spinning


domenica 21 maggio 2017

Pesca colla camolera



E’ una tecnica di pesca dedicata in principal modo alle trote e ai temoli  anche se barbi e cavedani non disdegnano di abboccare assieme a tutti i pesci che si cibano di insetti, camole e mosche che popolano le acque e la sua superficie.. E’ una tecnica vecchia decaduta in disuso credo perché nei fiumi dove era molto praticata come il mio Ticino i pesci dedicati ad essa siano quasi scomparsi eccetto i barbi.. E’ una tecnica che va effettuata principalmente in correnti formate da sassi.

Per iniziare basta una sola canna: quella tradizionale è una canna ad innesti in tre pezzi, ad azione rapida e rigida. L'ideale è una 3.50 metri in carbonio, con una potenza di lancio fino a 30 grammi, dotata di portamulinello scorrevole per ottenere una perfetta bilanciatura col mulinello. In alternativa si potrà utilizzare anche una canna telescopica da lancio un po' potente, del tipo di quelle usate nei laghetti capace di lanciare almeno 30-40 gr. di zavorra.
La zavorra è costituita dai classici "temolini", piombi montati su un pezzo di tubo in gomma ,generalmente verde,  che, contenendo aria, li rende mobili e saltellanti sul fondo, permettendo alla corrente di trasportare la montatura.
Sono detti anche “ballerine” in quanto ballano sul fondo. La Ballerina può essere sostituita anche da uno o più fili in stagno, attorcigliati tra di loro e lunghi anche 1,5-2 metri, nel qual caso questa pesca, si chiama "Vigevanese", proprio per il fatto che i primi ad usarla sono stati gli abitanti della città di Vigevano (PV).
Il mulinello deve essere robusto, con una discreta capacità di contenere filo e una frizione eccellente. Il nylon in bobina deve essere uno 0.20 di buona ottima, con perfetta tenuta al nodo e buona resistenza all'abrasione.
Di camole è bene possederne un discreto assortimento di taglie e colori. Il montaggio della camolera viene generalmente effettuato sulle cosiddette "lenze di fiducia": si tratta di lenze costruite con asole costituite da nodi scorrevoli. In queste asole viene inserita la camola, montata su un bracciolo di naylon che termina con un nodino.

Questo sistema consente di sostituire velocemente le camole semplicemente tirando i nodi scorrevoli. Infatti le camole devono essere sostituite fino ad individuare il colore e il tipo di camola su cui i pesci mangiano .

Inoltre, visto che quasi sempre si pesca stando in acqua per avvicinarsi al pesce che, specie nei mesi che fa caldo, si sposta nella vena principale della corrente, occorrono anche un buon paio di stivali a tutta coscia o dei wader e un guadino a manico corto.
Ci sarebbe da dire parecchio sull'eterna controversia tra canna morbida e canna rigida. Limitiamoci a consigliare un attrezzo rigido: i fusti in carbonio ad alto modulo oggi permettono di ottenere attrezzi leggeri e sensibilissimi nel cimino, che danno un controllo dell'esca incredibile. Poi scegliere un attrezzo fra i tre metri e trenta e i tre metri e sessanta con un'ampia gamma di pesi lanciabili, che permetta di pescare in qualsiasi fiume e di salpare un bel temolo o una trota con celerità.

 Le Esche
Questo è un argomento che suscita molti dubbi tra i principianti. Se puntiamo a temoli, trote e cavedani è sufficiente un certo numero di imitazioni di ninfe montate su ami piccoli, dal numero 12 al 16. La struttura dell'amo ha molta importanza.
Non dimentichiamo che si lavora in condizioni difficoltà, col pesce che vende cara la pelle anche perché può sfruttare la corrente. L'amo deve avere un'ottima penetrazione, reggere alle sfuriate senza spuntarsi o piegarsi e avere le dimensioni adatte per montarvi l'imitazione. Andranno bene degli ami bronzati, con punta lunga e ardiglione arretrato, oppure quelli di tipo valsesiano, con punta molto lunga e senza ardiglione. Esistono in commercio ami appositamente fatti per la costruzione delle camole.
Il Temolo è la preda principe e la più pregiata di questa tecnica che permette di insidiare allo stesso modo anche trote, cavedani e barbi.

Dopo la fase primaverile, quando può andare bene qualsiasi imitazione purché di tinta tendente al marrone e verde marcio, con l'arrivo del caldo la disponibilità di cibo aumenta. Tra i sassi dei raschi è tutto un brulicare di larve. Le effimere si schiudono; basta osservare attentamente la superficie del fiume dove l'acqua è increspata per vedere un'enorme quantità di ninfe che affiorano dal fondo per dar vita all'insetto alato. Durante il tragitto che va dai sassi alla superficie l'insetto è facile preda dei pesci, però bisogna offrir loro un'imitazione quanto più verosimile possibile. Colore e sagoma sono determinanti.
Nel caso di acque torbide come quelle che può capitare di trovare dopo un improvviso temporale estivo, ottima è una ninfa di lana a corpo rigato in tinsel argento o oro di colore nero o marrone, tipo March Brown con peduncoli di pernice. Una buona variante è il colore oliva, se l'acqua è molto calda. In alternativa va bene anche l'imitazione di ninfa in pelo di lepre, difficile da trovare nei negozi, che Imita le grosse ninfe di insetti del genere Ecdjonuridi.

Se l'acqua è limpida dare la preferenza a ninfe piccole, più chiare ma sempre su toni oliva, con qualche riflesso argenteo o dorato derivato dall'inserimento di tinsel. Il temolo è sempre molto sensibile a queste tonalità. Per trote e cavedani possono andare bene le ninfe dorate con una piccola striscia di tinsel oro sulla parte inferiore e in testa una hackle di gallo, di colore marrone, oliva o giallo. Sui fiumi di buona portata e acqua chiara, come il Ticino o l'Adda, queste imitazioni hanno sempre dato ottimi risultati nei confronti delle trote. Ma esiste un modo di capire che cosa sta mangiando il pesce, così da usare sempre le imitazioni più redditizie? Un trucco c'è, ma farà storcere il naso a certi "puristi". Si tratta di sventrare la prima trota o cavedano decenti e osservare cosa hanno nello stomaco. Le camole mangiate per ultime sono ancora integre e ben visibili, sicché non ci vuole molto a capire se le nostre imitazioni dovranno avere certe sfumature, più o meno hackles o determinate dimensioni. Una volta trovata l'esca, non resta che sostituire le tre camole con quella giusta per aumentare le probabilità di cattura. Così, cambiando i vari tipi di ninfa e il peso da applicare a fine fila in funzione delle condizioni dell'acqua, si ottengono, un po' per volta, risultati sempre più soddisfacenti. Come sempre, però, gran parte del successo dipende dall'abilità personale, dall'inventiva e dalla capacità di trarre insegnamento dalle esperienze maturate sul campo.
.Azione:
Appena lanciata la lenza a monte, bisognerà far scorrere le camole rasenti al fondo a una velocità leggermente inferiore a quella della corrente in modo che le camole siano davanti al temolino.. La lenza, va lasciata completamente allo sbando, cioè con una pancia di filo, e si riavvolge il filo solo quel tanto per non fargli fare una pancia troppo pronunciata ed eccessiva!


La mangiata del pesce si avverte solitamente in vari modi:

1) Con un forte strattone sulla punta della canna

2) Con un leggero tremolio della punta, o con dei piccoli colpetti di seguito, sempre bruschi ed improvvisi, ma con un forte angolazione.

3) Vedendo il filo a galla, che scende con la corrente verso valle, che ha un brusco arresto.

Leggi e limitazioni
In alcune regioni d'Italia, come ad esempio in Piemonte, la pesca a camolera è stata vietata per l'assurdo pregiudizio che si tratti di una pesca distruttiva perché troppo micidiale. In realtà non si capisce con quale fine logico si è demonizzata una tecnica di pesca tanto tradizionale, che proprio in questi luoghi ha avuto le sue origini.
Quindi prima di recarsi a pesca con questa tecnica informarsi bene.

sabato 20 maggio 2017

Una figlia pesca (Esmeralda)



Era il 21 maggio 1987 e nacque mia figlia Esmeralda; Speravo in un maschio per portarlo a pesca con me ma perché una femmina non può pescare mi chiesi. E cosi a 4 anni la iscrissi ad una del CROB (Centro Ricreativo Ospedale Biella) presso il laghetto APOS ad Occhieppo Superiore (BI) sulle rive del torrente Cervo. Io lanciavo e Lei tirava quando gli dicevo io di tirare cioè quando il galleggiante affondava. Visto che contava il peso delle 10 trote obbligatorie arrivo addirittura quarta.
Successivamente mi ricordo che in ferie a Bibione ci recammo sul Lemene e prese qualcosa come 40 scardole sui 2 etti e una tinca.
Da ragazza venne con me molte volte sul Torrente Cervo biellese a caccia di vaironi e Company.  Prese addirittura il più grosso vairone che vidi in vita mia.



Mi accompagno nell’ avventura sul Sesia a Romagnano dove io presi colla canna fissa da 7 metri, finale dello 0.12 una trota fario di 1850 grammi; UN MIRACOLO per l’attrezzatura.
Seguirono varie uscite dove ricordo con piacere una pescata a spinning risalendo una roggia novarese dentro il liquido.
Qualche uscita sempre a spinning in torrente o nei canali novaresi .

Ma il più fù la cattura di un luccio di 3/3.5 Kg nel lago di Cascinette vicino Ivrea con un minnow dopo che io nello stesso lago prendevo tale specie, chissa perché, solo con rotanti tandem.

Ma AIME’ dopo si diede LETTERALMENTE ALL’ IPPICA!!


giovedì 18 maggio 2017

martedì 16 maggio 2017

Profumo di pesca

 Testo e foto di "CAVEDANO"



Il profumo di pesca è quello che senti quando vedi un qualsiasi corso d’ acqua; Sia esso minuscolo come una risorgiva di pianura o grandissimo come Il Brahmaputra (ཡར་ཀླུང་གཙང་པོ་ in indiano, 布拉马普特拉河 in cinese) il profumo della pesca è lo stesso. Lo è certo anche per gli specchi di acqua fermi. Il profumo della “pesca” umana come la chiamava il ex amico Giorgio è differente….ah ah ah; Sono pesche diverse ma che richiedono sempre l’ uso di una canna….
Chi lo sente ha una irresistibile voglia di immergere una lenza od una rete per insidiare i pesci. Chi non lo sente da piccolo non ha mai preso una canna in mano e non si è mai immerso in acqua a vedere i suoi abitanti e magari a “tanare” sotto i massi cercando di catturare un pesce accarezzandolo prima e poi stringendolo in una morsa tenace; Non ha mai fatto km e km a piedi nei boschi per trovare uno spot migliore del precedente come ho fatto io sulle rive del Terdoppio e dell’ Agogna assieme a mio padre portando e calando bilance pesanti.  Chi non lo sente non ha mai apprezzato fino in fondo il sapore di una trota fario o di un persico reale cotti al burro oppure di vaironi fritti.

La mentalità moderna occidentale insegna il cath&realease totale, assoluto come un dogma ma fa dimenticare la vera essenza della pesca che è procurarsi del cibo; Non vi sfiori l’ idea che io non pratichi ciò in massima ma quando sono in pesca affronto questa passione per catturare in primis (nei rispetti dei termini di leggi e regolamenti vari e assortiti) e basta. Poi una volta catturato un ciprinide o un salmonide di piccola taglia lo rilascio ma trote di buona taglia e persici finiscono nella mensa casalinga. E va a fan culo ami singoli e senza ardiglione e bagnarsi le mani!!! Ho un acquario di 720 litri con dentro varie specie che svuoto ogni tanto e tocco i pesci a mano asciutta e mai che mai uno sia morto!!! E non sono morti manco quando li avevo presi con amo con ardiglione!!!
Avvengono cose assurde attorno al mondo della pesca come la neo entrata TROUT AREA dove si pescano TROTE IRIDEE NEI LAGHETTI cogli artificiali senza ardiglione e le si rilascia senza manco toccarle a tutto favore del gestore del laghetto e dei comuni pescatori di esso che si trovano cosi più prede da insidiare e portare sulla tavola.
Ma questi sanno che tal specie di trota viene venduta dai pescivendoli attorno ai 9 euro al Kg e che le loro madri le comprano per poi sfamare loro stessi?

 Sanno che sul pianeta Terra vi è moltissima gente che muore letteralmente di fame? Questi di sicuro non hanno mai sentito il “profumo della pesca”!!! Credo che essi siano gli stessi che poi vanno alla ricerca del ristorante migliore che cucini pesce di mare; pesce di mare pescato da gente che fa ciò con fatica per procurarsi da vivere e gente che sente il “profumo della pesca” ma pur sempre gente che ammazza del pesce. Vi è differenza fra un pesce di acqua salata e uno di acqua dolce???????
 Ma non è colpa loro.
I pescatori odierni sono molto differenti da quelli delle altre generazioni. Innanzitutto oggi si comincia a pescare subito il pesce medio-grosso dato che quello piccolo cioè alborelle, vaironi,triotti, lasche, gobioni&Co sono scomparsi o quasi;Addirittura pesci che sembravano invadenti come i pesci gatto e i persici sole resistono solo in qualche acqua ferma mentre prima erano ovunque e ben mi ricordo una bilanciata in un fosso dove tirai su oltre 200 dei coloratissimi Lepomis gibbosus che era stato importato dagli USA a fine 1800.
Questo vuol dire che le giovani leve ben difficilmente impareranno a pescare da soli dato che il pesce grosso richiede maggior conoscenza e quindi passare ore senza prendere nulla è stufante anche per un adulto e quindi figurarsi per un bimbo di 8-10 anni. A tal proposito ricordo che proprio l’ anno scorso il presidente di una associazione che gestisce un grosso lago del Nord Italia mi chiese se riuscissi a procurargli qualche quintale di “orologi” per far divertire i bimbi.
I pescatori odierni pescano nei laghetti e nei carpodromi per poi esibirsi in foto con in mano pesci enormi ma allevati come se fossero polli o tacchini. I più fortunati imparano l’ arte della pesca a mosca, lo spinning e vanno in costose riserve. Qualcuno si da al ledgering sfruttando l’ enorme quantità di grossi barbi che vi sono nella nostra penisola dopo l’ arrivo del barbo europeo.
Questi sanno che vi è gente che recupera pesci con molta fatica in canali che stanno per asciugare o che si sobbarcano km in salita per immettere avanotti di trota nei riali di montagna?
Sanno chi vi è gente che mette molto del suo tempo (e ci rimette anche in euro) per gestire incubatoi?

Questi ecologisti della pesca sanno che solo col carburante che consumano per arrivare nel carpodromo o nella riserva, fanno più danni che guadagno all’ ambiente che trattenere un pesce?
Soprattutto sanno che il pesce E’ UN ALIMENTO?



 Non è importante rilasciarlo o trattenerlo ma saperlo e non rompere le pelotas a chi lo trattiene in termini di legge.
Ma questi sentono il “profumo della pesca”?
E’ una polemica questa? No è un invito a pensare e basta.
A pensare...a pensare cosa? Basta vedere uno dei link sotto e pensare

http://nonsoloambiente.it/ambiente/l-inquinamento-ambientale-un-killer-silenzioso/


https://www.ideegreen.it/desertificazione-italia-mondo-cause-conseguenze-76723.html


 http://www.effettoterra.org/deforestazione-amazzonia-del-sud.html