12.15.2011

Roberto Ripamonti



Siamo questa volta ad intervistare Roberto Ripamonti nato a Torino nel 1960, ex pilota militare ed attualmente pilota Alitalia.
E’ uno dei padri del carpfishing italiano e senz’altro uno dei più noti pescatori/giornalisti italiani, autore di numerosissimi libri e video di pesca alla carpa, ma non solo, e autore di centinaia di articoli.

Roberto, quale è stata la tua carriera in Olimpia?

Da semplice autore delle pagine verdi (carta riciclata), passando per la rubrica “Tournament e Surf” sin dal primo numero di Pescare Mare (1988), quindi Pescare dal 1992 ininterrottamente fino al 2010 e quindi, come ideatore e direttore “de facto” di Pescare carpfishing, dal 1994 fino a quando ne decisi la chiusura.
In Olimpia ho fatto l’autore, il consulente del Presidente Cacciapuoti (Renato) e ho diretto con “carta bianca” Pescare carpfishing. Ho quindi costruito la pesca in video partendo da un vhs sul carpfihsing e quindi, La grande collana della pesca in dvd. In ambito video ho praticamente parlato di tutte le tecniche di pesca!
Per Olimpia ho scritto 6 libri e curato e coordinato la Serie “Come Pescare”.
Purtroppo ho dovuto lasciare quando il credito che vantavo e che non veniva onorato ha ampiamente superato i limiti della decenza, raggiungendo cifre molto elevate.


Perché è fallita l’Olimpia? Nella crisi generalizzata qualche testata rimane; L’ Olimpia non poteva rimanere in piedi anche Lei seppur ridimensionandosi?

L’Olimpia è fallita perché non è mai stata capace di rinnovarsi e fare delle scelte. Ha avuto mediocri dirigenti che non hanno capito cosa fare e si sono affidati a personaggi ancora più mediocri che hanno portato alla morte de “Il Pescatore.”
Olimpia è stata per anni una famiglia in cui si spendeva più di quanto entrasse e nella quale, idee strampalate (una web tv totalmente basata sul nulla ad esempio), causavano esborsi di denaro senza risultato alcuno.
Personalmente conservo le mille lettere di allarme che mandavo (senza risposta), i progetti che venivano boicottati senza motivo. Le idee che venivano respinte. Poi alla fine , mi sono reso conto che stavano giocando con il fondoschiena di tante persone e stavano andando verso un burrone. Ho le lettere mandate dall’AD, che mi ringraziavano per l’apporto dato dichiarando che si stava imboccando la strada giusta ma intanto, non venivano pagati gli articoli da circa 3 anni e non venivano onorati contratti che prevedevano i pagamenti ogni 4 mesi. Alla fine, d’accordo con tutti i collaboratori di Pescare Carpfishing, abbiamo deciso di fermarci.




Già prima della grande crisi le riviste erano spesso criticate… secondo te perché?

Troppe riviste, troppi autori improvvisati, troppe cose in contraddizione tra di loro. Ma va anche detto che il pescatore italiano spesso le riviste le guarda ma non le legge; è facile alla critica distruttiva ma, raramente a quella propositiva. In linea di massima direi comunque; troppe riviste spesso fatte con i piedi.

In FaceBook e in internet vedo un sacco di ragazzetti con in mano carpe gigantesche… peccato che siano quasi tutte prese in qualche laghetto. Non credo che questo sia lo spirito di quando hai iniziato tu…..

Quando io ho iniziato i laghetti non contenevano carpe giganti e si andava in acqua libera. Nel 1988 l’Italia era un paradiso del carpfishing; eravamo pochissimi, pescavamo male tecnicamente ma avevamo molte acque e molte carpe. Ora siamo lontani anni luce e io non avrei mai pensato di vedere il carpfishing italiano arrivare così in alto ed essere così condiviso. Quanto alle carpe giganti su FB; questo accade analogamente in tutta Europa per cui non mi stupisco e lo considero naturale.



Quali sono i tuoi record di pesci di AI presi in acque libere?

Diverse carpe attorno ai 25 kg. Ma dei record non mi importa nulla anche perché pesco per stare bene e non per fare record di alcun tipo.

Passiamo alla scottante questione del siluro. Quello che mi stranì , nonostante a verità non ho seguito tutti i tuoi passi, erano le tue posizioni a favore del GSI. Ognuno ha la propria sensibilità e io ancor prima di te (scusa se mi prendo il merito) scrissi in un articolo sui problemi delle acque (PESCARE inizi anni 2000) che il siluro non era un cancro ma che cmq era una verruca e cioè un male. Credo che ben saprai che nelle consulte di pesca vi sono gli ittiologi cioè i medici delle acque…. ERA ed E’ inverosimile che questi non contrastassero gli alloctoni compreso il siluro e che il GSI (che sono 4 gatti…) l’avessero vinta; Anche perché all’ epoca manco sapevano che vi erano le leggi di pesca.. Sono perciò rimasto allibito da alcune tue dichiarazioni a favore del GSI (non del siluro)…. Mi spieghi?

Le cose che dico vanno ascoltate attentamente e senza trarre conclusioni affrettate. Io sono favorevole a quelle associazioni (tra cui GSI) che si battono, mettendoci la faccia.
GSI è stato un rullo compressore e la sua difesa è un atto dovuto. Adesso, al suo interno ci sono frange di ultra conservatori che forse esagerano e questo mi piace meno. Che poi siano 4 gatti o 5 topi a me non interessa mi interessa il tipo di messaggio che cercano di dare e a loro garantisco libertà di parola (sulla mia testata) e piena presa di responsabilità.




Sono rimasto stupito che si sbandierassero 300 ungheresi (non nego che ve ne fossero ma 300 mi sembrava esagerato) e che le forze dell’ ordine non fossero mai intervenute dietro a denuncie. Ma le han fatte stè denuncie? Sai bene che una indagine deve essere fatta dietro una denuncia se no si rischia omissione di ufficio.
Cosa mi dici in proposito? Non vi sarà qualche giro di vil denaro anche li’?

Non ne ho idea. Se GSI dichiara di aver fatto denunce non ho ragione per dubitarne. GSI è un aspetto della pesca sportiva italiana, io cerco di studiare il fenomeno nella sua totalità e non dal punto di vista di una piccola parte.

Con la domanda precedente volevo entrare nel discorso delle leggi di pesca? Non trovi assurdo che via una LR Italiana del 1931, via siano leggi regionali e specie al Nord le disposizioni siano provinciali con decine di tesserini segnacatture provinciali e FIPSAS che servono a nulla e costringono chi viaggia per pesca a sapere 3000 disposizioni magari per lo stesso pesce? Tieni presente inoltre che abbiamo una miriade di Diritti Esclusivi di Pesca (che sono solo espropriabili) specie in Piemonte e Lombardia (Ma anche il lago di Nemi ad esempio) che vanno ad ingarbugliare le cose oltre ad intaccare il portafoglio se mal gestite.

Ho personalmente scritto un progetto di legge insieme a Gianluca Milillo qualche anno fa che sarebbe stato molto funzionale ma, non siamo riusciti a portarlo avanti. E’ chiaro che la situazione attuale è paradossale e va cambiata ma, con il federalismo demaniale andremo anche peggio



Cosa mi dici della FIPSAS e di tutte le miriade di sigle di 3 gatti che stanno nascendo e che qualche volta litigano fra di loro anche?

Io opero con la FIPSAS all’interno dell’Agenzia di Comunicazione e come esponente (unico tra i pescatori ricreativi) nel progetto UE, “Shark Like”. La federazione è del CONI e deve assoggettarsi a certe regole del CONI ma, sta facendo passi da gigante per soddisfare le esigenze dei non agonisti. Diamo tempo al tempo e questa gestione Matteoli /Gigli / Natucci /Nolli etc. darà i suoi frutti. Poi vedo associazioni di massa come CFI, Spinning Club e poche altre (legering, Esox) che sono ultra specialistiche che soddisfano quelle nicchie che necessariamente, la FIPSAS, non può soddisfare pienamente. Tutte dovrebbero collaborare con la federazione e viceversa. Questo è il mio sogno. Che poi in Italia ognuno voglia fare il presidente della propria associazione non è solo nella pesca ed è questa la ragione di “associazioni” con 12 iscritti che reclamano credibilità e peso a livello nazionale.

Noi di Pesca&Pesca ti ringraziamo per la disponibilità e ti auguriamo “Peter Heil” e buona vita a te, famiglia e al mio grande amore/odio Johnny Paolicchi

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