7.25.2012

Il Sarago

Il sarago è una delle prede più ricercate dal pescasportivo, vuoi per la bontà delle sue carni, vuoi perchè è una preda affascinante e, quando di taglia, assai poco semplice da ingannare con le nostre lenze.
Ma non dovremo parlare di "sarago", bensì di "saraghi", perchè i nostri mari sono abitati da diverse specie, che val la pena saper riconoscere.

Tutti, chiaramente, appartengono al genere Diplodus e alla famiglia degli Sparidi, ma, come si diceva poco sopra, le specie sono variegate.

Sarago fasciato (Diplodus vulgaris)

Il Sarago fasciato è diffuso in tutto il Mediterraneo e in parte dell'Atlantico (nella zona orientale). Vive su fondali bassi ed è facile incontrarlo anche in pochi metri d'acqua. E' una specie gregaria e sovente si incontrano banchi di numerosi esemplari. Raggiunge i 40/45 cm di lunghezza.




Sarago maggiore o Sarago reale (Diplodus sargus sargus)

Anche questa specie è diffusa in tutto il Mediterraneo e nell'Atlantico orientale. Predilige ambienti rocciosi a basse profondità. Vive in branco in età giovanile, diventando poi solitario da adulto.
Raggiunge i 45 cm di lunghezza per 2 kg di peso.




Sarago pizzuto (Diplodus puntazzo)

Molto simile al sarago maggiore, si distingue principalmente per la forma del muso.
Ha un'areale si diffusione più vasto rispetto alle specie elencate fino ad ora che comprende anche il Mar Nero e le coste atlantiche del Sudafrica.
Vive sia su fondali rocciosi che su praterie di posidonia e raggiunge i 40/45 cm per 2 kg di peso.





Sarago sparaglione o Sparlotto (Diplodus annularis)

Diffuso in tutto il Mediterraneo e il mar Nero è il più piccolo della famiglia, raggiungendo i 20 cm di lunghezza.
E' facilmente riconoscibile per le caratteristiche sfumature giallastre della livrea.
Da piccolo vive gragario coi suoi consimili, mentre da adulto ha tendenze più solitarie, soprattutto diviene diffidente verso gli esemplari della sua stessa specie, mentre è facile incontrarlo confuso tra donzelle e sciarrani.



Le esche e le tecniche

Può essere insidiato sia a fondo, che a bolognese o all'inglese, a seconda ovviamente del tipo di ambiente in cui facciamo la nostra pescata e delle condizioni meteo marine.

E' un pesce, soprattutto raggiunta una certa taglia, assai diffidente e furbo, quindi soprattutto pescando a bolognese o all'inglese, armature non eccessivamente pesanti sono d'obbligo, in modo da presentare l'esca nel modo più naturale possibile. Esche adatte sono: cozze, gamberetti (se vivi ancora meglio), anellidi (arenicole, muriddu, coreane) e bigattini, questi particolarmente nella pesca col galleggiante.

Pescando all'inglese o a bolognese è utile anche un'azione di pastura mirata e non eccessivamente insistita.
Potremo cominciare con due o tre palle di pastura (in commercio se ne trovano anche di apposite per gli sparidi), e poi continuare con qualche fiodata di bigattini di tanto in tanto.

Anche un palamito leggerissimo innescato con gamberetti e arenicole può regalare soddisfazioni incredibili, ma della costruzione di un palamito leggero da scogliera parleremo in un altro articolo.

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