6.10.2012

Laghi alpini di Gilberto Frizzera e P&P

Per laghi alpini possiamo intendere quei bacini naturali posti ad oltre 1500 mslm ma anche parecchi invasi formati da dighe su qualche torrente come il lago di Ceresole Reale (TO) che prende acqua dall’ Orco.
Essi occupano conche scavate dai ghiacciai, che in epoca preistorica occupavano la Catena Alpina. Se ne incontrano molti ai bordi inferiori degli attuali ghiacciai.



Molti di questi sono raggiungibili solo a piedi ed offrono scenari mozzafiato e quiete. I pesci tipici di questi laghi dovrebbero essere solo trote fario, salmerini Alpinus e sanguinerole e qualche volta anche vaironi. Ma sono stati immesse in parecchie casi anche trote iridee e salmerini Fontanilis ed in alcuni casi pure la marmorata.
Per la pesca ricordiamo che essi sono collocati molte volte in regioni o provincie ove ci vuole un permesso supplementare ed è meglio informarsi magari andando a vedere nel sito il link dedito alla legislazione.

Ma passiamo la parola a Gilberto assiduo frequentatore dei laghi alpini del trentino.

Innanzitutto come ti prepari per una spedizione?

Nello zainetto metto sempre un impermeabile tascabile e vestiario di riserva oltre al materiale da pesca. Il tempo in alta quota è molto “umorale” e trovarsi a patire il freddo anche in piena estate, se non vestiti adeguatamente, è cosa normale a tali quote.
Ma al contrario ci si potrebbe anche ustionare se il sole è alto e quindi anche crema da solo ad alta protezione. Scarponi da montagna, una pila, un coltello e anche un bastone apposito può aiutare nella marcia. A tracolla il fodero colle canne, anche un poggia canna talvolta, per la tecnica che intendo usare. Nello zaino ripongo anche un po’ di “pappa”.
Chi vuole anche dormire pure una piccola tenda. Essendo in 2 o più vien logico dividere il peso.



Che tecniche si usano?

La pesca a mosca ma non sono pratico di ciò perciò evito di dire qualcosa.
Poi spinning con le classiche esche da trota come rotanti e minnows ma soprattutto è consigliabile pescare con ondulanti lunghi e stretti e di buon peso nei laghi grossi oppure la pesca con esche naturali ma dove è permesso con la sanguinarola catturata sul posto risulta la migliore.
Potrei anche usare il galleggiante , magari scorrevole, in qualche lago non molto profondo ma preferisco pescare come si pesca nei laghi a pagamento colle bombarde trasparenti di diverso peso e galleggiabilità colle camole ad innesco a girare magari innescando allora un verme. Quando mi stanco lascio l’ esca a fondo e mi godo il panorama.



Che terminali usi?

Il discorso è legato al fatto di sapere se in quel lago vi sono state fatte immissioni di pesci adulti o vi è solo roba naturale o immissioni solo di avannotti.
In sostanza diciamo che la crescita del pesce nei laghi alpini è molto lenta e quindi fili dell0 0.16/0.18 sarebbero idonei per il secondo caso; ma se si sa o si presume che possano esserci anche soggetti di mole allora saliamo di diametro. (P&P assicura che nel Verney (AO) sono state immesse iridee di 2 Kg circa).

Che cosa altro serve?

Pazienza pazienza e pazienza. La pesca in questi luoghi non dà molte catture ma è l’ incanto dei luoghi che affascina .



Una delle solite leggende riguarda il lago del “vei del Bouc” sopra San Giacomo di Entracque; la storia racconta di un vecchio (vei, nel dialetto locale) che viveva con un caprone (bouc) tra le montagne.
Alla sua morte, affinché nessuno potesse mai profanarne la tomba, le acque del rio che scorreva sul fondo della valle ricoprirono il luogo della sepoltura formando un grande lago.

Ringraziamo Gilberto e i lettori e alla prossima.

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