9.08.2015

Problemi della pesca

 
Cormorano?
 
Quali sono i problemi legati alla pesca in acque dolci? La si potrebbe concludere in una parola: “TUTTI” e lo scritto sarebbe bello finito!!! Ma di certo non si potrebbe definire lo scritto un articolo  ed eccomi quindi impegnato a cercare di analizzare i problemi della PESCA in acque interne.

 Non è semplice trovare un punto di inizio anche perchè legislativamente essi sono legati alle leggi di pesca ma anche, e direi di più, ad altre leggi. Ed il problema grande è che le altre leggi sono economicamente molto molto più importanti della pesca sotto il punto di vista economico che assieme al sesso sono le cose che fanno girare il mondo. Uniamo al tutto che per le acque in comunione colla svizzera vi è una  convenzione vedibile al sito http://www.cispp.org/ che per me è un altro modo di aggiungere “cadreghini” ai già tanti esistenti.
Stessa cosa la penso per il Ticino che facendo da divisorio fra Piemonte e Lombardia ha 2 parchi; per quello piemontese han pensato bene di comperare e farne la sede in una antica villa dei Savoia alla frazione Pichetta di Cameri (mio paese natale).



Senz’altro la questione è sviluppabile dal punto di vista ecologico ma mi troverei in un campo troppo vasto, complesso e dove dare risoluzioni ipotetiche comprenderebbe analizzare l’intera vita sociale del pianeta od almeno quella italiana. Certo una maggiore attenzione delle istituzioni verso i nostri corsi d’acqua sarebbe molto auspicabile; Vi sono problemi grossi da risolvere come inquinamenti,
mancanza di scale di monta, prelievi idrici indiscriminati

che possono essere di difficile risoluzione ma altri come la pulizia dei greti dei torrenti da immondizia di ogni genere
compreso i residui di lavori in alveo o recuperi di pesce in canali in stato di asciutta credo siano di facile risoluzione tecnica.
Per questi ultimi non è ben capibile, vista la complessità delle leggi italiche, chi dovrebbe provvedere a farli a loro spese; secondo il mio parere (ma è il mio parere e basta) chi  gestisce derivazioni idriche al momento della posa in asciutta di canali dovrebbe accollarsi le spese di recupero dei pesci che in essi si sono introdotti. In qualche caso ci pensano le associazioni ma perché e dove non esistono associazioni?
Video recupero
https://www.youtube.com/watch?v=iA65yYPwqVI


E se non lo sapete, specie nel nord ovest italiano, lo sfruttamento dell’ acqua per irrigazione muove decine e decine di milioni di euro…..
Video del canale Quintino Sella (una unione di acque del Po, della Dora Baltea e dell’ alto Ticino)
https://www.youtube.com/watch?v=aJ_-oCG7SFU

Negli ultimi anni poi si sta sviluppando una pratica moto cruenta cioè si svasa di colpo una diga in modo da togliere il fango o meglio il limo glaciale (La neve imprigiona il pulviscolo atmosferico rilasciandolo nell’ acqua ferma delle dighe) di colpo invece di attuare quello che la legge richiederebbe. Il risultato è devastante per i successivi km di torrente; 
La multa è cosi ridicola ed inferiore centinaia di volte del costo che il gestore della diga pagherebbe se effettuasse le cose in regola.


Non si può far ricompensare la perdita di esemplari di valore e pregio persi per una asciutta totale con 250 trote di allevamento  come avviene in qualche caso. E questo se tutto và bene..
Abbiamo in Italia una legge nazionale di pesca che dire vetusta è anche poco (1931) che in pratica non esiste in quanto sono poi le leggi regionali a determinare i regolamenti principali. Credo sia facilmente intuibile per tutti che all’ epoca della stesura la circolazione dei pescatori fosse molto molto minore che attualmente e che quindi tali leggi e regolamenti diversi non influissero più di tanto .



Da oramai decenni anche chi pratica la “passionaccia” è solito fare decine se non centinaia di km per esercitarla ed avere centinaia e di disposizioni diverse da sapere, e soprattutto da espletare,  diventa una impresa da studente universitario più che da pescatore. Questo visto le decine e decine di tesserini provinciali da avere per pescare in regola….Se poi ci uniamo i tesserini delle sezioni FIPSAS ovvero della più grande associazione di pesca vi sarebbe da spararsi un colpo.


Certo vedere che una regione come la Lombardia, non più tardi di qualche  anno fa, fa anche Lei una legge regionale quadro dove delega alle province i regolamenti fa cadere le braccia…Mi sono molto stupito che sia stata fatta passare una legge simile senza nessuna opposizione almeno a me nota da parte delle associazioni di pescatori dilettanti!!! Ma questo è l’ andazzo che si stà diffondendo ovunque purtroppo.

La FIPSAS la deve smettere di dichiararsi come la rappresentante dei pescatori e poi lasciar passare senza fiatare cose come questa che innegabilmente ha portato scompiglio ;Abbisogna una aria nuova nella Federazione e che essa riveda completamente i quadri dirigenziali e anche la filosofia della stessa. Le gare ci possono anche stare ma si deve guardare con la stessa intensità anche ai “normali” pescatori a cui i carassi e le trote pollo interessano ben poco…


Ma tornando a livello italiano, c'è bisogno di una legge che uniformi molti regolamenti anche in una maniera più consona alla figura attuale del pescatore che non va più a pesca per mangiare il pesce ma per hobbysmo o passione vera e propria cioè AMORE. Non chiedo certo di istituire il No Kill assoluto ma di alzare le misure minime di alcune specie e di diminuire il numero di capi consentiti delle stesse. E’ irrazionale, ad esempio, che in varie regioni ,nelle acque libere,  si possano trattenere ancora diverse trote e di misura ridicola , lucci ed altre specie “pregiate”  che non si ci accorga della rarefazione del cavedano e di altre specie minori  come il vairone ad esempio che era abbondante una volta
e non le si protegga. Solo il barbo, con l’ arrivo degli esemplari dell’ est europa,  è in costante crescita.
Video
https://www.youtube.com/watch?v=9ty2_Gw82n4



 E’ letteralmente ASSURDO che nello stesso tratto di fiume vi siano 2 regolamenti diversi cioè 1 per ciascuna sponda come ad esempio accade in molte zone del Ticino che fanno da confine fra il Piemonte e la Lombardia.

E’ assolutamente necessario che venga istituito un esame di pesca per avere la licenza o semplicemente l’obbligo a piccoli corsi istruttivi; Magari non difficilissimo, ma è doveroso che chi maneggia un essere vivente sappia almeno riconoscerlo; E la cosa non è ovvia come può sembrare! Ho visto molte volte scambiare carassi per carpe o viceversa oppure classificare Black bass per persici sole o reali ed addirittura un pescatore che ha portato nel mio negozio di pesca 2 grossi cavedani  (più uno medio)per farsi dire che specie era!!!!.
D’altronde con l’arrivo di tante nuove specie alloctone siamo attorno alle 80 qualità diverse di pesci di cui alcune si incrociano fra loro come la carpa e il carassio oppure il gardon ed il pigo. Mi rendo benissimo conto che questo è un discorso che sarà osteggiato da quasi tutte le categorie del mondo della pesca dato che inevitabilmente porterà ad una diminuzione ulteriore dei praticanti ma ritengo sia una cosa che va detta e sostenuta ad alta voce. Molti paesi confinanti non si fanno scrupoli certo ad avere meno pescatori ma egual se non anche maggiori introiti oltre ad una miglior prospettiva per il futuro nel campo. Insomma i “confinanti” sono per la qualità ed in Italia per la quantità con tutti gli annessi e connessi .
Rio a Ferlach pupulante di trote
In lunghi periodi quale rende di più? Qua il discorso si fa anche commerciale parecchio e non ho assolutamente voglia di tirarmi addosso le ire di gente ben più danarosa di me e quindi concludo questa considerazione. Sarebbe ora che si istituisca nelle scuole elementari e medie delle ore dedicate all’ istruzione ambientale perché è anche frutto della popolazione se si vedono acque e le loro rive colme di ogni “schifezza”. Questa sarebbe una ragione seria per cui dovrebbero battersi gli ambientalisti & soci invece di contrastare l’abbattimento degli uccelli ittiofagi alloctoni.

Vi è da aggiungere ancora che è deleterio che esitano club prettamente a vocazione tecnica come per lo Spinning, La pesca a mosca ed il Carp fishing.
E’ solo una perdita di potere della pesca verso le amministrazioni. E’ auspicabile una loro unione o una loro collaborazione per tutti i grossi problemi comuni quantomeno. Ma dalla stesura primaria dello scritto ad adesso la cosa è avvenuta ma è durata poco… Dopo ma dopo che si saranno risolti questi si potrà anche discutere/litigare ma non prima…Cosa che invece pare sia già stata fatta!!  Non si può litigare se è meglio lo spinning o la pesca a mosca dove i prelievi idrici hanno asciugato un tratto di fiume. Tanto la manco con le bombe nessuno prenderà nulla…

Abbiamo in Italia 5 club di questi di cui uno innominabile per la pesca e la difesa del siluro…..
Non si fan scrupoli nel loro sito ad indicare come si innesca un pesce vivo per prendere un siluro ma poi fanno can can contro le leggi che prevedono la loro NON reimissione ben spalleggiati da celebri testimonial di ditte per la pesca “pesante”.
Han messo in circolazione in passato foto incredibili di interni di camion frigo di bracconieri ungheresi  (secondo loro) con quintali di pesci macellati di tutte le specie. Che delinquenti dell' est lascino incustoditi camion frigo con dentro migliaia di euro di merce mi sembra alquanto incredibile!!!! Io ho un pensiero, un pensiero "cattivo" che porta a pensare che qualcuno (non tutti) del GSI avrebbe voluto prendere 3 piccioni con una fava....
Dicono che non vi sono i centri di smaltimento e io dico (conscio di dare un consiglio fuorilegge pure io) che i centri di smaltimento sono le stesse acque dato che se un pesce muore per i fatti suoi dove lo fà se non in acqua? Quindi una bella forbice in testa e via andare....Ed inoltre se non si vuole infrangere nessuna legge NON SI VANNO A PESCARE I SILURI GROSSIIIIIIIIII dato che per prendere pesci di GRANDE stazza devi andarci con una attrezzatura idonea solo per quel pesce (E' una frase dettami da Forneris ittiologo Gilberto)!!!


Il CFI è oramai decenni che esiste e in parvenza appare molto più ecologista ma ha ottenuto solo qualche misera concezione alla pesca notturna e solo per loro con anche qualche regolamento provinciale sul carpfishing...Il problema è che carpfishing vuole dire "pesca alla carpa" e quindi quale o quali  cose determinano chi fa carpfishing a chi pesca e magari involontariamente una carpa coi vermi?


Lo SCI (Spinning Club Italia) ha attualmente al suo interno qualche volenteroso personaggi, qualcosina combina ma il tutto è risibile anche se bisogna plaudire alla volontà dell’ attuale presidente nazionale e buona parte delle sezioni. E' contro il siluro ma ad una conferenza di pochi anni fà a Novara sull' "Etica della Pesca" il presidente dello SC Novara ha lasciato sedere al tavolo dei conferenzieri uno del GSI.....Ma poi è intervenuto il CAVEDANO ovvero io me io!!!!.


L’ UNPeM cioè i pescatori sono gli unici che avevano  capito da molto tempo  che bisogna combattere all’ interno delle consulte, hanno influenza in quanto il reddito medio dei loro soci è elevato e la cultura di base al di sopra della media dei pescatori.
Restano troppo vincolati al No Kill e annessi e tirano sempre l' acqua al loro mulino facendo istituire tratti solo pesca a mosca. Ciò vuol dire che nel T. Cervo(BI), pescabile colla sola governativa, loro hanno circa 3 km in più di torrente pagando la stessa cifra degli altri. E questo è solo un esempio.

LBFI cioè i ledgerman il cui primo consiglio direttivo è nato con una prima elezione assurda fatta via email indirizzata al fondatore del club (come se quando si vota il presidente del seggio fosse un candidato……….), hanno trovato un nuovo presidente volenteroso ma per il resto è meglio stendere un velo pietoso.

Resta il fatto che fra tutti non superano manco le 5000 unità e nelle riviste e via Web sembra che siano loro i portatori del nuovo verbo (ed ognuno il suo ovviamente) ed andare nei loro forum e dire il contrario di quello che pensano si viene cacciati. Delle sette segrete verrebbe da pensare…Per fortuna ci ha pensato Facebook a rendere i forum a dimensioni ridicole.

Nelle consulta di pesca poi vi sono delle figure di cui non si capisce lo scopo e cito quelli della legge piemontese: Cosa ci fa:
-un rappresentante designato dall'Associazione piscicoltori italiani? Pensino a produrre i pesci e basta.


-tre rappresentanti dei comuni piemontesi. Cosa c’entrano i comuni colla pesca?
-un rappresentante delle comunità montane. Idem come sopra

E quelli delle associazioni di pesca siam proprio sicuri che agiscano per il bene dell’ intera comunità piscatoria piemontese o tirino solo acqua al loro mulino? Cioè le assoc. Di zone montane tirino per favorire le trote e quelle di zone di pianura per carpe ecc ecc. Siam sicuri che adesso hanno i requisiti necessari per farne parte o i dati sono ancora quelli del 1900 e “ciunciubia”?

E che dire di personaggi dirigenti di piccole, medie, grandi associazioni , che sanno e permettono a figli e amici e amici degli amici di traslocare pesci vivi da un bacino ad un altro oppure di andare a prendere i piccoli e medi pesci esca da usare per la pesca al siluro (che poi rilasciano anche se la legge non lo permette) e per fare il Morto Manovrato?

http://pescambiente.blogspot.it/2012/04/morto-manovrato.html


Ma il VERO problema sono i pescatori stessi che se ne sbattono i cocones; Non si interessano di nulla oltre la mera tecnica e quando vi sono assemblee di club ed associazioni è già tanto che vi sia il 10% degli iscritti. Gente che si lamenta di 50 euro di licenza e poi n spende il triplo per un mulinello e 4 volte per il nuovo modello della canna x della dittaY. Li incontri a pesca e si lamentano sempre di cosa fanno i dirigenti dell' associazione gestionaledi cui sono soci  ma di rimboccarsi le maniche loro manco a parlarne...Uno di questi sei tu caro lettore?





9.02.2015

Parco Ittico

Parco Ittico Paradiso

Articolo dedicato ai gestori del Parco Ittico Paradiso ma anche alla LIPU, agli animalisti e a tutti coloro che si dimenticano che vi sono esseri viventi anche in acqua e non solo in terra e nel cielo.
Molti anni fà seppi che nei dintorni di Lodi ed esattamente a Zelo Buon Persico vi era un parco speciale cioè Un parco ittico!!
Non ci pensai 2 volte e nel fine settimana successivo assieme alla moglie e alla famiglia ci sorbimmo i 130 Km circa fra la mia residenza e Zelo Buon Persico.


La visita mi fece naturalmente venir voglia di pescare ma DIVIETO DI PESCA nel Parco ittico; a bellezza del luogo, che descriverò in futuro, mi indusse a scrivere un articolo per una delle 2 riviste di pesca di cui ero collaboratore cioè la storica PESCARE e Il Pescatore di acqua dolce entrambe di proprietà dell' Editoriale Olimpia fallito nel 2009.
Non certo per colpa mia  visto che un subdolo personaggio che lavorava per l' Editoriale ma aveva interessi anche online pensò di denigrarmi bene presso la direzione dato che criticavo nei vari forum  chi intralazzava subdolamente o diceva cose inesatte   in internet nel mondo della pesca incluso lui. E quindi ad agosto 2008 fui escluso dai collaboratori anche se ero uno con più articoli con anche 50-60 pagine ingombro (testo+foto (dimensioni delle foto a discrezione del capo redattore)) e persi quei 2500 euri medi che mi permettevano di non incidere nelle spese famigliari per il mio Hobby cioè la pesca ovviamente.
Non mi pento affatto visto che per me nella pesca viene  prima la verità ai soldi. E di verità in quel mondo ne sapevo,  visto che le spie vi erano nei vari club ed associazioni di pesca che nelle discussioni non intervenivano (per non litigare all' interno) ma poi mi mandavano messaggi privati...... E mi vanto di essere l’ unico che cerca di trattare la pesca a 360° con itinerari, tecniche, ambiente, associazionismo, leggi e quanto altro mi è possibile.


Ma tornando indietro a metà anno 2015 ci sono tornato con i miei migliori amici di Vimodrone(MI) e la loro figlia minore  ed eccomi qui' a dirvi ed ad illustravi il Parco Ittico Paradiso.


Detto loco è un’oasi naturale di 13 ettari circa cioè 130.000 mq, dentro  un bosco di  6000 piante più o meno . I canali che derivano da acqua sorgiva ospitano oltre  20 specie di pesci d’acqua dolce, dal piccolo pesce rosso alle bellissime carpe koi




, ai grandi siluri e storioni .La famiglia Acipenseridae comprende 28 specie di pesci anadromi e d'acqua dolce comunemente conosciuti come storioni, appartenenti all'ordine Acipenseriformes. Gli autoctoni sono Storione (Acipenser Sturio) Storione cobice (Acipenser Naccarii) Storione ladano (Huso Huso) Qualche specie tipo il luccio  è difficile da vedere in quanto tende a stare nascosta sotto erbe o tronchi  in acqua ;
Lucci-Foto di repertorio


Altre sono facilmente vedibili come le carpe, le trote e i cavedani che sono ovunque. Alcune solo autoctone cioè italiane mentre altre sono alloctone cioè di altri paesi e altre considerate acclimatate essendo alloctone ma in Italia da molto tempo.

Cavedani-foto di repertorio

Fra queste ultime citiamo la carpa o le varie forme di carpe originali cioè quella a specchi , quella cuoio e  derivante dall' Asia fin dai tempi dei romani ed alcuni dicono che anche la tinca sia come la carpa mentre altri ittiologici sono del parere che le tinche sono autoctone pure.
Tinca-foto di repertorio
Le carpe Koi cioè quelle dalle molteplici colorazioni hanno una storia particolare che può essere paragonata ai pesci rossi.
I carassi sono parenti delle carpe e si ibridano con loro dando origine a ibridi con 2 baffi (le carpe ne hanno 4 mentre i carassi nessuno). Quello che però importa è che qualche carassio ha sempre avuto del colore rosso, specie sulle pinne, e i cinesi già migliaia di anni facevano incrociare individui con quella colorazione arrivando ad avere i pesce rosso. Per carpe Koy si è seguito lo stesso procedimento arrivando ad esemplari da decine di colorazioni nello stesso individuo. Succede la stessa cosa per quei pesci dalle pinne anomali o dagli occhi enormi che vedete nei normali acquari cioè fanno incrociare individui collo stesso "difetto" fisico.
Altri e esemplari che si possono definire acclimatati dato che è oltre un secolo che sono ospiti delle acque italiane sono i pesci gatto, I persici trota (Black Bass il loro nome in USA).
Black Bass-foto di repertorio


Assolutamente autoctoni sono il Cavedano, il Luccio, Le trote fario, le Anguille, delle specie di storioni e salmerini se della specie Alpinus, il barbo e il persico reale dalla stupenda livrea e aggiungo io dalla bontà in tavola superlativa.


Alloctoni tutti gli altri fra cui il Siluro che è una specie da eradicare stante tutte le leggi italiane, Questo pesce originario dai paesi dell' Est è molto simile ad un  enorme pesce gatto per intenderci e sono stati catturati esemplari lunghi quasi 250 cm cioè 120-130 kg di peso nel medio basso Po e nei laghi di Mantova  ed ha invaso buona parte delle acque della pianura padana, del Tevere e dell' Arno basso.
Foto di repertorio
Non è il solo pesce con divieto di reimmissione dopo la cattura ma esso ha creato un  grosso impatto ambientale se pensiamo che è un predatore e prima della sua comparsa il predatore che raggiungeva il maggior peso nella nostra penisola era il luccio con rari esemplari fino a  20 Kg e rarissimi (e non certificati) oltre tale peso.
Luccio-foto di repertorio


Le trote italiche sono le fario e le marmorate; le iridee sono trote USA che non si riproducono nelle nostre acque e sono quelle che normalmente troviamo nelle pescherie;
Trota iridea-foto di repertorio
Vengono inseminate artificialmente; Il loro pregio è avere una buona carne ma sopratutto risultano le più economiche da vendere od immettere nelle acque.
Grossa iridea-foto di repertorio
Le trote salmonate non sono che iridee a cui danno un mangime contenente una sostanza che vi è nei gamberetti (che mangiano in natura); La stessa cosa è fatta negli zoo per i fenicotteri rosa altrimenti perderebbero la colorazione delle piume.  Le trote giapponesi credo (credo) siano derivate anche esse da manipolazione degli asiatici.


Alloctoni abbastanza recenti cioè arrivati da qualche decina di anni sono gli Amur detti carpe erbivore, i persici spigola o Striped Bass, alcune specie di storioni, salmerini Fontanilis e altre specie non presenti nel parco.


Vi sono anche degli acquari ma il punto più qualificante dell' intero complesso sono gli osservatori sotterranei cioè si scende sotto il livello dell' acqua , attraverso un vetro, si vede quello che succede nei canali....come essere davanti ad un grosso acquario.


Il parcheggio non è vicinissimo e per chi non vuole percorrere almeno 1/1.5 Km a piedi  vi è un trenino navetta che fa da spola fino all' ingresso e ritorno  dove assieme al biglietto vi danno anche la cartina.
Il biglietto d'ingresso al Parco nel 2015 costa:

10,00 € INTERO per adulti
8,00 € RIDOTTO per bambini da 3 a 13 anni
8,00 € COMITIVA (gruppi di minimo 15 persone) nei giorni FESTIVI
7,00 € COMITIVA (gruppi di minimo 15 persone) nei giorni FERIALI
7,00 € COMITIVA (scuole, oratori e centri estivi) tutti i giorni
7,00 € bambini sotto i 3 anni facente parte di scolaresche
6,00 € oratori delle diocesi lombarde (con tessera)
GRATIS per insegnanti e diversamente abili.
Residenti a Zelo Buon Persico in possesso di documento d'identità,
biglietto intero 5,00 € e ridotto 4,00 €.
Ma vi sono anche convenzioni con enti ed associazioni.
Subito dopo vi è il bar che offre servizio di tavola fredda durante la settimana e di tavola calda nel fine settimana e festivi. Vi è anche la possibilità di prenotazione per comitive a prezzi fissi.


Vi sono i campi giochi ed esattamente il Ponte Tibetano, i passaggi sospesi, gli scivoli e le altalene.



Vi è la voliera per Fenicotteri,
il bosco dei conigli, la fattoria  e tante altre cose per passare una giornata in pieno relax e far conoscere ai propri bimbi (ed anche a Voi stessi) parte della vita acquatica esistente in Italia e altro.


Non mi prolungo di più date che state leggendo dal vostro PC e quindi per sapere altro basta che andate al link: http://www.parcoittico.it/ e potrete trovare tutte le offerte del momento (magari leggete questo articolo nel 2016). 

Parco Ittico Paradiso offre dei prezzi agevolati per gruppi e scolaresche in collaborazione con compagnie di autotrasporti private che servono la Lombardia.

 Vi do solo dei video

https://www.youtube.com/watch?v=E0dhJkxZFiI


---https://www.youtube.com/watch?v=kaH_QASwV30



----https://www.youtube.com/watch?v=XzcK6N-z2OI

e gli estremi



Parco Ittico Paradiso
Via Dosso
frazione Villa Pompeiana
26839 - Zelo Buon Persico (LO)
Tel e Fax 02 9065714
email:info@parcoittico.it



Carpe,trote,storioni,lucci,BB & C. nel principato di Masserano

  Situato in una zona collinare, a quindici chilometri da  Biella . Il  principato di Masserano , unito al  marchesato  di  Crevacuore...