9.18.2016

Pesca al tocco




La tecnica di pesca al tocco è esclusivamente o quasi riservata alla pesca alla trota ed identifica una tecnica nella quale l’abboccata del pesce viene avvertita attraverso una serie di vibrazioni (le tocche appunto) che si trasmettono grazie ad un diretto contatto tra esca, vettino della canna(dotata di dispositivi denominati "blocchi" o "boccole") e mano del pescatore, complice la mancanza di un dispositivo galleggiante di segnalazione e un’opportuna tensione della lenza.
Il miglior impiego è quello di pescare sotto il vettino della canna ed esistono in commercio canne lunghe 13 metri circa con prezzi anche attorno ai 500 euro ma per iniziare basta molto meno.
Tali lunghi attrezzi sono quasi sempre appannaggio dei garisti e sono usati in acque particolarmente larghe. Sul filo del mulinello andra montato un segnafilo oppure un fiocco di lana rosso in modo da vedere bene dove si pesca. Non è di facile attuazione per il principiante ma rende bene in molteplici situazioni.

Le montature sono svariate passando da corone composte di tanti pallini; Non è di facile attuazione per il principiante ma rende bene in molteplici situazioni. Ad esempio la corona di Cesano viene montata su un terminale con filo dello 0,22 lungo circa un metro. Novantasei centimetri se si vuole essere precisi visto che venivano fissati/schiacciati di norma 15 piombini del n.4 posti a circa 6 centimetri di distanza l'uno dall'altro.

 

Il pallettone è piombatura più concentrata, a volte insostituibile per penetrare le forti e turbolente correnti superficiali, ma anch’esso deve essere controllato senza distrazioni.
Va montato scorrevole sulla madre lenza con un gommino salvanodo prima della girella.Esistono anche pallettoni muniti di cappucci in plastica che permettono di cambiare il peso snza smontare la lenza. Vanno scelti, secondo le circostanze, di peso compreso tra 5 e 20 grammi. - La spiralina di filo di piombo (detta rodolon) centrata in pochi centimetri di lunghezza, facilmente gestibile da chi inizia difficilmente si incaglia c in balìa della corrente, permettendo di ampliare il raggio d’azione oltre la lunghezza della canna.
Scelta di peso adeguato alla forza della corrente (3-10 grammi) permette passate molto naturali rasenti il fondo ma in alcune circostanze non consente le necessarie trattenute proprio perché riceve troppa spinta dall’acqua. In commercio si trovano spiraline di varie fogge e pesi, anche con guaina passafilo interna, allungate e sottili da far scendere meglio in corrente, corte e tozze per una pesca maggiormente statica.

In pieno inverno quando la pesca alla trota è chiusa possiamo dedicarci alla costruzione delle montature, per le spiraline basterà avvolgere del filo di piombo su qualcosa di cavo variando il peso della stessa. E' logico che vada inserita scorrvole con un salvanodi

La pesca al tocco si puo attuare anche in canali e rogge di pianura con la consistente probabilità di agganciare cavedani barbi.

Nella tecnica di pesca al tocco della trota con la corona la canna da pesca ha una notevole importanza. Deve essere leggera ma anche robusta (per consentire di salpare, se non esistono altre soluzioni, la trota di peso/al volo) noltre deve possedere altre determinate caratteristiche tecniche: rigidità (con esclusione per gli ultimi elementi in punta), manegevolezza (meglio utilizzare canne più corte se la larghezza del torrente è più piccola rispetto a quella della canna estesa), bilanciamento (fattore importante per evitare l'affaticamento del braccio di chi pesca) e affidabilità (intesa nella possibilità di utilizzare la canna da pesca senza essere perseguitati dal timore di romperla al minimo urto o sforzo), nonché una notevole sensibilità del cimino. La rottura di qualche pezzo della canna è da mettere in preventivo e quindi affidarsi a canne di marca in modo da trovare pezzi di ricambio.



Ulteriori info ai siti
-http://www.robertobarbaresi.it/index.htm

-http://www.passionetrota.it/didattica%20hp.htm



 

 

 



 
 
 
 

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