7.17.2012

Diritti Esclusivi di Pesca

Considerate che conoscere benissimo le cose legislative in Italia è impossibile visto e considerato che nella pesca vi sono leggi e leggine che portano alla follia mentale chi non si addentra con cautela e calma, aggiunto che vi sono dei anche piccoli muri di omertà, vedrò di illustrarvi la storia dei DeP.
Metteteci che la Legge italiana è del 1931 e delega le regioni, alcune delle quali come Piemonte, Lombardia e non solo, delegano le provincie e siete a posto.
 


Faccio notare che uno di noi due è stato consigliere fondatore e della prima legislazione del CAGeP il cui presidente divenne vicepresidente (il presidente è l’ assessore) della consulta regionale del Piemonte una decina di anni fa; voglio dire che qualcosina di mio l’ho vista e vissuta…
Il CAGeP faceva qualcosa come 5000 soci solo nel novarese. Una unione di intenti con altre 2 grosse associazioni del torinese fece lievitare il numero attorno ai 15.000 soci e il signor Renato Pellò divenne vicepresidente della consulta regionale. Giusto per far capire che qualcosa di leggi ittiche P&P ne mastica e non per “blagare”.
Noi la gloria la lasciamo ai nomi noti, ai capi forumisti e ci teniamo il “sapere”………

Vicino all’anno 1000 sono state reperite norme o disposizioni che sancivano la proprietà dei pesci negli allevamenti; le istituzioni “Giustiziane” stabilirono i principi base della libertà di pesca e il diritto della proprietà del pesce pescato; cioè il pesce era di nessuno in acqua ma diventava del pescatore dopo pescato. Logico direi…

Dora Riparia



Poi arrivarono arroganti principi, duchi, conti, baroni, re e gente di quel tipo che decisero che erano loro in quell’acqua o zona ad essere gli unici che potevano pescare.
Nacquero anche i bracconieri…Le cose andarono più o meno cosi anche in tutto il resto d’Europa. La cosa avvenne gradualmente e le piccole sommosse popolari (tanta gente allora viveva del pescato) non furono manco tante.
E qua il clero si accorse che la pesca poteva essere fonte di potere e fece in modo sempre più frequente di avere lasciti volontari di questi primi DeP. Le donazioni alla chiesa furono moltissime verso il 1300 in tutti i paesi europei. Diciamo che non fu un male dato che essa comunque diffuse una cultura del rispetto del fiume.
Uno dei primi esempi di donazione alla chiesa lo troviamo già nel primo decennio del 700 quando il duce di Benevento elargii i DeP di un fiume e di un lago artificiale alla chiesa di S. Sofia in Ponticello; nel 753 Astolfo il longobardo regalò il 50% delle pescherie mantovane ad una abbazia.
Berengiario donò nel 919 al diacono di Pavia un Dep sul Ticino e poco dopo il 1000 Enrico I concesse al vescovo di Novara i diritti sul Toce e sulle acque ossolane. Ci furono casi di affitto a pescatori già allora professionisti o semi, qualche polemica e dei tentativi di regolamentazione della cosa. Insomma speculazioni e tentativi di limitarle. Nel 1300 circa il comune di Novara aveva in mano (non si sa come) i DeP che aveva il vescovato e li affittò per 9 anni ad un privato.


Lago maggiore a Ghiffa

Spesso e volentieri i DeP venivano frazionati (ad esempio a mio sapere, il Ticino dall’ uscita dal lago Maggiore fino a Cameri (NO) ha 9 DeP anche se 8, al 2011,sono in mano alla FIPSAS in qualche maniera).
A Galliate è del comune e a Trecate idem. Generalmente i comuni danno la gestione alle locali associazioni….generalmente ma non sempre. Il lago di Viverone è per il 90% circa del comune omonimo e fino a qualche decennio fa ero lo stesso comune a gestirlo, poi lo fece gestire da altre figure.
Po a Chivasso (DeP FIPSAS)


Arriviamo in questo caos al 1877 dove i DeP furono riconosciuti e tutelati dalla legge italiana n° 3706.
Con modifiche sostanziali di questa legge arriviamo al 1936 dove si costrinse i proprietari dei DeP a tutelare il patrimonio ittico pena il decadimento del diritto.

E qua andiamo avanti NOI di P&P!!!!!!

Iniziando solo dalle legislazioni di pesca si deve sapere che la legge italiana è una legge quadro che dà quasi tutte le facoltà alle leggi regionali. In alcune regioni (vedasi Piemonte, Lombardia, etc) le regioni hanno fatto a loro volta delle leggi quadro che danno alle province ampi spazi legislativi (che debbono sempre rientrare però nella legge regionale). Vi sono regioni a statuto autonomo (La Valle d’Aosta, Il Friuli ecc ecc) che fanno gestire la pesca da Enti o cose similari.

http://www.entetutelapesca.it/

http://www.lovevda.it/turismo/proposte/sport/sport_acqua/pesca_i.asp?ricid=673

notare bene che al momento della stesura dello scritto cioè a fine giugno 2012 nel sito pesca della Valeè vi è ancora il calendario ittico 2011….che comunicazione!!!

Sesia a Romagnano (FIPSAS)


Moltissime province hanno i loro regolamenti e tesserini e dicasi idem dei gestori dei DeP; in primis le sezioni FIPSAS….ma non solo e direi che in alcune province o zone non è manco la FIPSAS quella che conta di più.

http://www.valsesiapesca.it/

Aggiungiamoci che nelle acque che sono in comunione colla Svizzera la legge da rispettare è quella della convenzione italo-elvetica.

http://www.cispp.org/

Con all’interno una vera e propria perla: l’Agone deve essere sfoltito nel lago Maggiore o Verbano che dir si voglia in quanto ha del DDT, divieto di rilascio dello stesso e ci sono i punti raccolta (pensate che siano aperti tutti i giorni?) ma vi è il periodo di chiusura!!!!!!
Nel periodo di chiusura dell’ Agone ne prendi uno per sbaglio e sei sempre in multa a mia interpretazione.

Inoltre è quasi impossibile (o lo è sul serio) sapere di chi sono i DeP degli innumerevoli canali e canaletti che vi sono in tutta Italia anche se la maggior parte è concentrata nella pianura padana; Aggiungiamo anche che il lago naturale di Bertignano (Biella-appena sopra a quello di Viverone) sembra essere in possesso dell' ENEL in quanto l' associazione che lo gestisce paga un affitto ad essa.
Lago di Bertignano

Vi sono dei giri di denaro per qualche riserva costosa (sempre meno), per ripopolamenti, per attuare leggi inutili anche se appaiono utili agli occhi dei più e mi riferisco a studi e ai piani ittici che fanno in pratica solo guadagnare chi li fa ma fanno spendere un sacco di soldi pubblici.

http://www.provincia.biella.it/on-line/Home/Sezioni/Cacciaepesca/PianoIttico.html

 



Ditemi voi se era necessario spendere migliaia e migliaia di euro per delle cose che i pescatori locali sapevano? Considerando che poi questi piani servirebbero ad interventi concreti…Ma di concreto cosa avete visto Voi nelle acque che frequentate?
Dora Baltea a Mazzè (DeP di chi?)


Ma in effetti tutte leggi, leggine e leggiotte non contano praticamente nulla davanti alle altre leggi che regolamento enormi movimenti di denaro.
La TAV ad esempio già a metà anni 2000 dette qualche miliardo (presente io alla conferenza sui danni della TAV al Ticino con relatore il direttore del Piemonte dei lavori ) al Parco del Ticino Piemontese e quest’ ultimo li avrebbe utilizzati per allestire mostre all’interno della Villa Picchetta di Cameri (ex residenza di caccia dei Savoia) acquistata anni prima coi soldi di altro rimborso…………
Insomma impiegati e dirigenti in una prestigiosa villa (restaurata logicamente) invece che in un normale ufficio e mostra che non so se si mai stata allestita. E le acque e i pesci? Beh hanno fatto svariati piani di ripopolamento della trota marmorata ma esse sono sempre meno.

Ticino


Se la specie ha una temperatura ottimale vicino ai 20° come fanno gli avannotti a resistere quando in qualche occasione il Ticino raggiunge i 28°? Lo so io, lo sanno tutti gli addetti ai lavori e non lo sanno loro? Boh!!

Neppure un mese fa nel biellese è successo uno dei non rari casi di svasamenti di diga. Il consorzio Baraggia ha fatto che alzare le paratie di una diga (il limo glaciale aveva già ostruito le bocche di scarico della stessa) e un bel pezzo dell’ancor discreto T. Tessera è diventata una autostrada…parole dettami da un collega dell’ARPA.

Beh che pensate che succeda? Responsabili ZERO! Pagheranno come Consorzio una multa che sarà a dir tanto il 5% di quello che avrebbero speso a fare togliere il limo in termini di legge.
Insomma se nelle leggi di pesca si può salvare un 20% diciamo ( abbondando di molto) di buone intenzioni ci pensano le altre leggi e il DIO denaro ad azzerare anche questa percentuale.

 


Ps: Dimenticavo..Il fondo del fondo lo toccano piccole associazioni dalla tanta buona volontà. In per se stessa la cosa è ottima..peccato che avendo tessere pagate poi non facciano assemblee e presentino bilanci manco ai soci che lo chiedano; Manco a chi ha svolto per loro le faccende burocratiche (non io).
I soci si stufano del solito presidente/padrone, della sua fidanzata e del suo amico, restano letteralmente in 4 gatti e la buona idea va a farsi friggere.

In foto: Toce-Dora Riparia-Po a Casale Monferrato-Ghiffa (Lago Maggiore cioè quasi tutto DeP della Famiglia Borromeo)







Po a Casale Monferrato








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  Situato in una zona collinare, a quindici chilometri da  Biella . Il  principato di Masserano , unito al  marchesato  di  Crevacuore...