8.18.2011

Vaironi





Ero in Austria e incontro un gruppo di milanesi; vengono a sapere che sono un esperto della zona novarese e “ Dove sono i vaironi?”…Siamo nel regno delle Breme, dei grossi barbi, dei Nasen,degli Huco Huco e di ogni altro ben di Dio e questi mi chiedono dei vaironi…???

Stessa cosa ovunque incontri un milanese, brianzolo,varesotto o giù di li.. . Ed allora adesso nel 2011 (PRRRRRR) glielo dico ma pubblicamente cosi ne potranno approfittare tutti i lettori ed è l’ occasione buona per rendere omaggio a questo piccolo ciprinide ed a tutti i piccoli pesci. Tenete conto che adesso (2016) negli spot citati la popolazione di detto pesce è calata paurosamente.



Chi è il vairone?

NOME LATINO: Telestes souffia muticellus della Famiglia dei Cyprinidae ordine Cypriniformes Taglia media 10-15 cm con rare eccezioni fino a 25. Sono presenti nei corsi d'acqua, ma anche zone litorali lacustri, delle regioni settentrionali e centrali fino alla Campania. Si raduna in grandi branchi e predilige acque limpide con fondo ghiaioso, ma è rinvenuto anche in acque stagnanti con fondali fangosi; nelle acque montane è stato ritrovato fino sul Monviso (2113 m s.l.m.). RIPRODUZIONE: ha luogo tra fine Aprile e Luglio in acque a corrente vivace , su fondali ghiaiosi. Le uova sono piccole e numerose. I riproduttori, dopo la deposizione migrano a valle. Le larve schiudono in 10-20 giorni e si portano in acque più calme per nutrirsi di organismi planctonici. L'accrescimento è rapido e la maturità sessuale è raggiunta a tre anni.







Come lo si pesca?

A spinning! Beh è successo anche questo essendo il piccolo ciprinide molto vorace, ma restano episodi più unici che rari nella vita. A mosca senz’ altro delizia e fa da scuola a pescatori non sofisticati ed umili, ma quasi sempre viene pescato con il bigattino, vermettino di letame e comunque con esche animali di piccole dimensioni. Si usano canne fisse generalmente non superiori ai 6 metri per non far stancare il braccio anche visto che una volta individuato il branco è possibile pescargli a ridosso facendo movimenti pacati. Dopo un iniziale spavento infatti tornano subito nei luoghi in cui dimoravano. Galleggianti sferici o a pera rovesciata ben tarati sono l’ideale per vincere le correntine e i piccoli gorghi dei rigiri. Piccola torpille per il 75% circa e piombi del n 7/9 a tarare bene. Ami dal 16 al 20 a seconda della taglia media del luogo. Assieme ai vaironi generalmente possiamo allamare cavedani, gobioni, sanguinerole, barbi e una volta anche lasche. Da cercarsi sul fondo anche se….vedere capitolo sotto. L’abboccata è generalmente decisa specie in corrente. Nei grossi giri d’acqua può però capitare che esso spiombi il galleggiante o fermi semplicemente la sua corsa.

Un paio di vecchi luoghi oramai in netto declino per la sua cattura che frequentavo erano:



Torrente Cervo in piena città. L’entrata è in Corso Milano vicino al ponte di Chiavazza . Sono indispensabili gli stivali a tutta coscia . A risalire per circa un km è ancora acqua normale e quindi si può usare il bigattino; oltre vermettini di letame. Nel primo tratto sono correntine con grossi sassi e rigiri dietro a questi. Meglio una pesca al tocco come si pescasse trote. E queste vi sono anche se non di taglia; appena oltre la misura minima. Quindi conveniva stare con finali dello 0.12 ed ami del 16/18 invece che quelli del 20/22. I soggetti erano di media taglia con qualche esemplare notevole. Mia figlia ne ha preso un paio di 18 cm. Oltre il ponte lame ampie e buche permettono di usare il galleggiante meglio se a pera rovesciata. Colla nuova regolamentazione biellese si può pescare solo a spinning o mosca. In questi luoghi il ciprinide non era sempre sul fondo specie nelle buche e nei rigiri e quindi prima di abbondare uno spot credendo che non vi fosse nulla era meglio sondare vari strati d’acqua.

Torrente Cervo Biella inizio 2014 

https://www.youtube.com/watch?v=3BFVDNTIahs


Si pescava fra muri di vecchie fabbriche ed era uno scenario inconsueto. Vi pescavo in maggio/giugno e a settembre specialmente dopo che l’acqua era ben calata da piene. Luglio ed agosto rendevano anche loro ma era facile trovare poca acqua e pesci un po’ svogliati. Oltre a trote e vaironi erano rare altre catture anche se qualche volta si allamava qualche gobione e barbo canino. Abitandovi a 4 Km ci dedicavo parecchie uscite serali per metterli “in brusco” (sotto aceto e vino bianco magari aggiungendovi aromi come salvia, menta, carotine a pezzi ecc) per l’inverno e consumarli come antipasto. Preferivo schiacciare l’ardiglione per slamare senza danni le trote che giudicavo piccole per essere trattenute anche se misura legale.







Il Terdoppio a Novara Veveri nel tratto fra la strada che da Novara Vereri porta verso Cameri a risalire fino al ponte sito sulla statale che da Novara porta verso il lago Maggiore detto della PanElettric per via di una vecchia fabbrica oramai chiusa che sorgeva accanto alle sue rive. Si accede comodamente dove il torrente è scavalcato da una piccola passerella in cemento che permette ai “campè” di controllare i livelli del canale Cavour che passa sotto. Lo troviamo uscendo al casello di Novara Est, percorrendo la circonvallazione ed uscendo all’ indicazione Novara Veveri. Poi si svolti verso sinistra, passeremo il ponte sullo stesso torrente(ci si può fermare lì volendo) , proseguiremo e al bivio obbligatorio a destra fino a quando, prima del canale Cavour, troveremo uno spazio. Seguendo il canale al di là della statale in 200 metri siamo alla passerella. Acqua a normale normativa e pescabile con la sola licenza B . Nei periodi caldi conveniva portarsi appresso un buon antinzare. A disturbare parecchie simpatiche sanguinerole ed a integrare il fritto gobioni.

https://www.youtube.com/watch?v=8ssSXK9F09M



Lo scenario è molto migliore che sul Cervo visto che si pescava fra la vegetazione ed anche ben consistente nei periodi caldi.











Piccole lame e correntine si alternano. Corte canne fisse (4-5 metri) con in lenza uno 0.12 sono più che sufficienti per qualche ora di divertimento. Ami del 20/22 legati sullo 0.08 o 0.10. Solo un paio di lame meritano l’uso del mulinello e sempre se si vuole provare ad insidiare qualche bella carpa o cavedano ivi presente.













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