3.22.2010

Alberto Rossini presidente FIPSAS Novara



La provincia di Novara è situata in una zona ricca di acque dove primeggiano i Fiumi Ticino, Sesia, i Torrenti Agogna e Terdoppio oltre ad una miriade di canali grossi, medi, piccoli, roggie e fontanili. A parte torrenti le altre acque sono suddivise come gestione al CAGeP e alla FIPSAS anche se a partire dal 2010 vi è una proficua collaborazione con la finalità di unificare quasi tutto nel 2011. Senz’ altro la FIPSAS NO è fra le più attive e fra le migliori come gestione delle acque e intervistiamo il suo presidente Alberto Rossini.



Sbaglio signor Rossini a dire che restano fuori solo “riserve sociali” tipo i laghi di Obbiadino, il Gazzurlo e la lanca Croce?

Prima cosa intendo ringraziarla per il complimento fatto sulla gestione delle acque,
che ,come ben sa ,non dipende da me direttamente ,ma da un’accurata gestione fatta negli anni precedenti e dai collaboratori della sezione .
Si in parte è vero, restano fuori solo le gestioni particolari dei laghetti, ma non bisogna dimenticare che, anche se il rapporto con la provincia è ad oggi idilliaco, le acque pubbliche esistono ancora e sono fruibili da tutti senza alcun versamento aggiuntivo, tra cui due tra le acque più rappresentative della provincia l’Agogna e il Terdoppio e non da ultimo il lago d’Orta.


Questa collaborazione da quali esigenze parte?

Come ben sa l’ultima legge sulla pesca e il regolamento attuativo hanno fatto si che molti si disinnamorassero di una delle attività sportive più diffuse fino ad una decina di fa . L’esigenza parte dal fatto che se le due associazioni più importanti della provincia trovano linee di operatività comuni il risultato non si presenta moltiplicato, ma elevato al quadrato. Per farle un po’ di storia le dirò che tutto nasce al momento di costituire la Consulta pesca Provinciale. In quell’occasione mi sono trovato per la prima volta a quattrocchi con Pellò (presidente CAGEP) ed è subito stato un fiorire di idee su come trasformare e ridare vita alla pesca in provincia. Da qui nascono le idee per gli incubatoi, i tratti di tutela, la collaborazione nei recuperi e la stesura di un unico tesserino segna catture. E tante altre proposte le stiamo valutando.


Per capire meglio la grande quantità di acque che l’ unione potrà disporre consigliamo di visualizzare la mappa acque del CAGeP QUI e di vedere la foto sottostante per quanto riguarda la FIPSAS NOVARA.
Su quanti incubatoi, e di cosa, potrà contare la nuova gestione?

Ad oggi possiamo contare su due impianti di schiusa ed accrescimento degli avannotti. Uno FIPSAS, gestito in modo impeccabile dalla società Bassa Valsesia a Grignasco , ed uno APD a Veveri. Stiamo inoltre procedendo ad ultimare l’incubatoio di valle per la produzione della trota marmorata a Obbiadino. Destineremo poi le singole specie ittiche nei diversi incubatoi al fine di regolarizzare le immissioni con la certificazione degli stessi. Ad oggi posso dirle che riusciamo a produrre circa 300.000 avanotti di fario e circa 50.000 di trota marmorata, innumerevoli sforzi stiamo facendo anche per il luccio, ma non sono in grado ora di quantificare. Negli ultimi giorni abbiamo anche individuato un sito dove stabulare i riproduttori di marmorata , i progetti come vede sono tanti, mi auguro che con la collaborazione di tutti si riesca a portarli a termine .





La situazione di Lucci e cavedani come è nelle acque novaresi?

Non posso dire sia una situazione drastica, anzi tutt’altro. Si deve considerare che con l’insistente presenza dei cormorani nei tratti di fiume dove si trovavano originariamente queste specie, le stesse non si sono sviluppate in grande quantità nelle rogge e nei canali del basso novarese, dove l’avifauna ittiofaga ha meno possibilità di successo. Questo ha creato un progressivo spopolamento dei fiumi a favore di tratti meno frequentati e conosciuti.


Per le trote marmorate si può dire il Sesia ne ospita ancora in numero discreto mentre nel Ticino sono rare nonostante numerosi piani attuati dai 2 parchi del Ticino? Perché questo secondo Lei?

Bisogna tenere in considerazione che negli anni c’è stata una vera e propria rivoluzione naturale, dall’aumento delle temperature medie, all’arrivo dei cormorani, ma non bisogna dimenticare che è stata in primis la mano dell’uomo che ha influito notevolmente sui cambiamenti del Ticino. La costruzione di sbarramenti, l’inquinamento e tanti altri fattori, hanno fatto si che venisse letteralmente stravolta l’originaria identità del Fiume Azzurro . Tutti i progetti attuati fino ad ora sembrano vani, ma ritengo che sia solo un indagine conoscitiva a livello scientifico che potrà dirci se il Ticino potrà tornare, con molto impegno, la culla di una nuova vita.




Ha voglia di parlarci un po’ dei laghetti di Obbiadino?

Visitateli !!!!!
Trota , mosca, carp-fishing, carpodromo e stiamo pensando, rinaturalizzando alcune sponde , di proporre la pesca al bass.
Che altro , tutte le notizie sui regolamenti le trovate sul sito FIPSAS Novara .






Mi permette di andare sulla parte amministrativa?….Quanti sono i soci FIPSAS Novara e quanti in Italia? Se lo sa ovviamente.

Sono circa 3000, 22000 in Piemonte e, non vorrei sbagliare, 230000 in tutta Italia,
siamo in pratica la quarta federazione sportiva nazionale, dopo calcio ,basket e pallavolo.


In percentuale quanto và alla sede centrale di ogni tessera e come sono usati quei soldi?
Non ci sono segreti, i bilanci sono pubblici . Vanno alla federazione 12 euro, ritornano puntualmente ogni anno per gli affitti dei diritti ittici, come contributo agli impianti federali e non ci dimentichiamo che una parte della tessera è versata come assicurazione personale .Ci sono poi le gestioni delle nazionali e di tutti i campionati indetti dalla sede centrale.


Molti si chiedono cosa ci faccia il Rugby subacqueo o il nuoto pinnato nella FIPSAS…..

Siamo una grande famiglia di sportivi e a tutto titolo ci entrano tutti quanti gli sport che hanno a che fare con l’acqua. Lei è un pescatore sportivo, anche se non fa dell’agonismo, con molto criterio la federazione è divisa in settori che gestisco in modo differenziato ogni singola passione.


Quali sono i grossi problemi da affrontare nel novarese?

Direi che i problemi più grossi li abbiamo ricevuti dalla Regione. Il nuovo regolamento ha molto influito sulla perdita di appassionati, ed abbiamo discusso molto sul testo “Tutela degli ambienti acquatici …. Ecc.”, al fine di non dover mettere nuove briglie alla pesca in Piemonte. Per quanto riguarda in modo specifico la Provincia di Novara, penso che uno dei problemi più grossi sia l’inquinamento che è presente in modo ancora rilevante nelle nostre acque, altro è il problema del deflusso minimo vitale e delle scale di rimonta . Per il resto penso che con la passione che ci contraddistingue e con i nuovi orizzonti a cui ci stiamo affacciando si possa nei dovuti tempi rimettere quasi tutto a posto .
Mi permetta di ringraziare i collaboratori dell’assessorato caccia e pesca della Provincia che ci stanno dando un grande aiuto e un grazie va in modo particolare all’assessore, sempre disponibile e soprattutto sensibile alla nostre problematiche.




La ringraziamo per la sua disponibilità ed auguriamo PETRI HEIL a tutti i pescatori novaresi.





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