8.09.2016

Fiumi e acque dolci della Sicilia


Trota Irminio filmato

 
 
Parte prima


 




 
IL Belìce è un fiume della Sicilia sud-occidentale lungo 107 km (il 3º della regione dopo Imera meridionale e Simeto) e con un bacino idrografico di 964 km², uno dei maggiori della Sicilia meridionale per estensione.
Nel suo corso attraversa il territorio di tre province:
Agrigento, Palermo e Trapani, interessando i comuni di Menfi, Montevago, Camporeale, Partanna,

Poggioreale e Castelvetrano.Il Belìce si forma dall'unione di due rami, in località Carrubbella, nei pressi di Poggioreale: il Belìce Destro (55 km) che nasce presso Piana degli Albanesi, e il Belìce Sinistro (57 km), che scende invece dalla Rocca Busambra.

Dopo la confluenza il fiume, che si sviluppa lungo la direttrice NE-SO da Palermo fino alla costa mediterranea tra Punta Granitola e Capo San Marco, raccoglie le acque del torrente Senore percorrendo ancora circa 50 km fino alla foce che avviene nel Mar Mediterraneo.

La lunghezza del corso principale del fiume è dunque pari a 107 km, compresi i 57 km del F. Belìce Sinistro. La foce si trova nei pressi di Selinunte in provincia di Trapani. Il Belìce risente del regime tipico dei corsi d'acqua siculi, ovvero torrentizio, con grosse piene in autunno e inverno e magre quasi totali in estate. La media annua (c. 4,5 m³/s.) è modesta in rapporto all'estensione di bacino. In località Piana degli Albanesi, il corso del Belìce destro è stato sbarrato da una diga dando vita ad un bacino di circa 33 milioni di m³ che serve a fini idroelettrici e per irrigare zone limitrofe.

Presso la confluenza dei due rami destro e sinistro, che ricade nel territorio comunale di Contessa Entellina, è stata istituita in tempi recenti la Riserva Naturale Integrale Grotta di Entella. La Grotta di Entella, che è il motivo dell'istituzione della riserva, si sviluppa all'interno della Rocca (557 metri s.l.m.), che è un rilievo isolato proprio a monte della confluenza del Belìce Sinistro con il Belìce Destro.<


In tutto il promontorio della Rocca non sono presenti corsi d'acqua visibili alla superficie ma le acque piovane si infiltrano nel sottosuolo andando ad alimentare il vallone di Petraro e degli affluenti del Belìce Sinistro contribuendo ad accrescere la portata del fiume.
Nella prima metà degli anni ottanta il Consorzio per l'Alto e Medio Belìce ha costruito uno sbarramento sul Belìce Sinistro, ai piedi della Rocca di Entella, che ha dato origine al lago Garcia,
che oltre a servire per l'agricoltura è diventato un punto di riferimento per lo svernamento degli uccelli migratori. Fra le varie specie di pesci presenti figurano: l'anguilla, il pesce gatto, la carpa, la tinca, il cavedano e il carassio.

Nei pressi della Rocca di Entella vi è anche l'importante sito archeologico di Entella.

L'ultimo tratto del fiume fra Marinella e Porto Palo, situato a est delle rovine di Selinunte fa parte della Riserva Naturale Foce del Fiume Belìce

Il Braemi è un corso d'acqua sito in Sicilia al confine meridionale tra la provincia di Enna e quella di Caltanissetta. Bagna i comuni di Barrafranca (EN), Piazza Armerina (EN), Mazzarino (CL).

Il reticolo idrografico si compone di due rami principali. Il primo ha origine da Portella Grottacalda 742 m s.l.m. e prende il nome di Torrente Furma che più a valle cambia in Torrente Olivo. Questo ramo nella parte alta del suo corso (C.da Polino e C.da Le Criti), a seguito di uno sbarramento da origine all'invaso artificiale del Lago Olivo.


Il secondo ramo, torrente Braemi, da cui prende il nome il corso d'acqua, nasce dalle colline (C.da Robbiato, M.te Manganello, M.te Gebbia, a Nord di Monte Navone e del Colle Casale a pochi chilometri dalla Villa romana del Casale.

Nell'omonima C.da Braemi, l'asta principale riceve l'affluenza di destra idrografica del Torrente Olivo. La fertile pianura alluvionale del Torrente Braemi, irrigata dalle acque della Diga Olivo, a partire dagli anni novanta è intensamente coltivata ad ortaggi: angurie, carciofi, peperoni ecc.

Il Torrente Braemi è uno dei principali affluenti del fiume Imera Meridionale con cui confluisce da sinistra idrografica. La lunghezza complessiva è di 42 km.

Al centro della valle del Braemi si erge un imponente rilievo arenaceo a morfologia tabulare, il Monte Navone 708 m s.l.m. alla cui sommità è presente un insediamento indigeno siculo e siciliota da alcuni autori identificato con la città di Hibla Erea. Un altro importante rilievo presente a contorno della piana alluvionale del Fiume Braemi è Monte Torre che si erge fino a quota 643 m.l.m.

Il Cantigaglione è un torrente della Sicilia.







 
Segna il confine meridionale tra la Provincia di Agrigento e la Provincia di Caltanissetta e più esattamente tra comuni di Butera e Licata.

Il torrente sfocia nel Mar Mediterraneo in località Punta Due Rocche, Limitrofa alla Spiaggia Due Rocche. Nella Spiaggia Due Rocche il 10 luglio 1943 avvenne lo sbarco in Sicilia degli Alleati e Spiaggia Due Rocche era denominata spiaggia blu

Il Dirillo è un fiume della Sicilia sud-orientale. È lungo 54 km.


Nasce dai monti Iblei, in territorio di Vizzini, e sfocia nel Canale di Sicilia nei pressi di Gela. Il suo corso si sviluppa per 54 km, nei quali assume denominazioni diverse: Vizzini, Ragoleto, Dirillo, Mazzarrone, Acate. Nel territorio di Licodia Eubea forma il Lago Dirillo.



 

Negli anni 1950, in territorio di Licodia Eubea, fu realizzato dall'Anic uno sbarramento per la creazione di un invaso artificiale a servizio del petrolchimico di Gela.

Il suo bacino imbrifero si estende per 739,93 km², con altimetria compresa tra 0 e 986 m s.l.m., comprende parte delle province di Ragusa, Caltanissetta e Catania. Il principale affluente è il torrente Ficuzza. Oggi segna, in buona parte, il confine tra le province di Catania e Ragusa.

Il Disueri è un fiume della Sicilia.

Nasce dei pressi del comune di Piazza Armerina e all'altezza di 150 metri sul livello del mare il suo sbarramento dà vita al lago Disueri, da cui esce con il nome di fiume Gela.

Il suo corso è di circa 27 km, tra i comuni di Piazza Armerina e Gela.


Non riceve nessun affluente.
Il Gallo d'Oro è un fiume della Sicilia centro-meridionale.

Insiste nei territori della provincia di Agrigento e di Caltanissetta, e ha origine dalla Serra di Gazzola (597 m s.l.m.), nel territorio di Canicattì. Affluente di sinistra del fiume Platani, il Gallo d'Oro attraversa da est a ovest la riserva naturale integrale Monte ConcaHYPERLINK "/wiki/Riserva_naturale_integrale_Monte_Conca"[1].

Attraversa un territorio costituito da arenaria cementata e associata ad argille sabbiose, costellato da salici, pioppi neri e ontani.

In una delle sue anse si trova la grotta della Risorgenza (o grotta Carlazzo). Lungo il suo percorso vi sono i resti di un antico ponte romano

Gattano è un breve torrente della Sicilia meridionale, che scorre interamente nel territorio del comune di Gela (in provincia di Caltanissetta

Inizialmente prende il nome di torrente Serpente e la sua sorgente si trova a 451 metri sul livello del mare, alle pendici del monte Trigona, vicino al comune di Butera. Dopo un corso di circa 17 chilometri sfocia nel Golfo di Gela nel Mare Mediterraneo, a est del pianoro di Montelungo e nella periferia ovest della città (contrada Gattano, quartiere Macchitella), dove confina con il bacino del fiume Gela.


Il tratto finale del torrente scorre inoltre nell'area di contatto fra il quartiere Macchitella e il Parco provinciale di Montelungo, assai degradata, e il suo corso è interessato dallo scarico dei residui del depuratore delle acque reflue, inadeguato alle reali esigenze, per cui le acque del Gattano risultano persistentemente inquinate e di conseguenza la balneazione è vietata nei pressi della sua foce.
Il Gela è un fiume della Sicilia centro-meridionale, assieme al Salso e al Dirillo è uno dei principali corsi d'acqua che attraversa il comprensorio gelese.


Esso nasce nelle montagne poste circa 7 chilometri a nord-ovest di Piazza Armerina e dopo aver attraversato la fertile pianura gelese sfocia nel mar Mediterraneo alla periferia est della città di Gela.

Durante il suo cammino riceve diversi affluenti nelle zone del piazzese e del mazzarinese, ma i due affluenti più importanti sono il fiume Cimia e il fiume Maroglio. Inoltre dopo aver attraversato il territorio di Mazzarino esso viene deviato verso la grande diga Disueri realizzata per l'irrigazione della vasta Piana di Gela e oggi utilizzata anche per l'approvvigionamento idrico della città di Gela.
Lungo il fiume Cimia è stato creato un altro grande bacino artificiale: la diga Rendo.

Lungo il suo corso di oltre 70 chilometri cambia più volte denominazione: fiume di Giozzo, fiume di Nociara, fiume della porcheria, fiume Disueri, fiume di Cassari e infine fiume Gela. Il nome "fiume della porcheria" è legato al fatto che il fiume attraversava una zona dove erano ubicati allevamenti di maiali che si pulivano nel fiume che, alla foce, scaricava fanghi puzzolenti. Il nome "Gela", quello con cui è conosciuto e oggi individuato in tutto il suo corso, ha invece un'origine indigena che si riferisce probabilmente alle acque gelide, provenienti dai monti della Sicilia centrale, che lo caratterizzavano.

Il fiume nasce dai monti Erei, nel suo tratto iniziale scorre tra i monti che circondano la cittadina di Piazza Armerina e nel suo piccolo letto risulta quasi in tutti i mesi dell'anno ricco di acque. Scendendo a valle esso viene convogliato nel bacino formato dalla diga Disueri (che può contenere ben 24 milioni di metri cubi d'acqua) e la sua portata viene quasi completamente eliminata se non fosse per qualche piccolo torrente asciutto per gran parte dell'anno e per gli scarichi agricoli e civili che incontra durante il suo corso.
Infatti anche il suo più grande affluente, il Cimia, è stato deviato artificialmente. Più avanti, scorrendo lento sulla pianura, riceve le acque del fiume Maroglio, proveniente dalla zona del calatino, che un tempo sfociava autonomamente nel Mediterraneo. Incontra quindi i ruderi della più antica diga di Sicilia, Grotticelle, con una cascatella asciutta nei mesi estivi e in modo sinuoso si dirige verso la zona industriale dove riceve i caldi scarichi del Polo petrolchimico di Gela, e sfocia finalmente nel Golfo di Gela. Nell'area della foce vige il divieto permanente di balneazione per inquinamento industriale. Alla foce il suo alveo presenta una larghezza di quasi 50 metri ed una profondità massima di oltre 2 metri (per i primi 1000 metri dalla foce) per poi stringersi e asciugarsi man mano che si allontana dal mare. Una ventina d'anni fa a causa dello straripamento sono stati creati nel suo tratto pianeggiante dei grandi argini in cemento armato ed è stata bonificata l'area adiacente in contrada Betlemme (Gela). Esso viene utilizzato come canale di scarico delle dighe Cimia e Disueri quando queste devono essere svuotate.

Il lago Disueri (più comunemente noto come "diga del Disueri") è un lago artificiale che si trova nel comune di Gela, in provincia di Caltanissetta.

Il lago si trova a 150 metri sul livello del mare, è lungo 3 km e largo 1 km nel suo punto di maggiore ampiezza. La sua profondità massima ad invaso pieno è di 34 m, con un volume di acqua di 14 milioni di metri cubi. Ha avuto origine a seguito dello sbarramento del fiume Disueri.Il fiume emissario prende il nome di fiume Gela



L'Imera meridionale o Salso Himeras è un importante fiume della Sicilia centrale e sud-occidentale. Con uno sviluppo totale di 144 km è il principale corso d'acqua della Sicilia per lunghezza, ma il secondo per ampiezza di bacino idrografico (2.122 km2) dopo il Simeto.



Tre sono i rami sorgentizi del fiume in questione, tutti provenienti dalla catena della Madonie in provincia di Palermo e precisamente dal Pizzo Catarineci (1.660 m) nasce il ramo "Petralia" o "Imera Meridionale" propriamente detto; il ramo "Pellizzara" che nasce da "Portella dei Bifolchi", tra Petralia Soprana e Geraci e il ramo "Gangi" che nasce da una sorgente posta in località Gangivecchio. Il "Pellizzara", ramo centrale che lambisce l'abitato di Petralia Soprana, diventa salato attraversando le saline di sali potassici poste in prossimità di Alimena, arricchendosi poco più a valle, in località Monzonaro, dell'apporto del fiume Gangi; essi confluiscono poi con lImera Meridionale o "Petralia", il ramo destro che lambisce gli abitati di Petralia Sottana Blufi e Resuttano costeggiando anche un tratto dell'autostrada A19, presso la località "Rasicudia" o, più modernamente,Ponte Cinque Archi, presso la zona di confine tra le province di Palermo, Caltanissetta ed Enna andando così a formare l'Imera Meridionale - Salso propriamente detto.


 
Dalla confluenza il fiume prosegue dunque verso sud costeggiato per qualche km dall'Autostrada A19, giungendo sino nei pressi di Caltanissetta dove funge per parecchi km da confine tra le province di Enna e Caltanissetta, ricevendo svariati affluenti tra i quali il torrente Torcicoda e da sinistra il fiume Morello.

Dopo la confluenza da sinistra del torrente Braemi il fiume entra in Provincia di Caltanissetta prendendo a scorrere sinuoso, giungendo poi presso la loc. Trabia Miniere dove riceve da destra il torrente Gibbesi. Da qui funge nuovamente da confine questa volta però tra le province di Caltanissetta ed Agrigento scorrendo a cavallo tra i territori dei comuni di Ravanusa e Riesi.

In breve in fiume entra definitivamente in provincia di Agrigento ricevendo da destra il torrente Mendola e scorrendo con ampi meandri (nei quali le sue acque stagnando creano le condizioni abitative per molte specie animali) per poi giungere lento e ampio a Licata dove sfocia in quella parte del Mar Mediterraneo che si trova a sud della Sicilia e che viene denominato Canale di Sicilia o mar Africano.

Il regime dell'Imera Meridionale è caratterizzato, nonostante l'ampio bacino di raccolta, da modestissime portate medie annue (appena 5,1 m³/s.) che diventano poi quasi nulle nella stagione secca. Le sorgenti delle Madonie, alimentate anche dalle acque di scioglimento delle nevi, assicurano nel tratto iniziale un afflusso continuo anche nella stagione estiva (con evidenti e marcate differenze stagionali), che viene in parte sfruttato per finalità idropotabili (nel primo tratto le acque, a monte dei depositi minerali, sono ancora dolci) riducendo il normale deflusso.

Al contrario, in caso di forti precipitazioni (che si verificano soprattutto in autunno) il fiume è soggetto a imponenti piene improvvise (tempi di corrivazione del bacino pari a 24 h), che possono anche causare pesanti danni ai terreni adiacenti al corso del fiume; infatti la forma, l'estensione e il regime pluviometrico del suo bacino nonché le particolari condizioni geomorfologiche che si rilevano nella parte valliva dello stesso, concorrono a determinare frequenti inondazioni con piene significative superiori anche a 1.500 m³/s e tempi di ritorno di appena 10 anni, concentrate soprattutto nella Piana di Licata in prossimità della foce.

Nel primo tratto, parzialmente compreso nel territorio del Parco delle Madonie, le acque del fiume sono piuttosto fredde e limpide.

Intorno al fiume prospera una rigogliosa vegetazione costituita prevalentemente da pioppi, castagni, salici e conifere, associati a canneti, che ospita istrici, ricci, volpi, testuggini, diverse specie di roditori nonché anfibi (rospi, discoglossi e rane) e rettili (bisce d'acqua, vipere, biacchi, gongili e lucertole). Tra gli uccelli si segnalano la ballerina bianca e la gialla, piccole popolazioni di merli acquaioli, con l'occasionale presenza di uccelli migratori acquatici.

A dispetto di scellerati interventi di cementificazione del passato (imbrigliamento di parte del corso), sopravvive nelle acque del fiume anche una colonia di anguille nere, oltre a granchi fluviali ed una ricca popolazione di insetti.

Nel giugno 2001 è stata firmata una convenzione con il Comune di Licata per un osservatorio avi-faunistico sulla foce e nel maggio 2002 si è inaugurato l'Osservatorio, gestito da volontari e curato dal WWF.

Maroglio è un fiume della Sicilia.

Nasce sul monte San Nicola (m 451 s.l.m.) ed è un affluente di sinistra del Gela dove si getta in prossimità della città omonima dopo un percorso di 26 km, nelle province di Caltanissetta e di Catania.

Platani o Platani Alikòs, anticamente chiamato Alico (Halykòs - salato in greco - Platàni - platano -, »ÅºÌ  »±Ä¬½¹), è uno dei più importanti corsi d'acqua del versante meridionale della Sicilia, il 5° dell'isola per lunghezza dopo l'Imera Meridionale, Simeto, Belice e Dittaino con 103 km di corso e il 3° per ampiezza di Bacino con 1.785 km² dopo Simeto e Imera Meridionale.
Attraversa le province di Palermo, Agrigento segnando anche il confine tra quest'ultima e quella di Caltanissetta.



Il fiume nasce dalla confluenza che avviene sul confine tra le province di Palermo e Agrigento del Platani di Lercara e del Platani di Castronovo, che nascono rispettivamente nei comuni di Lercara Friddi (sotto il Pizzo Lanzone) e Santo Stefano Quisquina (tra i monti Serra della Moneta e Pizzo della Rondine).

Dalla confluenza alla foce il fiume si sviluppa per circa 83 km, ma includendo nel computo totale della lunghezza il ramo di Castronuovo, la lunghezza totale sale a 103 km. Lungo il suo percorso il fiume riceve le acque di molti affluenti tra i quali i fiumi Gallo d'Oro e Turvoli.


Tra gli affluenti di una certa importanza sono da citare anche il Vallone Morella che nasce presso Lercara Friddi e confluisce da sinistra a valle del centro di Castronovo di Sicilia; il Vallone Tumarrano che nasce invece presso il Monte Giangianese e confluisce in sinistra presso San Giovanni Gemini e il Vallone di Aragona, che nasce presso il centro abitato di Aragona e confluisce in sinistra idrografica.

Per alcuni chilometri all'interno della provincia di Agrigento, il Platani scorre verso sud marcando il confine con la Provincia di Caltanissetta. All'incontro con l'affluente Gallo d'Oro, il fiume devia il suo percorso, dirigendosi verso Ovest/Sud-Ovest.

Sfocia nel Canale di Sicilia, nei pressi di Capo Bianco, al confine tra i comuni di Ribera e Cattolica Eraclea.

Affluenti :fiume Gallo d'Oro ,fiume Salito , fiume Belici, fiume Barbarigo, vallone Tumarrano, vallone della Terra, fiume Turvoli ,vallone Gassena vallone di Garifo, vallone Cacugliommero, vallone del Palo, vallone Spartiparenti ,vallone Morella ,vallone di Arabona ,fosso Cavaliere, fosso Stagnone

Pur a fronte di un bacino abbastanza esteso (il 3° della regione) il fiume ha carattere torrentizio con piene notevoli in autunno e magre fortissime in estate. La media annua di portata è abbastanza modesta con 7,5 m³/s., pur risultando la 3° della regione per ampiezza dopo quella di Simeto e Alcantara.