4.23.2012

Claudio Carrara di Orvis Italia

Siamo questa volta con Claudio Carrara, esperto e noto pescatore a mosca e titolare della Orvis Italia per la vendita di attrezzatura di pesca a mosca, guida di pesca ed istruttore.

Curriculum professionale di Claudio Carrara:

Intorno alla metà degli anni ’80 Claudio inizia il suo percorso da istruttore tenendo corsi di lancio in varie sedi, nell’89 entra come istruttore nella SIM per uscirne pochi anni più tardi per accrescere il bagaglio tecnico/didattico e ampliare le sue conoscenze. Nel 1994 viene nominato Italian Board of Governor della FFF americana e fonda la Claudio Carrara Fly Fishing School. Il 1996 è l’anno in cui inizia la collaborazione con la rivista “La pesca mosca e spinning” collaborazione ancora attiva, dove scrive articoli di tecnica di pesca a mosca. Gli anni ’90 hanno visto la partecipazione di Claudio, insieme a suo fratello Riccardo e all’amico Walter Bianchi, a numerose competizioni di lancio tecnico, la squadra ha praticamente dominato per tutto il decennio vincendo nel 1996 il campionato italiano. Dal 2006 Claudio ha assunto la direzione della Scuola Nazionale di Pesca a Mosca dell’Arci Pesca FISA con sede a Terni. Claudio, insieme a suo fratello, dal 1990 gestisce un’attività di importazione e vendita di articoli per la pesca a mosca – Orvis Italia.  

Claudio da quanto tempo peschi e da quanto a mosca?

Ho iniziato a pescare da bambino, sia da solo sul fiume della mia città che raggiungevo in bicicletta, che con mio padre, come tutti cercando di prendere qualche pesce con le esche naturali e il galleggiante. Presto mi sono appassionato alla pesca alla trota, che ho praticato nei modi più svariati, dal verme allo spinning ( per poco tempo), per passare in breve alla mosca che pratico da circa 30 anni.


I luoghi tuoi prediletti italiani ed esteri quali sono?

Come tutti i pescatori anche io ho acque che potrei definire speciali, fiumi e torrenti che significano qualcosa di più di un semplice luogo dove andare a pescare. Come pescatore sono nato e cresciuto in Umbria e il fiume Nera rappresenta per me un destinazione particolare, quasi una mia seconda dimora o forse la prima? Credo che sia il fiume che metterei al primo posto tra quelli nazionali. Passo anche molto tempo nei fiumi d’oltre confine, sia per pescare che per i corsi di pesca a mosca, restando nelle destinazioni vicine all’Italia, per la Slovenia il Soca dall’inimitabile colore azzurro delle sue acque e per l’argento dei suoi bellissimi temoli, mentre in Croazia il Gacka è senza dubbio quello che preferisco e il fiume che certamente mi affascina più in assoluto, la sua vallata dove il tempo sembra essersi fermato, il silenzio che ti circonda e la difficoltà della pesca lo mettono al primo posto nella mia classifica. Per la pesca della trota in lago metto in “pole” la Parcolaghi di Acquapartita, un comprensorio dove ho trascorso, e spero di trascorrere ancora, bellissime giornate in compagnia di amici in un contesto veramente unico. Sono molto legato anche ad altri fiumi in paesi più lontani, magari ne parleremo in un’altra occasione.


Come si fa a diventare istruttore di pesca a mosca? Uno se lo inventa o vi è un albo, un esame ecc ecc?

Mai una frase è stata più azzeccata della domanda che mi hai posto! In effetti uno si alza al mattino e si inventa di essere un istruttore di pesca a mosca senza che nessuno glielo possa impedire. Nel nostro settore non esiste un organismo che regola l’istruzione, i corsi, la formazione degli istruttori ecc. come invece accade nelle attività sportive codificate, regolate da un comitato (CONI) che delega alle varie federazioni questa responsabilità. In Italia esistono molte scuole di lancio e pesca a mosca, tra cui anche quella da me diretta, e ciascuna organizza la propria attività in modo autonomo. Per quanto mi riguarda, per accedere alla qualifica di istruttore è necessario superare un esame di Master I° livello, attraverso un esame che attesti la capacità tecnica di lancio e la conoscenza delle basi della didattica dell’apprendimento. Personalmente, essendo un ex insegnante di Educazione Fisica, attribuisco molta importanza alla capacità di un istruttore di saper proporre la tecnica in modo corretto e questa è una delle caratteristiche che distingue la nostra scuola dalle altre, comunque valide, presenti nel nostro paese.

Marchio Orvis? Perché questo e non un altro?

Orvis è una casa americana con sede nel Vermont, è una casa produttrice di articoli per la mosca che rappresenta la storia di questa tecnica essendo stata fondata nel 1856. Oltre alla indiscutibile qualità dei prodotti commercializzati, sempre all’avanguardia in tutti i settori, Orvis propone una gamma completa che spazia dalle canne, mulinelli, code di tipo, waders, accessori, abbigliamento, insomma tutto il necessario per la pesca a mosca e anche di più. Inoltre rappresenta una garanzia sia per il cliente che per il venditore avendo nel proprio DNA la ricerca della soddisfazione del cliente che ottiene anche grazie alla garanzia incondizionata di cui godono molti dei suoi prodotti.


La tua preda più grossa?

Nella pesca a mosca la ricerca del grosso pesce non rappresenta l’obiettivo prioritario come avviene nel Big Game o nel Carp Fishing. La grossa trota, il salmone record, il Giant Tarpon vivono certamente nei sogni di ogni pescatore a mosca, ma questa tecnica è fatta anche da altro, un lancio ben riuscito, una trota che sale in una zona particolare del fiume e una preda difficile di cui si è avuto ragione anche se non particolarmente grossa. Anche se ho pescato diverse specie di pesci, mi ritengo un pescatore di trote e la mia trota più grossa è … quella che non ho ancora preso.

La tua preda più inaspettata?

Molti anni fa mi trovavo a pescare in una risorgiva nel pressi della mia città, un corso d’acqua popolato esclusivamente da trote Fario, ricordo che stavo pescando a mosca sommersa con una vecchia canna in bamboo molto leggera, non era una giornata particolarmente buona e faticavo a lanciare la mia mosca contro le forti folate di vento che catturavano la coda portandola lontano. Improvvisamente il finale si tende e istintivamente lascio partire una decisa ferrata, sento il peso sulla lenza e inizio a sollevare la canna quando, con mio grande stupore, vedo la mia preda sollevarsi dall’acqua agitando le ali … un’anatra, quella che i pescatori a mosca chiamano “mallard”, aveva preso la mia Partridge & Orange e stava cercando disperatamente di liberarsene.



Le mosche che usi le costruisci tu magari sul momento vedendo la schiusa?

La mia professione mi consente di disporre di molte mosche per cui sono ormai anni che non costruisco più i miei artificiali. Comunque l’osservazione delle schiuse e del comportamento del pesce è un momento fondamentale della pesca e mi permette di trovare la mosca giusta nelle diverse occasioni … o almeno diciamo che ci provo!

Che luogo consigli ad un pescatore a mosca che voglia abinare pesci, natura e portafoglio?

E’ una domanda abbastanza complessa, posso rispondere utilizzando due itinerari, uno italiano e uno estero. La Slovenia è un piccolo paese confinante con l’Italia, ricco di acque da salmonidi, c’è una cittadina chiamata Bled, in riva all’omonimo lago, dove è possibile trascorrere una piacevole vacanza per tutta la famiglia, con la possibilità di pescare nella Sava Bohinjka, un fiume meraviglioso, ricco di trote e temoli, immerso in un ambiente magnifico. In Italia consiglio ovviamente la Valnerina, il fiume Nera nelle sue due zone no-kill, dedicate alla pesca a mosca e spinning.
Un ambiente ancora selvaggio, a ridosso del parco dei Sibillini, dove è possibile praticare diverse attività come il parapendio, arrampicare, mountain bike ecc. e ovviamente pescare in un fiume unico, a volte anche difficile, ma sempre emozionante.


Hai un sito Web?

Si. http://claudiocarrara.com oppure la Orvis su www.orvisitaly.com

Ringraziamo Claudio e alla prossima cari lettori

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