2.24.2011

A.R.E.A.L.I

L'associazione nasce da un gruppo di pescatori e da cittadini che più semplicemente amano e hanno a cuore gli ambienti lacustri e fluviali e le loro sponde, per l'esigenza della salvaguardia e tutela dei nostri laghi e fiumi e dei nostri diritti.

Questo è l'incipit dello statuto dell'associazione A.R.E.A.L.I (Associazione Rispetto Ecosistema Ambientale Località Ittiche), un'associazione nata poco meno di un anno fa, ma che a nostro avviso sta lavorando con criterio e nella direzione giusta per fare qualcosa di davvero concreto sul territorio in cui opera .
Considerato che né io, né soprattutto il mio amico Walter, ci siamo mai risparmiati critiche a certi tipi di associazionismo, pensiamo sia utile parlare anche di associazioni come questa, che tengono alla larga facili proclami e strane smanie di arrivismo, concentrandosi invece sul lavoro concreto...quello che si fa andando a pulire la sponda di un fiume o sviluppando un protocollo d'intesa coi Guardia Pesca in modo da potere avere pronta risposta nel caso si rilevino abusi di qualsiasi genere.
Visto che ai fondatori di questa associazione e a molti dei suoi soci mi lega una sincera stima, vorrei proprio lasciare spazio a loro, in modo che dalle loro parole possiate capire l'entusiasmo che queste persone mettono quotidianamente in questa impresa, e soprattutto la serietà con cui portano avanti il loro progetto.

Quindi qualche domanda per: Claudio, Alex, Anna, Francesca, Roberto, Michele, Emanuele, Massimo e Marco.

Nelle poche righe del vostro statuto che ho riportato all'inizio di questo articolo c'è una una parola che ritengo molto importante: cittadini, posta vicino a pescatori.
A vostro avviso, sul vostro territorio, c'è oggi un reale interessamento del cittadino non pescatore verso i temi ambientali? nello specifico per quel che riguarda gli ambienti acquatici



Anna: E' già da qualche anno che si registra una crescente sensibilità verso tematiche che convergono su ambiente e inquinamento da parte del comune cittadino e il tema acqua è spesso alla ribalta quando si parla di questi argomenti. Alcuni eventi (vedi Lambro per parlare di casa nostra) hanno sollevato nuovamente il problema mettendo in luce non solo il fattore inquinamento ma la distruzione di un ecosistema che coinvolge diverse forme di vita, tra cui la fauna ittica, che troppo spesso viene messa nel dimenticatoio da chi guarda la superficie dei fiumi e dei laghi senza pensare che sotto ci vive un popolo silenzioso. Di solito ci si commuove vedendo le immagini di un volatile agonizzante e intriso di petrolio, ci si indigna quando la spiaggia preferita viene resa non balneabile ma un pesce boccheggiante o una specie ittica in via di estinzione non riscuote lo stesso interesse dimenticando che quel mondo fa parte integrante della nostra vita e dell'equilibrio di un ecosistema da cui dipende il nostro futuro e quello delle generazioni che verranno. Fa parte del cerchio della vita e se manca un segmento quel cerchio non si chiude. Concretizzando l'interesse c'è ma dalla massa viene visto in maniera superficiale e non approfondita in tutte le sue sfaccettature

Claudio: L'interessamento rispetto ai temi ambientali da parte del cittadino comune c'è ed è sicuramente aumentato negli ultimi anni, quello che si fa fatica a capire è se si tratta più di una moda ambientalista o veramente di persone che si preoccupano per il futuro del nostro ambiente. L'attenzione di tutti è rivolta sopratutto agli argomenti più evidenti e che più li toccano da vicino come ad esempio l'inquinamento sulle spiagge dove ad agosto si va in ferie, o del lago dove si va a passare la domenica d'estate o del corso d'acqua maleodorante che ci passa vicino casa. Ritengo sia normale dato che si tratta delle cose più evidenti e che toccano più da vicino le persone, sono però purtroppo pochi quelli che guardano anche sotto il tappetto, nel caso specifico dentro e sotto l'acqua e allo stesso modo dentro e sottoterra salvo poi indignarsi quando le falde acquifere dell'acquedotto del paese risultano inquinate. In buona sostanza la risposta è si, c'è interesse da parte del cittadino ma spesso poco approfondito.

Francesca: io parlo principalmente da cittadina poichè tale ero in fase di fondazione dell'associazione non essendo pescatrice e credo di poter essere la testimonianza che di fronte a certi scempi anche il cittadino normale si pone delle domande e ha il desiderio di poter fare qualcosa per aiutare la nostra acqua, la nostra terra e le sue creature.
Come dice Anna negli ultimi anni c'è stata una grande sensibilizzazione su temi ecologici (basti pensare alla raccolta differenziata, ai sacchetti di plastica che stanno per sparire ecc)
Spesso però, com'è normale che sia, l'attenzione del cittadino è rivolta a quello con cui ha a che fare quotidianamente (es strade, spazzatura, inquinamento da gas di scarico ecc ecc)
Quello che ho imparato frequentando un pescatore è il mondo che c'è dietro un corso d'acqua, spesso un cittadino lo guarda con occhi incantati e romantici senza pensare che magari vi scorrono dentro sostanze tossiche o che se non c'è nemmeno un pesce è perchè quell'acqua non è sana, o che magari alla domenica l'acqua è limpida perchè le ditte sono chiuse ma basta passare in settimana per vedere quell'acqua di tutt'altro colore.
E ho imparato anche che i pesci sono degli esseri fenomenali per come riescono ad adattarsi ad alcune circostanze e fare magari di una bottiglia di plastica un riparo, ma anche come sono interti di fronte alla chimica delle sostanze che si ritrovano riversate nella loro casa.
Per questo ritengo sia fondamentale una sensibilizzazione dei cittadini anche verso questo mondo sommerso, che non è fatto solo di tartarughe marine ma anche di comuni pesci di lago e di fiume che rischiano di sparire, è fatto di rive che si ritrovano a raccogliere rifiuti di ogni genere...e soprattutto far capire che i problemi non vengono portati via dallo scorrere dell'acqua, il danno una volta fatto è irreparabile e quella stessa acqua è quella che bagna i campi in cui vengono coltivate le verdure che mangiamo, è la stessa in cui facciamo il bagno...e in fondo è quella che berremo o con cui ci laveremo...


Come pensate di agire per fare in modo che le persone capiscano che la salute di un fiume o di un lago non è interesse solo di chi li vive attraverso la pesca, ma che questi posti sono patrimonio di tutti?

Anna: Facendo leva a livello mediatico con segnalazioni a giornali e siti web, nei progetti futuri anche con incontri e convegni sull'argomento per sensibilizzare, cercando di avvicinare le nuove generazioni con progetti dedicati ai bambini e adolescenti per far nascere quella cultura che li renda responsabili verso l'ambiente in cui vivono.

Claudio: Attraverso la divulgazione di concetti elementari verso tutti coloro che hanno voglia di ascoltare. Sarebbe sufficiente prendere coscienza che l'acqua è l'origine e l'elemento fondamentale della vita stessa e quindi mari, fiumi e laghi sono essi stessi culla della vita. Capito questo ci vuole poco a capire che se stanno male le acque stiamo male noi.

Emanuele: Servendoci dei mezzi di comunicazione, come i forum o social network, cerchiamo di sensibilizzare le persone sull’importanza che riveste il sistema acquatico e di quanto sia importante la sua conservazione. Prendere coscienza che la salute delle nostre acque influenza direttamente la salute di tutti i cittadini.


Sfogliando il vostro forum (AREALI), nella sezione riguardante le vostre attività sono presenti numerosi posts che raccontano di giornate dedicate alla pulizia e al recupero di aree importanti dal punto di vista ambientale, ma abbandonate al loro triste destino e all'incività di chi crede che il mondo sia la sua discarica. Quanto puntate su questo genere di iniziative? E soprattutto vorrei sapere se e quanto riuscite a fare breccia nell'interesse collettivo.

Claudio: Sono sicuramente una parte importante delle nostre attività anche se AREALI non è nata solo per fare raccolta di rifiuti abbandonati. Per riuscire a fare veramente breccia bisognerebbe riuscire a coinvolgere le persone in maniera attiva a queste pulizie ma è davvero difficile. Molto più facile ricevere i complimenti dopo che la cosa e la faticata è stata fatta.

Alex: già il fatto che chi normalmente non partecipa a queste iniziative vi si aggreghi è un ottima forma di sensibilizzazione,spesso gesti che vengono fatti senza che si pensi di creare un danno vengono ripesati dopo queste pulizie e comunque l'acqua è un bene di tutti a prescindere dalle attività svolte,o dal semplice piacere di una passeggiata o di sapere il fiume amato sano.

Francesca: Hanno partecipato anche amici non legati al mondo della pesca che non conoscono alcuni problemi ma quando ne vengono a contatto si rendono conto e infatti loro si sono proposti come volontari anche alle prossime pulizie...quindi far partecipare attivamente sicuramente aiuta i cittadini a consapevolizzarsi.

Emanuele: Questa attività riveste un ruolo importante, in quanto è un esempio concreto di come, attraverso un piccolo sforzo, possiamo fare qualcosa di importante per il nostro ambiente. Queste attività fungono anche da richiamo e propaganda per la gente comune, in quanto si sensibilizza la coscienza dei cittadini attraverso un comportamento più rispettoso della natura che ci circonda.


Trovate un appoggio nelle istituzioni presenti sul vostro territorio oppure no?

Claudio: Interfacciarsi con le istituzioni non è mai semplice, tanto per il privato cittadino quanto per un associazione come la nostra. I meccanismi sono complicati e senza un nome famoso e una storia dietro tutto diventa un po' più difficile. Ad ogni modo l'appoggio delle istituzioni alla fine lo si trova grazie ai soliti individui che ci mettono del loro per far funzionalre le cose in maniera più snella e semplice perchè se ci si dovesse attenere a tutta la trafila "ufficiale" passerebbero mesi solo per avere un incontro

Alex: oltre a cercare i vari contatti con le istituzioni ,contiamo di farci un nome con la gavetta nelle varie iniziative.


Restando in tema di collaborazioni. Sempre dal vostro forum date notizia di un accordo coi Guardia Pesca volontari della F.I.P.S.A.P. Attraverso questo accordo avete stabilito delle linee guida in modo che chi riscontra illeciti perpetrati a danno degli ambienti acquatici possa contattare celermente i GP.
Questo tipo di accordo ha permesso un migliore funzionamento della macchina dei controlli?


Claudio: Mi riallaccio alla domanda precedente e relativa risposta. In questo caso è stata proprio la disponibilità ed iniziativa di un guardiapesca che ci ha permesso di attivare questo "servizio". Ci saremmo sinceramente aspettati più partecipazione da parte dei singoli pescatori invece alla fine le segnalazioni che sono arrivate e che sono state inoltrate ai guardiapesca erano solo di componenti di Arelai. Siamo in provincia di Varese ma anche qui esiste l'omertà

Marco: Alcune segnalazioni che sono arrivate, per ora purtroppo solo da parte di componenti di AREALI, sono andate a buon fine e questo ci fa ben sperare per il futuro; se si riuscisse a coinvolgere un maggior numero di guardiapesca, e a sensibilizzare maggiormente i pescatori e anche i semplici cittadini sicuramente i controlli e le possibilità di intervento aumenterebbero notevolmente

Anna: C'è ancora molta reticenza da parte dei pescatori riguardo le segnalazioni, troppo spesso si sentono lamentele "bisogna fare... che scandalo.... che schifo....mancano i controlli " ma poi allo stato dei fatti è più semplice girarsi dall'altra parte e non farsi coinvolgere che mettersi in prima linea e lottare per per migliorare le cose di cui si parla e ci si scandalizza regolarmente!

Emanuele: Questo aspetto è molto importante quanto difficoltoso. Importante perché mettiamo a disposizione i contatti diretti dei Gp in modo da intervenire prontamente in caso di illeciti. L’idea è quella far capire al pescatore o al comune cittadino che lui stesso in prima persona può fare qualcosa di positivo per il controllo del nostro ambiente, attraverso un semplice gesto. Siamo solo all’inizio ed è normale riscontrare delle battute di arresto o un riscontro poco numeroso di segnalazioni. La strada almeno è stata tracciata non resta che percorrerla nella speranza che venga seguita da più gente possibile.


Se vi va sarebbe bello ci parlaste in modo più dettagliato di quanto fatto fino ad oggi, delle iniziative messe in campo e quelle cui avete partecipato.

Anna: Questa è la sintesi delle attività svolte. SI ACCEDE CLICCANDO QUI


Quali sono gli obiettivi pianificati per questo 2011?

Anna: Gli obbiettivi sono quelli dello statuto e tanta strada c'è ancora da fare, innanzi tutto bisogna migliorare il sistema di comunicazione con le Istituzioni Enti ecc.. e cercare di allargare il progetto di segnalazioni di illeciti ai Guardiapesca, intensificare i rapporti con altre Associazioni operanti sul territorio per poter elaborare progetti comuni e dedicati allo scopo, fare incontri divulgativi a tema, un occhio in particolare è rivolto al settore giovanile e per cominciare vogliamo organizzare visite guidate presso degli incubatoi, per lato materiale c'è in previsione l'acquisto di attrezzature idonee alla pulizia delle sponde. Sono tanti piccoli passi per poter crescere e farci conoscere.


Ringraziando gli amici di A.R.E.A.L.I per il tempo che ci hanno dedicato, vi invitiamo a visitare e ad iscrivervi al forum di discussione dell'associazione, dove potrete trovare ogni genere di informazione riguardante le attività svolte e quelle in programma e soprattutto nuovi amici coi quali discutere delle passioni che ci accomunano: l'ambiente e la pesca.

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