1.23.2015

Attrezzatura per pescare con esche naturali

 In questo articolo metterò le foto solo all’ inizio e alla fine anche un filmino








In questo articolo metterò le foto solo all’ inizio e alla fine anche un filmino

La mia pesca preferita è pesca a passata come molti della mia generazione; Negli ultimi anni si è sviluppato il Ledgering e quindi in spot che lo permettono metto una canna a ledgering , naturalmente sulla sinistra, la ancoro o meglio la leggo una cordicella ad una piantina o al portacanna stesso  visto che una volta un pesce (credo una carpa) si è portato in acqua tutto ed altre volte ho evitato per un pelo la stessa cosa.
Ed allora vediamo quale è l’ attrezzatura di un pescatore generico con esche naturali per fare questo tipo di pesca.?

Se non  si conosce lo spot l’ “armamentario” diventa tanto veramente dovendo portare tutto cioè almeno 2 bolognesi (una 4-5 metri e una 6-7 metri), 2 fisse con misura come le bolognesi , 2 canne da fondo/ledgering unito a mulinelli, fili, ami ecc ecc di tutti i tipi .E poi è bene avere qualche canna e mulinello di riserva.  E la cassetta o sarà bella grossa o dobbiamo averne 2 oppure una capiente borsa dove metterci anche la pastura, la bacinella per bagnarla e un succhiellino per raccogliere l’ acqua; Questo è sempre meglio averlo dietro legato con una cordicella lunga qualche metro visto che gli spot un po’ alti dal livello del corso d’ acqua sono molti e il succhiellino servirà anche per bagnarsi le mani in modo da fare un corretto C&R se non avete intenzione di portarli a casa e cucinarli. Una macchina fotografica digitale di poco costo servirà a far vedere le foto agli amici e a soddisfare la vanagloria che il 99% dei pescatori ha.

L’ importante è organizzare bene lo spot con gli attrezzi ben disposti in modo da non imbrogliarsi in essi e soprattutto non pestare nulla; Guadino a portata di mano, idem dicasi delle palle di pastura e dei bigattini o altre esche, fionda, slamatore, forbice, pinzetta, ami prelegati, piombi in tasca del giubbotto  specie se si pesca solo col galleggiante stando in acqua cogli stivali. In questo ultimo caso infiliamo in apposito contenitori alcuni galleggianti e mettiamo le esche in un sacchettino di tela posto a tracolla.

Pesca col “tappo”

Lasciamo stare i panchetti che sono roba per “professionisti” ma atteniamoci ad una normale cassetta, tipo quella per gli attrezzi da lavoro, che un “normale” pescatore deve avere per porre gli strumenti idonei a pescare in quasi tutte le acque interne italiane con il galleggiante e la canna fissa (detta anche fiorentina) o ad anelli (detta bolognese).

I galleggianti appunto di grammature diverse partendo da meno di un grammo fino ad arrivare anche a 7-8; di forma diversa a seconda della tipologia di acqua da affrontare.
In sintesi per acque ferme si devono usare galleggianti affusolati, per acque correnti galleggianti a “pera rovesciata” o a “ goccia” (uno il contrario dell’ altro come forma)  e dove l’acqua fa dei rigiri o è particolarmente turbolenta a sfera.
E’ chiaro che vi sono molte forme intermedie a seconda delle varie situazioni.
Non fatene un dramma se non avete la forma adatta dietro comunque.
Qualche scorrevole da usare in laghi particolarmente profondi non vanno male con gli speciali stoppini.

Chiaramente del filo per fare le lenze cioè un 0.12/0.16; Con la fissa è meglio non eccedere e nel caso di incontro di pesci grossi veramente sarà utile passare alla bolognese. Fili per finali partendo dallo 0.10 per piccoli pesci e/o  cavedani in acqua molto chiara fino anche a uno 0.14  nel caso dell’ incoccio di trote, grosse carpe e barbi extra. Nel qual caso sostituiremo lo 0.14 del mulinello con la bobina di scorta del mulinello contenente un 0.20 od al limite uno 0.22. Però ultimamente ho trovato un spot con carpe grosse e parecchie e quindi uso una canna da fondo medio con un mulinello caricato dello 0.25 e finale leggermente più sottile con ami del N 10/12 e bigattini a fiocco.  Insomma ci si deve adattare!!!!
Sono casi limite ma nei corsi di pianura non è raro imbattersi in branchi di carpe anche sui 4-5 kg e oltre uniti magari a  barbi dell’ est e ibridi ” Over 3 kg oppure in rimanenza in qualche semina di trote normali e grosse  come accade a me nei canali gestiti dall’ APD NO (
www.apd.no.it) . Ma vi sono in giro oramai anche gli Over 5 come barbi  ma prenderli a passata vuol dire usare fili abnormi per questo tipo di pesca con rischio di rottura della canna anche e quindi se incontrate luoghi con parecchi di questo pesce agite cmq scritto sopra; Il braccio si stancherà di più di certo…… .

Piombi sia sotto forma di torpille cioè un piombo bucato all’interno che andrà a tarare il “tappo” per un 65/90% (a seconda del tipo di pesca) sia come pallini spaccati di varie misure che ci serviranno a tarare il galleggiante alla perfezione; deve rimanere fuori solo l’astina ricordatevelo sempre.
Le torpille generalmente sono infilate su della plastica o stecchetti di ferro e dal peso dichiarato esatto ma potremo anche usare normali piombi per altre pesche avendo l’accortezza di verificare la giustezza del peso prima di terminare la lenza. Per certi tipi di pesca come quella veloce alle alborelle vanno benissimo anche i piombini allungati come mi ha insegnato il mio ex  amico Angelo che di gare a tal pesce ne ha fatte migliaia anche di grossissimo livello.

Gli ami dovremo averne un po’ di tutte le misure a partire dal 20 per piccoli pesci fino ad arrivare a un 10/12 e anche meno per l’innesco di esche voluminose come more, grossi vermi, gatoss, ciliegie,bigattini a grappolo. Io oramai in barba a tutte le dicerie anche di personaggi famosi non mi abbasso quasi mai sotto lo 0.14 come finale a bolognese ed innesco sempre dai 3 ai 7-8  bigattini naturalmente eccetto in quei orai e purtroppo rari posti dove vi sono ancora Alborelle o Vaironi o minutaglia in generale.

Meglio legati se non si ha troppa manualità

Purtroppo essi si trovano già abbinati generalmente ad ami di grossezza prestabilita e quindi se vogliamo fare lenze fuori dall’ ordinario dovremo legarceli 
da soli e dobbiamo far uso di speciali attrezzi lega ami elettrici a pile oppure tipo quell’ “affare” in foto vicino alla pinza.

Ecco…una bella pinza e una forbicina sono indispensabili come è utile avere uno slamatore) ; Io preferisco il bianco ma anche gli altri funzionano bene con un po’ di esperienza.
E la biro cosa serve?
Moltissimo…i segna-catture e i buoni per le varie riserve sono cose che ogni pescatore odierno ha ben presente ed è fastidiosissimo andar a cercare a destra e a manca la biro per compilarli.

Tornando agli ami bisogna dire che la forma, il gambo lungo o corto sono abbastanza soggettivi ma che tuttavia, specie per la frutta e il mais, è meglio avere a disposizione degli ami specifici.
Non indispensabile per l’esercizio della pesca vera e propria ma utilissima per chi voglia pescare bene è la sonda che permette di misurare con precisione la profondità dell’ acqua ove si calerà la lenza. I più accorti usano misurare tutto il percorso della passata in modo da avere presente anche i più piccoli avvallamenti o cunette.
Molte volte ci troviamo a perdere uno dei pezzettini di plastica (o il negoziante ve li ha dati senza) con cui fermare il filo vicino al galleggiante; Ci sono scatoline con tubetti di tutte le misure e anche i “fermafilo” a cono che sostituiscono tante misure.


Una buona fionda per fiondare bigattini se occorre e una matassa di rete metallica o di materiale degradabile(Obbligatorio in certo spot specie se No Kill in alcune riserve come i No Kill del Fishing Toru Novara (
www.apd.no.it))  per pasturare a fondo ci stanno benissimo anche loro nella cassetta assieme ad un mulinello di scorta sempre con bobina di ricambio.
Un po’ di portalenza sarà sempre utile averli dietro.
Le girelle io non le uso ma vi è chi è che si trova bene con esse e quindi ricordatevele anche esse se siete uno di questi. Senz’altro questo articolo non è dedicato agli esperti ma intende solo ricordare ai novizi e a chi pesca poco cosa mettere nella cassetta. Una bacinella per bagnare la pastura. Guadino ad innesti tipo Roubissienne od ad estrazione tipo Bolognese che raggiunga almeno i 3 metri.

Ledgering

Per la pesca a fondo o a Ledgering classico dobbiamo avere canne normali medio/pesanti oppure le canne apposite che normalmente sono a pezzi ad innesti con 3-4 punte di colore diverso ove ogni colore indica il miglior utilizzo di quella punta per la grammatura prescelta. Esempio ma solo esempio: la punta rossa è adatta per pastura tori pesanti, la blu per pasturatori leggeri, la verde per pasturatori di peso medio.
Mulinelli minimo minimo  del N 2500 caricati almeno collo 0.22 fino ad arrivare allo 0.40 oppure trecciati a cui unire finali meno grossi.
Feeder (pasturatore per bigattini o Bigattini e pastura assieme) e Method (pasturatore per pastura) di svariate grammature; Entrambi possono essere direttamente sul filo oppure agganciati attraverso moschettone con girella che è
posto in speciali tubicini che in entrambi i casi sono sulla lenza madre prima della girella col moschettone a cui uniremo il finale con una asola. Il secondo tipo di aggancio è indicato per cambiare il pasturatore senza tagliare la lenza. Nei Feeder in caso esso non stia fermo sul fondo si può aggiungere del piombo usando delle biglie dentro lo stesso oppure tagliando il filo sotto lo stesso ed infilandoci il piombo riattaccando poi il moschettone con girella.
Palo porta canna e Feeder e Method di svariate grammature come per finali (almeno uno 0.18) ed ami almeno del N 16.

Io sono anomalo rispetto a quello che dicono i “santoni” ma molto immodestamente ho una esperienza di 50 anni  di pesca che unito ad un cervello razionale (che riconosce i miei stessi errori)  mi porta a pescare fuori da molti schemi prefissati prendendo gli stessi pesci dei “santoni” e direi anche di più visto che con i finali che uso ho meno spaccature. Anche io cadevo in passato nell’ errore dei fili fini a passata ma poi alcune esperienze mi hanno fatto ragionare ed a fare esperimenti risultati nel 80% dei casi vincenti . Se è dalla notte dei tempi che si prendono anche i CAVEDANI (pesce considerato a torto il più furbo)  a fondo ma anche col “tappo”  usando grossi vermi, granaglie, bacche, frutta ecc ecc con fili extra perché non usare fili e ami superiori rispetto a quelli detti dai “santoni” usando anche  bigattini a grappolo che sono una esca diversa rispetto ai bigattini singoli che devono essere usati per attirare e basta? Ragionato, sperimentato e risultato vincente!!!

Poi permettetemi che avendo scritto 8 anni (2000-2008)  con anche 50-60 pagine ingombro annue  cioè scritto più foto per PESCARE e Il Pescatore (della fallita casa editrice Olimpia) cioè le riviste più note assieme a Pesca IN ed avendo un blog da oltre 150 articoli con visite mensili medie attorno alle 5000 non possa considerarmi anche io un po’ un “santone”?????

Se mi volete come amico in Facebook non chiedete l’ amicizia a “PescaePesca” che ha raggiunto il limite massimo di 5000 amici ma a Walter Scandaluzzi.
















Filmino

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