio a
Quinto Vercellese (VC) - Regione Bivio, 2 Tel 0161 274131
A poca distanza dal Cervo basso.

Piatto tipico biellese è la polenta molto liquida detta “Cunscia” con abbondante formaggio e burro. Tipici sono i formaggi fra cui spicca la Toma. Formaggio tipico anche il “sargnon”: pezzi di gorgonzola vengono lasciati a fermentare con grappa o rhum, dando luogo ad una specialità cremosa dal sapore assolutamente particolare. Acquistare negli spacci aziendali capi di abbigliamento.

A Vercelli acquistare i biscotti Bicciolani che sono i speziati a base di cannella, cardamomo, coriandolo, garofano, pepe bianco e pepe nero. Naturalmente anche il riso. Piatti tipici sono quelli a base di riso fra cui spicca la “Panissa” con lardo, salame sottograsso, vino Barbera, fagioli e parmigiano. Tipico ma in disuso era il brodo di rane. Nel rione Cappuccini a settembre si effettua la sagra della rana. http://www.rionecappuccini.vc.it/la%20Rana.htm

Provincia di Biella con sede in Via Luisetti Virgilio, 5 Tel 015 8495122
http://www.provincia.biella.it/on-line/Home.html

Municipio di Biella presso Palazzo Oropa in Via Battistero N 4 Tel 015 3507431 015 3507438 015 3507422
015 3507478 015 3507479
http://www.comune.biella.it/home/

Agenzia di promozione turistica in Piazza Vittorio Veneto 3 Tel 800.811.800



UFF Caccia e Pesca Biella in Via Gersen aperto lunedi' e martedi' : mattino dalle 09,00 alle 12,30 pomeriggio dalle 14,30 alle 16,00, mercoledì e venerdì : mattino dalle 09,00 alle 13,30, giovedì : dalle 09,00 alle 16,00. email: massimo.scanzio@provincia.biella.it
Il numero di telefono del centralino, per avere maggiori informazioni, è lo 015 8480611.

Ufficio Caccia e Pesca Vercelli Via XX Settembre 45 Tel 0161/590431 http://www.provincia.biella.it/on-line/Home/Sezioni/Cacciaepesca.html

Consigliamo vivamente una visione del sito dato che nel 2009 per le acque pregiate sono state introdotte nuove norme fra cui la trota fario a cm 24 e l’ uso dell’ amo singolo senza ardiglione per tutte le tecniche e tutte le acque a vocazione salmoni cola del biellese ma non si escludono ulteriori cambiamenti.

Biella è una provincia la cui economia è basata molto sulla lavorazione della lana; Zegna, Fila,Angelico, Liabel sono fra i marchi più noti che hanno fabbriche e spacci nella zona. Da vedere sono il santuario di Graglia , l’ impotente e maestoso Santuario di Oropa, Il Parco della Burcina a Pollone specie in maggio ove fioriscono migliaia di rododendri. (Tel
015 256.30.07) Web : http://www.parcoburcina.piemonte.it/index01.html
Recarsi anche al Piazzo a Biella e a Candelo al Ricetto tipiche zone ad aspetto medievale specialmente la seconda.

Vercelli ha vocazione agricola specie nella coltivazione del riso. La chiesa di Santa Andrea vicino alla stagione è uno dei migliori esempi di arte gotica dell’ Italia. Da vedere anche il duomo, la Basilica e il salone dugentesco in via Ferraris
Come arrivare
In auto
Si consiglia di uscire al casello di Carisio della Torino Milano e svoltare a destra. Dopo un 1 km si sarà al Crocicchio ove a sinistra andremo verso Biella e a destra verso Vercelli.


Walter Scandaluzzi

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