12.23.2014

Trote in laghetto col galleggiante

Il galleggiante in questione è detto "penna di Pavone"
Il pavone può essere cucinato in maniera molto simile al tacchino, ma la carne tende ad essere secca e richiede frequenti spennellate di burro o brodo..
Il giorno prima radunate diverse amiche e amici, prendete del vino bianco, frizzante e fresco oppure anche della birra e iniziate a versarlo nei vostri bicchieri. Mettete il pavone (privato delle interiora, di cui vi conserverete da parte il fegato) a mollo in una casseruola in cui avrete messo del vino rosso, delle bacche di ginepro, delle foglie di alloro, mezza cipolla.. Fate tardi e ogni tanto aprite il frigo dove avrete messo il pavone e ruotatelo.
La mattina dopo svegliatevi con la voglia di mangiare pavone e patate per pranzo.
Per fare il ripieno bagnare 1 chilo di mollica di pane nel latte e poi spremetela con le mani per togliere l’eccesso di latte. Unitela ad 1 chilo di carne di manzo tritato, fegato di pavone finemente tritato, 10 piccoli scalogni o 1 cipolla tritata e cotta nel burro per renderli teneri, 1 cucchiaio di sedano verde tritato e prezzemolo, salvia, maggiorana, timo, noce moscata, pepe, sale q.b..
L’infornata. Imbottite il pavone con il ripieno e mettetelo in forno a 180 gradi per circa 40 minuti per ogni chilo di pavone ripieno, oppure fino a che non lo vedete ben rosolato e tenero, bagnando molto frequentemente con burro fuso o brodo. Servire caldo con il sugo colato sulla casseruola e con patate arrosto.
e colle piume fate i galleggiati.......

In laghetto la pesca più comune è quella a striscio cioè usando le cosidette   “bombarde” e recuperandole ma una buona tecnica è quella  col galleggiante affusolato detta “Penna di pavone” visto che anticamente di usavano quelle . Si tratta di una tecnica adatta a qualsiasi stagione, e che  permette di associare molte azioni di pesca differenti. E se non avete dietro galleggianti affusolati usatene un altro di qualsiasi forma che è lo stesso.  Essa è molto adatta anche nelle fin troppo presenti bacini artificiali formati dalle dighe sui nostri monti.  Potremo infatti praticare sia una pesca statica mantenendo il galleggiante immobile mentre mangiamo un panino o rispondiamo al telefono alla moglie rompiscatole, sia una pesca più alla “cacchio” , alternando pause più o meno lunghe a  recuperi .
Possiamo recuperare di 5-10 metri ed aspettare x secondi o velocemente . Come canna possiamo benissimo stare vicino ai 4 metri sia in laghi con bassa profondità, sia in laghi con profondità elevate avendo l’ accortezza però in questo caso di  usare galleggianti scorrevoli infilandoci prima uno stopper fatto colla lana come si fa nella trota torrente o usando il cosidetto “chicco di riso” che troviamo in qualsiasi negozio

Il vantaggio fondamentale che ci porta questa montatura è che una volta individuata la profondità a cui stazionano le trote potremo mantenerla nei lanci successivi regolando la posizione della penna sicuri di non fare mai “passate a vuoto”. Questa montatura ci consente inoltre di poter fermare il recupero in caso di abboccata del pesce senza che la zavorra trascini l’esca in profondità. In caso di tocche lievi fermatevi un attimo e fate qualche metro trascinando il galleggiante 20-30 cm per volta; In questo caso è quasi sempre una trota svogliata che però col movimento a scatti dell’ esca la si induce ad attaccarla perché Lei vorrebbe scacciare quello scocciatore che disturba i suoi sogni di diventare una trota marmorata o un Huco Taimen.
Adriano T. al Nuovo Lago Maggiore di Galliate


Vediamo ora la costruzione di questa semplice montatura.

. Sulla lenza madre inseriremo la penna di pavone colla  grammatura rapportata alle dimensioni del lago e alla potenza della canna. . Nulla vieta di pescare all’ inglese con le apposite canne e galleggianti.
 Come zavorra utilizzeremo una torpille che tari la penna per 3/4 del carico,;Esempio penna 6  gr. Torpille 4 gr. Qualche pallino e via. Ricordarsi sempre di fermare col dito indice la lenza prima che entri in acqua pena il finale che si accavalla al galleggiante.  Dopo il piombo, gommino salvanodo e girella tripla per assicurare la dovuta rotazione dell‘esca. Finale con  diametro di 4 sezioni minori della lenza madre (0.22/0.18---0.26/0.22)  di lunghezza non inferiore ai 50cm. L’amo verrà scelto in funzione dell’esca, da un N 5 per vermi e caimani, ad un 10 per camola singola.
Dobbiamo anche tenere presente che nel caso avessimo intenzione di usare la pasta da trote come esca, essa tenderà a salire in superficie nei momenti di stallo, e che quindi sarà necessario zavorrare il finale più del consueto diminuendo il peso della torpille.
Nuovo Lago Maggiore

La parte emergente della penna deve essere grossa e fuoriuscire abbastanza da vederla anche a grandi distanze. Ricordiamoci sempre in nuovi spot di perdere del tempo a misurare la prodondità che è essenziale se il pesce è sul fondo.

Come esca personalmente preferisco il verme grosso ed in alternativa esche animali  che specie nei momenti di stasi possano essere ingoiate da altre specie differenti dalla trota come piccoli storioni, Striped Bass, carpe ecc ecc

Per sapere quali laghetti sono vicini a Voi andare al sito:


http://www.assolaghi.it/index.php

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