7.08.2017

INTERVISTA A LORIS FERRARI, UN PESCATORE GOMMOSO!




Questa volta sono con Loris Ferrari mia antica conoscenza del Web attraverso il primordiale It. Hobby.PESCARE cioè un gruppo di Libero; Diciamo che tali gruppi erano gli antesignani dei forum. Ebbi modo anche di incontrarlo al primo raduno degli Apostoli dello Spinning che era una sigla in IHP per denominare le discussioni dedicate allo spinning e che fu coniata da Vic AdS  per onorare colui che Lui denomino il Messia cioè Luciano Cerchi famoso articolista di pesca nelle riviste cartacee e che io conobbi in un soggiorno in Austria nell’ Hotel Aktiv a Frog (Rosegg) di Adriano Gargantini (http://www.trophyclub.it/) e andammo anche a Lienz da Bernard Scholtz a vedere il suo museo di pesci imbalsamati.





Esso è uno dei primissimi auto costruttori di esche da spinning e dopo aver messo sul Web un autentico capolavoro, assieme a Gianni Burani, cioè http://www.bassmaster.it/ attualmente vende i suoi prodotti che potete vedere ed eventualmente acquistare attraverso il sito http://www.lorislures.it/.
La sua autobiografia la potete leggere in http://www.lorislures.it/chi-sono/
Ed allora cosa chiedergli se non domande che esulano dall’ autocostruzione?

Cosa è per te la pesca? Un Hobby, passione o amore?
Tutte queste tre cose assieme, a cui per ultima se ne è aggiunta una quarta: lavoro. Dalla mia smisurata passione per la pesca - che mi segue senza interruzioni da quando ero ragazzo – sono riuscito a farla diventare negli ultimi anni un modo per sbarcare il lunario.  Il mio hobby casalingo di colare gomme viniliche per me e per i miei amici è diventata una professione. Dopo aver cessato la mia attività di rappresentante di commercio sono diventato artigiano e ora faccio esche in gomma morbida per la pesca.





-Il pesce che ami di più pescare e perché?
Rimane sempre il Black Bass; è sicuramente il pesce a cui ho dedicato il mio maggior tempo e i miei maggiori sforzi per comprenderlo. E’ sicuramente merito di questa eclettica specie che di fatto ho conseguito buoni risultati in pesca anche con le altre specie e inoltre questo pesce mi ha permesso - nei decenni passati lungo le sponde di laghi, cave e fiumi - di conoscere, utilizzare e comprendere decine e decine di esche diverse per lo spinning.






-Il più squisito pesce di acqua dolce in cucina?
Non voglio certo fare l’animalista o il purista, non ho nulla contro chi – in osservanza delle leggi vigenti – i mangia il proprio pescato. Personalmente non mangio pesce d’acqua dolce. Da moltissimi anni anche quando catturo qualche bel pesce al massimo scatto qualche veloce fotografia prima del rilascio. Mi piacciono invece molto i pesci di mare, ovviamente se ben cucinati.




-A quale torrente, fiume, lago sei particolarmente legato?
In assoluto a una piccola cava in collina distante meno di dieci chilometri da casa, che frequento da 40 anni; ora la pescosità si è molto ridotta causa tantissimi fattori, ma questo ambiente – difficile da raggiungere – mi ha permesso negli ultimi decenni anche brevi sessioni di pesca in assoluto relax. Ora che sono anche un istruttore di spinning, quasi sempre quando pesco in compagnia, devo anche assistere e/o consigliare altri pescatori neofiti, mentre in questo luogo, se vado al mattino presto da solo, ad esempio, mi ritrovo completamente immerso alla natura e in un luogo discretamente silenzioso. Nelle giornate più fortunate posso incontrare fagiani, caprioli, uccelli selvatici di parecchie specie, magari lanciando riesco pure a prendere qualche bel pesce ma – soprattutto - riesco a ricaricarmi le pile mentali e tornarne poi a casa rigenerato fisicamente e mentalmente.




-Perché i pesci abboccano a qualcosa di falso? Per me essi non hanno la concezione di falso e quindi ogni cosa che si muove in acqua è da assaggiare
Credo tu abbia assolutamente ragione, il pesce ha solamente la bocca per provare a fermare e assaggiare se una cosa possa essere commestibile o meno e perciò – magari con titubanza – deve abboccare anche a qualcosa che lo convince meno delle prede solite. Non è però solamente la fame a consentire le abboccate a spinning, ma anche la difesa del territorio da intrusi, la difesa del nido o dei piccoli ed infine può attaccarla per cercare di togliere di mezzo un intruso che disturba la pace della sua zona di riposo.




-Cosa determina una buona battuta di pesca da una scadente?
Dalla sensazione che si ha durante il viaggio di ritorno; bisogna sentirsi bene. Può essere stata la buona compagnia, le battute e le risate, ma anche i bei pesci catturati, ma anche un solo esemplare se è stato difficile convincerlo a farlo. Infine nel mio caso se sono riuscito o meno a rilassarmi o se invece qualche fattore esterno (bracconieri, inquinamento, disturbatori…) hanno contribuito a rovinarmi in tutto o in parte la giornata.





-Uno spinnofilo a 360° che attrezzatura deve avere?
Col tempo se vuole prendere dai cavedani-trote fino ad arrivare ai lucci o addirittura siluri, bisogna che abbia almeno 6-7 canne con potenza molto diversa tra loro ed altrettanti mulinelli.





-Nylon, trecciato o Nanofil quali sono i pregi e difetti?
Amo tantissimo i nylon e i fluorocarbon di ultima generazione che utilizzo praticamente sempre. Hanno elevati carichi di rottura, buone doti di invisibilità e antiabrasione, infine una riserva di elasticità che a volte serve a salpare qualche bel pesce in più. Sono molto meno visibili rispetto ai trecciati. Non ho invece mai utilizzato il nanofil; mi dicono che ha problemi di tenuta sul nodo e che richiede nodi particolari, ma altro davvero non so e perciò preferisco non addentrarmi. I trecciati invece (quelli a sezione tonda ad 8 fili intrecciati) li utilizzo quando ci sono da compiere grandi distanze nel lancio e nella pesca al black bass utilizzando la rana a galla (con finale di fluorocarbon per resistere all’abrasione dentro agli alberi in acqua) e a lucci, sempre con l’aggiunta di un cavetto finale di fluorocarbon - di grosso diametro - da usarsi al posto del cavetto di acciaio.


-Nel corso degli anni quale è stata l’ innovazione più significativa nello spinning?
Quando ho iniziato io oltre 40 anni fa, c’erano solamente Rapala in colore argento monopezzo, cucchiaini rotanti e ondulanti…


 davvero poche decine di marche e modelli almeno nei negozi emiliani che frequentavo. Ora – al contrario - c’è persino troppa offerta ed il neofita che vede le esche allineate a migliaia negli scaffali dei negozi di pesca o nelle fiere di settore, rimane di certo sconcertato o quantomeno disorientato. L’innovazione più significativa sono state sicuramente le esche morbide viniliche (in Italia erroneamente conosciute come siliconiche). Il loro successo è principalmente dato dal fatto che opportunamente innescate con ami adatti e selezionate per taglia, tipologia e colore, consentono la cattura di quasi tutte le specie ittiche sia d’acqua dolce che di mare.





-La differenza che intercorre fra la nostra generazione e quella attuale nella pesca quale è?
Sicuramente la minor mancanza di tempo da dedicare alla passione; oggi i ragazzi hanno troppi stimoli esterni – a cominciare dal telefonino – e perciò se pescano privilegiano sessioni corte da intervallare ad altre passioni. Credo sia la ragione principale del successo esponenziale dello spinning tra i giovani. Una canna, un mulinello e un pugno di artificiali e si può essere subito in pesca; la recente moda dello street fihing invece penso sia da attribuire alla eccessiva urbanizzazione del nostro territorio. Diventerà purtroppo una scelta obbligata per molti, soprattutto per i ragazzi che abitano in città.



-E’ innegabile che vi sia stata una notevole diminuzione del pesce. Quali sono le cause?
L’uomo è sicuramente il maggior colpevole; inquinamenti dell’acqua (pensate che la legge Merli mai applicata seriamente è del lontano 1973) e dell’aria sicuramente sono i maggiori responsabili, ma poi aggiungo il prelievo idrico indiscriminato per l’industria e l’agricoltura senza rispettare il minimo flusso vitale (altra legislazione bellamente ignorata nel nostro paese). A questi fenomeni aggiungiamo quello del bracconaggio intensivo e indiscriminato da parte di soggetti italiani e stranieri. Dalla cecità delle Province che hanno rilasciato altre licenze professionali nelle acque interne – invece di abolire quelle già anacronistiche esistenti.





 Aggiungiamo poi il mancato contenimento di specie animali ittiofaghe come aironi e soprattutto cormorani che ora arrivano a depredare anche i torrenti di montagna o i fiumi in forte siccità come in questo momento. L’unica nota positiva credo si rappresenatt dai pescatori sportivi che rilasciano spesso le specie catturate mentre un tempo venivano regolarmente cestinate per poi magari essere buttate nel cassonetto dopo l’esibizione davanti al bar o ai negozi di pesca. L’utilizzo dei teleonini moderni in grado di fare foto e video, ha permesso di “vantare” le proprie belle catture senza l’obbligo di uccidere il pesce e questo sicuramente creo sia  un bel passo in avanti.


-La cattura più strana che hai avuto?
Una tartaruga acquatica azzannatrice, di una specie non permessa in Italia e che qualche persona di scarsa cosienza ambientale aveva pensato bene di liberare in acque pubbliche. Mi ha attaccato ripetutamente un artificiale recuperato a galla, fino alla sua cattura.


-I minnow si legano obbligatoriamente direttamente sul filo?
Personalmente credo sia molto meglio, in modo da ottenere il massimo della naturalezza di nuoto e di conseguenza aumentandone il rendimento. Consiglio un nodo ad asola aperta. Lo so che è una scocciatura perché ogni volta che dobbiamo cambiare l’esca bisogna anche rifare il nodo, ma il maggiore rendimento giustifica ampiamente lo sforzo.




-Cosa ne pensi della FIPSAS?
E’ l’unica istituzione in Italia autorizzata a fare gare sia sul territorio nazionale che all’estero; sicuramente anche nella federazione ci sono ampi margini di miglioramento. Io ad esempio come istruttore FIPSAS per lo spinning lamento la mancata convocazione periodica in apposite riunioni per far crescere ulteriormente la disciplina dello spinning. La sua spiccata vocazione rimane la pur importante organizzazione delle competizioni di pesca e purtroppo molto meno le attenzioni sono rivolte al pescatore comune; credo che sia principalmente questo il motivo della diminuzione del tesseramento.


-Cosa ne pensi delle leggi che regolano la pesca in Italia?
Assolutamente insufficienti e scritte da persone che conoscono davvero poco il mondo della pesca sportiva in particolare e ancor meno dello spinning. Sono decenni ad esempio che sento parlare di legge quadro… ma credo che non ne vedrò mai il testo e soprattutto l’applicazione sull’intero territorio nazionale.





-Che pesce sogni di catturare? Io l’ Alligator Gar….

No, mi basterà riuscire ad andare in pensione ed aumentare numericamente le mie battute di pesca; qualsiasi ora sull’acqua insidiando dai cavedani alle trote, mi fa ancora divertire. Sicuramente in questo credo di essere rimasto una persona molto semplice.


Ti ringrazio vivamente e ti auguro un grande successo per la tua attività