1.28.2014

Convegno 2004 La TAV e il Ticino



Parecchi anni fa assistevo a vari convegni e in quei giorni 2 in due giorni!!!!
Si passa temporalmente da domenica 5 a sabato 4 dicembre 2004, si passa logisticamente dalla sede dell' Ovest Sesia alla sala congressi del Parco del Ticino Piemontese presso la villa Picchetta a Cameri (NO), si aggiunge al tema iniziale sulla riqualificazione fluviale anche l'impatto della Linea Alta Velocità (LAV) sul Ticino ma è rimasto un interessante congresso quello svolto colla partecipazione di illustri nomi della scienza.
Dopo i saluti di rito portati dalla signora Maddalena Sacco per il parco del Ticino e da Giovanni Tacchini in qualità di coordinatore regionale dell' UNPeM ha incominciato a parlare Maione prof. Ugo della facoltà di idrobiologia del politecnico di Milano che ha ben evidenziato che i sistemi di regimazione delle acque più comunemente usati cioè le ben note massicciate siano solo uno spostamento più a valle degli effetti delle piene; anzi intensificati ancor di più dall' aumentata velocità dell'acqua a causa della rettificazione del corso.

Galliate

 Si dovrebbe quindi intervenire più a monte e creare bacini di espansione. Da Milano a Torino ecco la voce di uno dei migliori ittiologi cioè Forneris prof. Gilberto con un mucchio di titoli alle spalle. Sempre con ausilio di schede proiettate su telo, come faranno tutti i relatori, e con l'aiuto del giovane collega dott. Fabrizio Merati porta a conoscenza di un interessante studio fatto sul torrenti Chisone e sul fiume Dora Riparia riguardo al popolamento ittico dopo vari tipi di massificazione. Scelta dei corsi d'acqua derivata dal fatto che i 2 corsi sono fortemente interessati da queste opere gravando sul territorio interessato alle Olimpiadi invernali del 2006. Senz'altro da privilegiare quelle che prevedono l'utilizzo di materiali naturali posti alla rinfusa. La scelta migliore in tutti i casi è quella di lasciare degli spazi che possano servire da rifugio ai pesci.
Oleggio

Pur un po' in ritardo visto la difficoltà del suo spostamento (l' ho poi portato io alla stazione di Novara…) ecco anche il Dott Andrea Nardini direttore tecnico del CIRF (www.cirf.org) che spiega cosa sia l'organizzazione in questione e come operi. 

 http://www.cirf.org/italian/home.html



Pseudorasbora
Più noiosetti ma molto interessanti gli interventi del responsabile piemontese della LAV cioè l'ing. Carlo Pierettori e del dott. Gianmario Nava dell' ARPA Piemonte . l primo illustra l'opera della LAV sulla tratta Torino- Milano e il secondo gli studi nel parco del Ticino per l'area interessata al passaggio. Km 124.5 la lunghezza del tracciato con 5.5 km di gallerie di linea; 6500 uomini occupati (dove alloggiavano?)con 12 cantieri di cui 8 fra Torino e Novara. I treni potranno andare a 300 km/h al massimo e fare la tratta in 50 minuti; pendenza massima del 15%. Ad ottobre 2004 i lavori erano al 76% per un costo di 150.000.000 di euro mensili…..Occupati 1313 ettari di suolo e posti ad interventi al verde 700 ettari. Il viadotto sul Ticino ha una lunghezza totale di 1178 metri ed è costituito da 34 campate di luce di 34.5 metri.
Cameri
Un bel scontro si ha alla fine sulla questione illustrata nello schema N 1 che come ben si intuisce sono gli "sghei" che la LAV passerà al parco del Ticino. Una protagonista è la signora Sacco e l'altro chi volete che sia???? Il sottoscritto pensa che se i danni li ha subiti il TICINO inteso come area nel suo insieme TUTTI i soldi di rimborso vadano investiti nel Ticino e non una buona parte in un centro visite. "Il Centro visite potrà fare degli studi e quindi…" la risposta di Maddalena. "Ma se il prof. Forneris ha appena detto…" contro ribatto io. Infatti il Gilberto, uomo cordiale e simpaticissimo a prima veduta, aveva appena contestato gli studi sul Ticino dicendo che erano spreco di denaro pubblico visto che di tali studi, alcuni da lui stesso eseguiti, ne erano stati fatti parecchi e basta attingere ad essi senza farne altri.
Rodeo amaro

Interessante cmq gli schemi 2 e 3: La marmorata non è purtroppo presente, ben presenti gli alloctoni Rodeo Amero e Pseudorasbora e fortunosamente assenti quelli "pavesi" cioè Sandra, Siluro e Aspio. 


 Video








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