2.01.2016

In nome dello spinning (Intervista a Roberto Cazzola)

Premessa: E’ inutile nascondere la verità e quindi dico subito che io e Roberto siamo stati amici e ci siamo frequentati per un paio di anni prima di avere dei dissidi. Il tempo passa. L’età e quindi la saggezza di sessantenni quali siamo io e Lui ci ha portati alla riappacificazione.
Roberto è nato a  Mezzanino (PV)   il   4 agosto 1952 e risiede a      San Martino Siccomario (PV)    
Scrivere di Roberto ci vorrebbero fiumi di inchiostro visto la sua cultura nella pesca ma anche nei funghi e nella musica.

-Roberto vuoi incominciare a dire qualcosa di queste ultime due passioni visto che tanti pescatori sono anche fungaioli e molti amano la musica)


Studio i funghi da più di trent'anni. Non sono un bravo cercatore, perché il mio scopo non è strettamente collegato alla quantità della raccolta. Mi sono specializzato, perciò, nella determinazione delle varie specie. Ora come ora ne conosco qualche migliaio.
Quanto alla musica, ho fatto la professione per sei o sette anni, girando l'Italia in lungo e in largo.Sono iscritto alla SIAE da 25 anni e da poco ho ricominciato a comporre canzoni di vario genere, dai Pink Floyd, al rock, e qualche rara canzone in italiano. 

-Tu sei un autentico guru dello spinning e ti chiedo quando hai incominciato a pescare e se sempre a spinning o anche con altre tecniche.

Le mie prime belle catture sono state delle tinche di stagno, prese con canne di bambou e la polenta aromatizzata alla vaniglia come esca. Ma al primo avvistamento di una cacciata di un predatore, ho cambiato decisamente rotta, lanciandomi anima e corpo nello spinning. Grande infuenza su questa scelta ebbe anche la lettura degli articoli di Giandomenico Bocchi.


-Se stato un fondatore dello SpinnintgClub Italia. Ci racconti come è avvenuta la cosa

 Scusa se ti correggo, ma più che “un” fondatore, sono stato “il” fondatore dello Spinning Club Italia. Nell'autunno del 1980, in un bar di Cava Manara (PV), la Troika, ci siamo trovati in 9 , tutti amici pescatori convocati da me, e da lì è partito il tutto.

-Quando hai incominciato a scrivere per la stampa cartacea? Sempre è solo per l' Editoriale Olimpia? 

Ho cominciato nel 1976, all'età di 24 anni. Oltre che su riviste dell'Ed. Olimpia, ho scritto per qualche anno anche su Caccia & Pesca di Milano.

-Ti ricordi il tuo primo articolo quale fù?

Fu un semplice itinerario: La Valle dell'Aveto.

-Quante copie faceva mediamente mensilmente la defunta storica rivista PESCARE? Quando vi scrivevo io manco 20.000 copie.....

Non mi ricordo, sicuramente molte di più di quanto riescono adesso a vendere le poche riviste rimaste. (Una volta dicesti che vi avevano dato un premio per aver fatto 110.000copie di PESCARE)


-Hai anche scritto dei libri. Quali? Sono ancora reperibili in commercio?

Ho scritto 4 libri, che trattavano lo spinning al luccio, alla trota,  al cavedano e al black bass. Essendo tutti redatti dall'Ed. Olimpia, con il fallimento della stessa, si concluse anche la loro commercializzazione. Ora se ne trova qualche esemplare (così mi dicono) nei vari negozi o anche nei mercatini locali.




-Un giorno di molti anni un notissimo pescatore al colpo (di cui scrivo solo le iniziali cioè MM) e famoso articolista della rivista Pesca In mi disse che l' unico che ci abbia guadagnato a scrivere di pesca sei stato tu? E' vero? Se si' vuol dire che sei stato veramente un GRANDE!!! 


Questa è davvero bella! Non so cosa intendesse veramente MM, ma è riconosciuto da tutti che se c'è uno che non ha mai accettato di fare da testimonial a qualche ditta (anche un paio di multinazionali) sono proprio io. Se devo spiegarmi meglio, c'è stato chi per una canna o un pacchetto di esche in regalo si è letteralmente venduto. Io, ma lo sanno tutti quelli che mi conoscono personalmente, ho rifiutato contratti piuttosto importanti, per il semplice motivo che non mi soddisfaceva l'idea di vendere solo il nome e non le idee. In pratica, chi mi contattò voleva solo che firmassi qualche canna esistente, che poco o nulla aveva a che vedere con le mie idee al riguardo. Questa è la vera causa dei miei rifiuti.  


-Esperienze all' estero?

Poca roba. E anche qui c'è una spiegazione molto semplice : ho il terrore dell'areo! Per colpa di questa fisima, ho addirittura rifiutato quindici giorni in Nuova Zelanda a caccia di marlin. Ma trenta ore di aereo mi avrebbero ucciso... Sono comunue stato a pesca di salmoni nella penisola di Kola, in Russia, invitato dalla Rapala. E poi ho passato qualche giorno in Irlanda dal mio amico Pikepride. Tutti viaggetti di poche ore... (Scusa Roberto ma l' Austria non è estero? ci siamo stati assieme anche...)

-Hai anche molto ingegno e hai fatto delle invenzioni? 

Non credo che lo Spinning Club Italia rientri nelle invenzioni”. Comunque, partiamo dal “tunnel Cazzola”: un particolare posizionamento dei passanti che permette di ottenere circa il 10 % in più in lunghezza ad ogni lancio. Poi la “no-angle”, cioè un'azione particolare delle canne da spinning (anche questa non sarebbe da annoverare fra le invenzioni...), adottando la quale si ottiene una canna parabolica e rapida nel contempo. Molti pensano che “parabolico” significhi “molle”. La risposta a questi scettici è proprio l'azione “No-angle”. Invenzioni vere e proprie sono alcuni artificiali: il V-minnow (un minnow dallo scodinzolamento  velocissimo, super economico e velocissimo da costruire, fatto in foam e alluminio), lo “slow prop”, una sorta di rotante con un supporto che fa girare le palette a velocità bassissima, come nessun rotante in commercio riesce a fare . Poi il “rising rudd”, uno strano ondulante che scodinzola come un minnow. E poi il DBS (dryfly balance system), che permette di pescare a mosca, anche secca, con la sola attrezzatura da spinning. Mi sarò dimenticato senz'altro qualcosa...

-Incominciamo da quello strano "minnow" colle "ali"...lo hai inventato tu? Dicci qualcosa....

.
Se intendi i “propellers”, non li ho inventato io, si tratta di artificiali che gli americani impiegavano da tempi direi remoti, quasi un secolo fa. Io casomai ho preso l'idea e ne ho costruiti utilizzando semplici galleggianti già bell'e pronti. Po ho aggiunto elichette con un supporto che ne permette un vorticosià molto fluida, migliore per esempio del Dying Flutter della Heddon , forse il propeller più famoso.

-Passiamo alla famosa canna "tunnel" ci daresti una descrizione sommaria e del perchè l' hai progettata?

Il Tunnel Cazzola non è altro che un insieme di tre o quattro passanti ravvicinati, a seconda della lunghezza della canna, i quali formano un tunnel, appunto. Con questo ci si guadagna in distanza di lancio ma anche in precisione, perché adottandolo si standardizza il lancio.( Scusa roberto ma mi dicesti che vi erano gare di lancio cioè chi arrivava più lontano e vinceva sempre uno che aveva messo un imbuto appena dopo il mulinello per far raddrizzare subito le spire e da li' hai avuto l' idea...)

-La tua ultima invenzione o meglio innovazione quale è?




E' senz'altro il D.B.S. (cioé: Dryfly Balance System). Esercitando il DBS, si può pescare a mosca, e sottolineo anche secca, con la sola attrezzatura da spinning. Per cui, termini com e Black Gnat, Mayfly, Royal Coachman, sedge, plecotteri e tutto il resto, fino al 2010 (data in cui è nato lo spinfly DBS) appannaggio del solo fly fishing, sono ormai di uso comune anche fra i pescatori a spinning. Oltretutto, e questo particolare mi fa amare ancor più il DBS,  nel gruppo facebook  “D.B.S.  new fishing system born in Italy) su più di 1500 iscritti, il 90 % è  formato da giovanissimi. Il che ne conferma l'interesse per il futuro della pesca con artificiali.


Ringrazio Roberto e se è in accordo la prossima volta parliamo un pò di tecnica pura dello spinning.


-
Il profilo Facebook di Roberto è


Il suo gruppo sempre in FB è “Lo spinning è emozione”


Il suo forum è


il suo canale You Tube



Trentino- Trote (ma non solo)-turismo e Mountain Pike

Walter&Walter La figlia di Walter Arnoldo Ad inizio luglo 2017 parto alla volta di Levico Terme e del suo lago ...