11.25.2016

Pesca in Versilia




di Damiano Merlini




La piana versilese è attraversata da un dedalo di piccoli fossi e canali che ad un osservatore poco attento potrebbero apparire di scarsissimo interesse alieutico, ma in realtà si tratta di veri e propri paradisi in miniatura, che possono regalare soddisfazioni enormi. Vorrei raccontarvi in particolare della zona compresa tra Forte dei Marmi e Marina di Pietrasanta e dei piccoli corsi d'acqua che mi hanno visto crescere sulle loro sponde con la canna da pesca in mano.
 L'area in questione è quella del Bacino del Fosso Fiumetto/Tonfano; un piccolo bacino che si sviluppa completamente in pianura a cavallo tra i comuni di Forte dei Marmi e Pietrasanta. Qui, fino ai primi del 1700, c'era la foce naturale del fiume Versilia, poi le operazioni per bonificare l'aera dalla malaria, portarono ad una deviazione del fiume e restò questa piccola rete di fossi che drenano l'acqua della Macchia Versiliana.
 Morfologicamente queste acque si presentano come dei tipici fossi di raccolta delle acque di pianura, con una profondità che non supera il metro e corrente debolissima. La larghezza è scarsa, nei tratti più larghi arriviamo a stento ai 6-7 metri tra una sponda e l'altra. La vegetazione, in acqua e fuori, è quella propria delle zona palustri, con grandi spazi occupati dalla cannuccia di palude, dal giunco e dalla saracella, una pianta che nel periodo estivo ha una fioritura molto bella.
 Ma è ora di parlare di pesca...come ho detto in apertura, di primo acchito potrebbero sembrare posti inadatti alla pesca, o comunque destinati a catture di poco conto, invece i pesci che abitano queste acque sono pinnuti di tutto rispetto in quanto a taglia e soprattutto vi è una varietà di specie incredibile.

Andiamo dalle carpe, con esemplari oltre i 10 kg, ai lucci, anche questi con individui di ottime dimensioni,
passando per tinche, cavedani, black bass, scardole, carassi, anguille e muggini. Con tutta questa abbondanza di prede, viene logico intuire che le tecniche applicapili sono le più disparate, ma cerchiamo di andare con ordine.  Le carpe, assieme ai carassi, costituiscono il grosso della popolazione di questi fossi. La tecnica regina per insidiarle è senza dubbio la classica pesca col galleggiante.
Importante prima di ogni altra cosa è la scelta dello spot. Le signore coi baffi, in ambienti così piccoli, battono delle zone di pascolo ben precise che si trovano principalmente a ridosso delle ramaie sommerse e nei pressi della vegetazione che emerge dell'acqua.
Una bolognese bella tosta da 5 o 6 metri è già più che sufficiente. In bobina sarà bene usare un buon nylon dello 0.30-0.35 e, come finale, non scendere sotto lo 0.28 - 0.30. Io pesco di solito molto sovradimensioanto perchè l'ambiente lo impone. Le catture avvengono sempre nei pressi di ostacoli somemrsi e pescare fine vuol dire al 90% lasciare alla povera bestiola il nostro finale piantato in bocca.
Le esche migliori sono anche le più classiche: mais e lombrichi. Da evitare accuratamente sono sfarinati e pasture di vario tipo. Fidatevi, in posti così sono solo controproducenti: come richiamo sarà sufficiente il solo mais. Un'altra tecnica molto divertente con cui insidiare questi possenti ciprinidi è la pesca a vista a galla. Questa pesca regala le catture più belle nei mesi freddi, perchè, e questa è un'altra piccola peculiarità di questi fossi, qui la vita non si ferma mai...essendo alimentati solo da acque di pianura ed avendo una lunghezza di poco più di 4 km, l'acqua non si raffredda mai in modo particolare e anche le carpe rallentano molto poco la loro attività Questa tecnica è molto semplice e se vogliamo, rudimantale.
Io uso delle canne da carpfishing da 2 lbs, montate con mulinelli di taglia 4-500 caricati con nylon dello 0.35. La montatura è semplicissima: pallina spiombata che ha la funzione di segnafilo e aiuta l'esca a scendere in corrente, distanziata dall'amo (un 8 bello robusto) di circa 1,5 metri: niente finale, niente piombini, niente di niente. Come esca andrà benissimo del normale pane raffermo. L'azione di pesca è semplicissima: si percorre il fosso fino a quando non si vedono i pesci in attività, che anche in questo caso andranno cercati nelle vicinanze della vegetazione o degli ostacoli sommersi; ci si mette un po' a monte e si lascia scendere il boccone con la debole corrente...fidatevi che l'emozione della bollata sulla nostra esca è enorme e bellssima.

 Un diversivo alle tecniche più tradizionali, sempre cercando le carpe, può essere la pesca a mosca. In questo caso possiamo tentare sia con piccole ninfe fatte saltellare sul fondo o con delle "secche" che imitino dei bocconi in superficie. Io ad esempio mi autocostruisco questo tipo di mosca con del semplice foam montato su un amo n° 6, e aromatizzo la "mosca" con del comunissimo estratto di vaniglia ad uso umano; sicuramente chi ha maggiore dimestichezza potrà usare aromi dedicati, ma personalmente con quello ho sempre avuto ottimi risultati.
 Per quanto riguarda i predatori, come detto, abbiamo una buona presenza di lucci e bass.
Occorre ricordare che nei fossi di Fiumetto e Tonfano vige una ZRS denominata Oasi di Protezione del Luccio, creata alcuni anni fa per opera dell'associazione Fly Club Versilia 90, che da tempo si occupa della salvaguardia e del ripopolamento dell'esocide in questi canali.
Il regolamento è molto semplice: il luccio si può pescare, ma vige l'obbligo di rilascio. Le uniche esche consentite sono quelle artificiali (quindi niente pesci esca vivi o morti), montate con amo singolo e senza ardiglione. Nel periodo di chiusura della pesca al luccio (dal 31 dicembre al 1 aprile) è vietata la pesca con qualsiasi genere di esca artificiale.
Sempre in virtù della morfologia del posto dovremo adattare la scelta delle nostre esche. Validi sono grossi minnow e swim-bait che lavorino appena sotto il pelo dell'acqua o fli intramontabili martin allegeriti di generose dimensioni. Per i bass ci si può sbizzarrire passando dalla classica gomma (vermoni e simili), a esche top water come il micidiale Basirisky. Se vi trovate in Versilia, magari per una bella vacanza al mare, non dimenticatevi le canne e fatevi una pescata in questi fossi, sicuramente vi potranno regalare bei ricordi.



Cavedano da 90 Kg (intervista)

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