2.13.2016

Uno sparo sul fiume: PaM!!!!

La pesca a mosca di Gianni Tacchini
In borghese e col maglia UNPeM


Conosco Gianni dalla notte dei  tempi risiedendo ambedue nel novarese e soci della storica APD Novara ed avendo essa in gestione il Naviglio Sforzesco (Acque derivanti dal Ticino in quel di Galliate) la gestione della parte iniziale cioè circa  3    Km è stata data a Lui che lo ha gestito dal   2000     al   2007 . ….Preciso che in realtà ho iniziato la gestione dello Sforzesco sin dalla sua nascita (1989- data che ricordo bene perché corrisponde anche con la nascita del mio secondo figlio). Inizialmente come semplice appassionato moschista, poi nel tempo divenni Consigliere e Vicepresidente e Guardiapesca Volontaria dell’A.P.D. NOVARA. Gestivo lo Sforzesco in nome dell’A.P.D. Poi alcune cose cambiarono, io lasciai la Vicepresidenza dell’A.P.D. e lo Sforzesco necessitava di una ventata di novità, così nel 2000  ottenni la gestione diretta,  con la collaborazione del Club che creai nel 1996, il CPS NOVARA. Creammo anche il sito http://www.navigliosforzesco.it/  dal quale è ancora possibile attingere informazioni aggiornate

 Gianni è nato il   13 Maggio 1958 a   Novara e risiede a  Novara                   



-La Pam (Pesca a Mosca) è stato il tuo inizio piscatorio o hai fatto e magari fai altre tecniche ? Insomma la tua evoluzione di pescatore come si è svolta?
 Ho iniziato a 12 anni, nel 1970.  Abitavo a Veveri, dove scorrono il Terdoppio, il Canalino di Veveri, il Q. Sella, il Cavour. Allora, con la mia bicicletta ed una canna fissa di 4 m. in bamboo andavo a pescare alborelle e vaironi sul Terdoppio e sulla Roggia Mora. Sporadicamente attaccavo pesci di taglia che regolarmente perdevo perché mi spaccavano tutto. A 15 anni la mia prima bolognese, cavedani, barbi, carpe, tinche. Poi la passione per lo spinning, lucci e trote erano le mie prede “quotidiane”. Nel 1978 appresi che a Novara organizzavano un  Corso di Pesca a mosca, e da allora…… è diventata una droga. Ho mantenuto l’attrezzatura da spinning..  ma non la uso quasi più. Massimo un’uscita all’anno, tutte le altre solo con mosca artificiale. Considera che mediamente faccio circa 100 uscite all’anno

Spinning in una roggia novarese

-Mi pare che sei o comunque sei stato responsabile regionale del Piemonte dell’ UNPeM (Unione Pescatori a Mosca. Link internet: http://www.unpem.net/). Dicci qualcosa…  
  Si, nel 1996, dopo vari anni di esperienza nei club di pesca a mosca novaresi, fondai il Club Pescatori Sportivi Novara, del quale ne sono presidente. Subito lo affiliai  all’Unione Nazionale Pescatori a mosca, la quale, in quel periodo, non aveva clubs in Piemonte dopo le dimissioni del vulcanico Caramori, presidente del C.I.P.M. TORINO- Mi chiesero se volevo ricostituire il Coordinamento Regionale Piemontese e mi diedi da fare. Contattai amici di Torino, Vercelli, Biella, Verbania i quali subito aderirono e contattarono a loro volta altri amici di Cuneo, Asti, Alessandria. Dopo pochissimi mesi avevo almeno una sezione in tutto il Piemonte. Grazie a questa organizzazione, ottenni il Riconoscimento dalla Regione Piemonte, cosa indispensabile per poter partecipare ai Comitati Pesca Regionale e Provinciali


--La PaM da che paese arriva? Un tempo era senz’altro una tecnica elitaria che praticava la gente cogli “sghei”
 La pesca a mosca con la coda di topo, com’è noto, ha le sue origini nel Regno Unito. Un tempo era effettivamente “elitaria” poiché vi erano pochissimi pescatori e l’attrezzatura, tutta, era molto cara rispetto alle tecniche di pesca tradizionali. Oggi non è più così, i prezzi sono diminuiti tantissimo. Normalmente in negozio l’attrezzatura base la puoi acquistare con 100  euro, poi possono capitare occasioni, come un paio di anni fa, quando un supermercato propose un set, valido, da pesca a mosca (canna, mulinello, coda di topo, finali e alcune mosche) a soli 35 euro.


_ Quale è la filosofia di base della PaM?
 Rispettare la natura, andare a pescare in ambienti puliti, insidiare pesci con la tecnica che è universalmente riconosciuta come la più sportiva ed avere la possibilità di poterli liberare senza danno. Con questo non voglio togliere nulla alla bellezza delle altre tecniche, dalle quali provengo,  ma assolutamente la mosca ha quel qualcosa in più che la rende unica.


-Un tema  a me caro sono proprio le consulte….tu che ne hai fatto parte dicci qualcosa di esse.
 Le Consulte pesca, pur essendo consultive e non decisionali, sono l’organo dal quale partone importanti decisioni nella gestione piscatoria delle acque pubbliche. Qui vengono proposte misure minime, divieti provvisori di pesca, divieti alle singole specie etc. Sono importantissime e per questo è necessario che chi vi partecipa sia un profondo conoscitore della legislazione vigente e degli ecosistemi, oltre ad essere propositivo nelle iniziative. Certo alcune volte capita di scontrarsi tra pescatori su tematiche particolari (campi gara, classificazioni delle acque, divieti….) ma è abbastanza normale che sia così con una etereogenità di componenti rappresentanti ognuno particolari esigenze. Comunque la partecipazione a questi organi è sicuramente una cosa interessante e che arricchisce il proprio bagaglio culturale.
Ad una manifestazione mentre registra i partecipanti



-Passando alla tecnica dici ai profani quale è l’ attrezzatura base che caratteristica tale tecnica ed insomma cosa deve avere un novizio?
L’attrezzatura base che consiglio consiste in una canna ad azione americana di m. 2,40 – 2,70 che porta una coda 5/6. Un mulinello proporzionato ed una coda di topo del n. 5. Qualche finale, qualche mosca, un paio di stivali a coscia ma soprattutto molta voglia di pescare. Inizialmente sarà dura quindi consiglio la compagnia di amici esperti. Mai arrendersi alle sconfitte e i risultati arriveranno


-Mi pare che le esche (generalmente mosche od effimere) siano motivo di orgoglio se auto costruite sul fiume imitando quelle vere che in quel momento ci sono). Giusto? Cosa serve per auto costruire mosche?
Giusto, ma costruire sul fiume è impegnativo, salvo che, come successo in Finlandia, uno interrompa la pesca, rientri al lodge, si costruisca qualche mosca e poi ritorni sul fiume. Diversamente meglio costruirsele a casa. Pescare con mosche che ti sei costruito è una soddisfazione immensa. Mi ricordo nel 1978, terminato il corso di pesca a mosca, con il gruppo andammo sul Ticino a Fare l’apertura alla trota. Uno dei miei tutor ebbe una “incidente” e ruppe la canna. Pescammo in due con la mia attrezzatura. Io non presi nulla, lui catturò qualche bella trota da ripopolamento. Ero comunque felice ed orgoglioso perché  utilizzava le mosche che avevo costruito io. Costruire una mosca è semplice ed economico. Basta un morsetto, alcune rocchetti di filo di seta di vario colore, un buon collo di gallo, del cdc, piume di fagiano e di pavone. Già con questi pochi materiali si possono costruire molti modelli di mosche, in base alle varie stagioni dell’anno, con un grosso risparmio economico. Considera che in negozio una mosca costa € 1,30 – 2,00  e qualcuna anche di più, se te la costruisci pochi centesimi


-Ci spieghi sommariamente come avviene la pesca?
 Arrivi sul fiume, guardi sull’acqua se ci sono “bollate”, e se nell’aria volano insetti, cerchi nella scatola delle imitazioni quella che più rassomigli e gradualmente inizi a esplorare tutti gli angoli promettenti (sottoriva, sotto le frasche, rimolli, etc. ) Quando pesco a secca vado a risalire, se pesco a sommersa vado a scendere

-Quali sono i pesci maggiormente insidiabili colla PaM?
 Tradizionalmente trote, temoli, cavedani, scardole, vaironi, lasche, alborelle, barbi. Facendo tecniche specifiche come lo streamer puoi catturare anche lucci, aspi, siluri, lucciperca, black bass, persici reali. Oppure con altre tecniche puoi catturare carpe, amur. Insomma, posso dirti che a mosca non ho mai catturato una tinca, un’anguilla, uno storione.




-Io , da profano, credo che la pesca a mosca vera sia quella a “mosca secca”! Per il resto cogli streamer è quasi spinning. E poi cosa è la pesca con attrezzatura a mosca con imitazioni di mais come esempio? Tu che ne dici?

La pesca a mosca è bella in tutta la sua complessità. Anch’io preferisco la pesca a secca, ma anche la ninfa è bella e difficile, lo streamer ti dà catture da sogno, le imitazioni di mais ti permettono di insidiare carpe …. Che dire, è tutta bella la pesca a mosca.



-Vi sono scuole di PaM?
 Negli ultimi anni sono nate diverse Scuole di pesca a mosca, tutte dirette da istruttori appassionati e  qualificati. Personalmente consiglio la Scuola ad un pescatore già esperto che voglia migliorare la tecnica di lancio, diversamente, per chi si avvicina alla mosca per la prima volta, consiglierei i corsi di pesca organizzati dai clubs, con persone che ti seguono tutto l’anno, che incontrari settimanalmente nelle serate di ritrovo e con le quali parlare della pesca, esprimere i propri dubbi e organizzare uscite di pesca in compagnia

-In che tipologia di acque è praticabile con più costrutto?
Senz’altro le acque veloci quali i torrenti, ove la trota ha pochissimo tempo per scegliere se abboccare o no. Più rallenta la corrente più aumentano le difficoltà, ma anche questo è divertente

-Nella nostra terra ci dici qualche spot buono?
 Che dirti? Terdoppio, Agogna tutto l’anno, canalino nel periodo estivo, Cavour e Q. Sella durante le asciutte. Poi c’è la Mora, la Busca, lo Sforzesco, il Sesia.. L’importante è andare a pesca ed avere la certezza di fare  risultato. Se un posto non ti convince… meglio cambiare che pescare male


Roggia Mora a Ghemme


-E’ vero che esistono sia in Italia sia all’ estero riserve esclusivamente  a PaM con prezzi  sbalorditivi? Ce ne dici qualcuno ?
 Sì, sia in Italia che all’estero esistono posti da 100 euro al giorno. In alcuni casi sono giustificati dalla qualità del pesce, in altri, per me, no. Ho speso e spenderò volentieri 100 euro al giorno per una pescata di temoli sull’UNEC, o 250 per una pescata di temoli sull’ Obrn, non li spenderei per una Zona Trofeo imbottita di iridee da 4/5 kg . Ma questa è una mia scelta. Se certe riserve esistono, vuol dire altri la pensano diversamente da me

-Tu all’ estero dove ti sei recato?
 Ho pescato in Svizzera, Slovenia, Croazia, Austria, Scozia, Finlandia, Canada. In Slovenia ed in Austria esistono fiumi interi dedicati alla sola pesca a mosca….. in Italia quando ottieni 2/3 km. riservati alla sola PaM sembra che ti abbiano concesso tutto il loro sangue e quelle dei loro familiari più cari. Non si riesce a far capire che spesso queste zone sono un polmone per il torrente, e ne beneficeranno soprattutto i fruitori dei tratti liberi grazie al naturale ripopolamento che si formerà.


Ringrazio Gianni per la cortesia e la pazienza e saluto tutti i lettori


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2.12.2016

Pescare il cavedano nei laghi



 In primis bisogna accertarsi che i cavedani ci siano e non è scontato dato che nel lago Maggiore si sono molto rarefatti. Se non si vede il fondo un trucchetto (in assenza di anatre) lanciar qualche pezzo di pane e vedere se vengono a galla a mangiarlo. Nei lungo laghi con presenza di molte persone il ciprinide è abituato agli umani e mangia quasi tutto di quello che gli buttano come ad esempio i pezzi di cono di gelato. Il loro avversario sono le anatre ed andate al link
https://www.youtube.com/watch?v=zoY95yltG3s



per vedere la cosa girata dalla terrazza dell' Hotel 2 Palme di Mergozzo.
Lungolago di Mergozzo ideale per lo spinning
Fra l' altro il proprietario dell' Hotel è un mio caro amico essendo anche il presidente dei pescatori locali che incubano miioni di uova di coregone e un 15.000 circa uova di trota. Si mangia divinamente piatti come coregone o salmerino in leggero bagnetto o il risotto giallo con filetti di pesce persico. prezzi leggermente superiori alla media ma qualità del servizio e bontà sono ottimi e comunque si può mangiare anche una buonissima pizza.

Filmini intervista al presidente del Pescatori all' interno dell' incubatoio ai link
https://www.youtube.com/watch?v=K1gh3ixpO9w

https://www.youtube.com/watch?v=Gf3wXzA1HM0





 
Tornando al nostro ciprinide la pesca ad esso è praticabile con tutte le tecniche anche se più praticate sono quelle a galleggiante e a spinning.

A galleggiante a seconda della distanza in cui intendiamo pescare possiamo usare qualsiasi tipo di canna. Usando l' esca più usata cioè il bigattino si può agganciarlo anche in calata con una lunga serie di piombini piccoli; E' una pesca per esperti questa. Per la pasturazione in questo caso useremo bigattini sfiondati. Se lo peschiamo sul fondo la montatura può essere più raccolta ed è meglio pasturare con palle di pastura bianca ben pressate che si sciolgano sul fondo lasciando una leggerissima scia nel suo calare. Qualche bigattino nella pastura ma senza esagerare. Il galleggiante deve essere affusolato il più possibile e il finale fatto con fili fini in entrambi i casi ma specialmente nel caso N 1. In caso di fondali marcati le tecniche da usarsi sono solo la bolognese o la pesca all' inglese con lo stopper (detto "chicco di riso") a fermare la corsa del "tappo". Importante se si pesca sul fondo sondarlo bene. Come amo un N 20/22 con un solo bigattino appena appena appuntato.

 

Per lo spinning si usa sopratutto,ma non solo, i minnows ed in special modo i cosidetti"filibusteri" e "tramvieri";
Anche affondanti o Shad Rap quando si desidera provare la loro cattura verso il fondo. Se il cavedano, secondo Voi, è distante da riva è utile fare lunghi lanci usando fili fini per lo spinning è cioè 0.14/0.16 con il filo ben imbobinato cioè che arrivi a circa 2 mm dal bordo del mulinello.

Si può benissimo pescarlo a ledgering e specialmente col Method oppure con lenza classica da fondo.

Quando si accerti che il ciprinide stà a distanza di sfiondata con pochi ma frequenti lanci la pesca con amettiera con ami del N 20 è micidiale usando piombi un pò pesanti. Il ciprinide in frenesia alimentare dà un colpo talmente secco da far alzare il piombo che ricadendo lo allama automaticamente.

Le esche alternative al bigattino sono tutte quelle che mangia di solito il nostro amato ciprinide cioè frutta dolce, bacche come sambuco o more, ciliegie amarene ,pane, pezzi di formaggio o carne in scatola tipo "straniero" cioè abbastanza consistenti da stare bene sull' amo e ecc ecc.
Se si è residenti vicino al lago una pasturazione preventiva di qualche giorno (senza farsi vedere....) darà sicuramente un buon risultato e di lunga maggiore dell' usare i bigattini o gli artificiali. In tutti i casi, meno che nello, spinning la pasturazione è essenziale che sia precisa.
Da tenere in conto che per le acque in comunione con la Svizzera cioè il lago Maggiore e il Lugano vige la convenzion italoelvetica (http://www.cispp.org/) che vieta di usare il cagnotto, gianin o come siete abituati a chiamare il bigattino che è poi la larva di mosca carnaria.




 

 

2.10.2016

Pescare col cervello

Pescare col cervello vuol dire molte cose. La prima considerazione è basata sulle licenze che sono in crollo verticale dato che in molti posti il pesce manca per cause varie e in altri se ve ne è ancora le nuove leve sono poche e sui corsi di acqua e laghi i volti delle persone sono segnati dall' età.
Però qualcosa si può fare o meglio lo possono fare i club di pesca con corsi visto che a me risulta che solo la PaM (pescatori a mosca) li fà. Ma in primis sono i negozianti e i proprietari di laghetti ma sopratutto le ditte che dovrebbero intervenire. Cosa costerebbe alla ditta Gobioni investire qualche centinaio di euro e organizzare prima un corso teorico e poi pratico per giovani leve in collaborazione coi negozianti novaresi e col Fishing Tour Novara (www.apd.no.it) in uno dei No Kill dove di pesce "bianco" ve n è ancora.....Manda giù un paio di suoi testimonial che illustrano la pesca col galleggiante e quella a ledgering, immette 100 kg di carpette e gli "insegnanti" illustrano anche una corretta slamatura e tutto ciò che rienta nel cattura e rilascia in modo da soddisfare tutt le ideologie. Idem lo può fare la ditta Trotoni al lago Ciapanò....
Se non lo sapete Sampei è stato fatto della Shimano!! Certo ne hanno tratto vantaggio anche le altre ditte ma lei essendo la più nota.....



Le amministrazioni pubbliche non hanno soldi e quindi tagli alle immissioni e guardie dipendenti rare e volontari pochi perchè le associazioni che dovrebbero garantire almeno un rimborso spese per l' auto non hanno manco i soldi per questo. Non gli si può manco dar torto ma potrebbero curare attraverso vari pescatori esperti una rubrica sulla pesca nei giornali locali facendo leva che un giovane che pesca difficilmente entrarà in giri "strani" e lo si fà agire la quasi totalità delle volte in mezzo alla natura.

Le leggi di pesca andrebbero adeguate alla pesca moderna con una legge italiana (ferma al 1931) che è una legge quadro e rimanda alle regioni che a loro volta rimandano alle provincie. Non sarebbe meglio farne una seria a livello nazionale demandando poco alle regioni e pochissimo alle provincie in modo da non avere 3000 regolamenti? Non vi saranno soldi ma vi sono casi evidenti di mancanza di scale di monta, di inquinamenti,mancanza di rispetto del minimo dflusso vitale ed altre cose dove si potrebbe intervenire con pene dure e magari anche che portino al carcere.

In Italia credo che la pesca appassiona in qualche modo solo dopo il calcio Un programma serio visibile a tutti sulla pesca avrebbe un bel seguito. Vi è già Sky Caccia e Pesca....lasuma perd!!!!

Pescare col cervello vuole dire informarsi delle misure minime, dei regolamenti vari e sopratutto che pesci ci sono in circolazione; Sarebbero dei corsi che dovrebbe fare ogni provincia ma comunque libri di pesca ve ne sono parecchi e se si vuole non si corre il rischio di scambiare una carpa un pò magra per un cavedano o un gobione per un barbo come ho visto di persona fare.

Pescare con cervello è accertarsi delle condizioni di alcune stradine a piedi prima di entrarci con l auto dopo periodi di pioggia per non rimanere impantanati in luoghi dove non arriva manco il carro attrezzi e quindi dover andare nella più vicina cascina a farsi tirar fuori col trattore.

Pescare col cervello vuol dire avvertire l' ARPA dove si notino casi di inquinamenti costanti e avvertire i carabinieri in caso di avvistamento di grosse azioni di bracconaggio.

Pescare col cervello è lasciare sempre detto alla famiglia dove si và a pesca, usare abbigliamento idoneo, guardare se sopra di Noi non vi siano linee dell' alta tensione, non avventurarsi in acqua dove vi siano pietre scivolose senza adeguati stivali con suole antiscivolo. ecc ecc

Pescare col cervello potrebbe anche voler dire fare qualche uscita in meno mettendo da parte un gruzzolo con cui andare poi a fare qualche giorno di pesca magari all' estero.

Ricordando che ogni articolo è commentabile lascio a Voi lettori suggerire qualcosa di altro. Grazie

2.03.2016

Pescare coll' amettiera con ami piccoli

Attenti a non superare i 5 ami che la guardiapesca vi controlla!!!


Come qualcuno avrà intuito io non guardo alla forma ma all’ essenziale. E l’ essenziale nella pesca è allamare i pesci!!!! Quindi dall’ anno scorso mi sono ricordato di belle pescate con l’ amettieria con amo N 20 e sono riuscito a procurarmene qualcuna dal mio negoziante in Gaglianico(BI) Via Montegrappa N 9 per poi trovare una partita di 20 pezzi di amettiere vecchio stampo ( colla bustina verde) che ho comprato in blocco a Novara da Davide Verri Corso della Vittoria 53 Novara.

L’ amettiera con ami piccoli è il massimo nei rigiri ma funziona bene anche nei laghi e acque correnti ma non troppo veloci. L’ essenziale è fare arrivare i bigattini in pastura nei dintorni della montatura formata da una canna di 4/4.5 metri anche non di marca (si può usare canne da ledgering) , Mulinello N 2500 con filo dello 0.20/022 dato che la trave dell’ amettiera sembra (sembra….dato che non segnato sulle bustine) di uno 0.18 o 0.16 e i braccioli con filo leggermente minore.
  Un moschettone con girella alla fine del filo per agganciare e un altro alla fine per fissare il piombo che dovrà essere di un certo peso sia per stare fermo in acqua sia per fare in modo che i pesci, specialmente, i cavedani spinti da frenesia alimentare piombino su un bigattino con violenza, facciano muovere il piombo che ritornando li allami automaticamente.

E’ possibile anche agganciare anche altri pesci diversi dai barbi e cavedani anche se il maggior contribuente a questo tipo di pesca resta il “capsal”. L’ anno scorso ho preso un aspietto anche in Terdoppio
ma anche barbi grossi  specialmente agganciati nell’ ultimo o penultimo amo dei 5 che formano la montatura
come quello di 61 cm preso nel Canale Cavour a Novara Vignale e di cui vi è il link al filmino a fine scritto. Come piombo potete usare le cose che vedete in foto ma anche bulloni ecc ecc. In posti con qualche ostacolo è bene mettere fra la girella finale e il piombo un pezzo di filo dello 0.14 in modo che in caso di incaglio si spacchi e perderemo solo il piombo.
In Totale: piazzate i porta canne, agganciate l’amettiera con un solo bigattino per amo, lanciate e tenete il filo teso e poi ogni tanto una sfiondatina sopra.
In caso di cavedani a galla e profondità oltre i 2.5 metri  è opportuno fare stare l’ amettiera  alta aggiungendo del filo in basso.

Unico incoveniente è che in caso si dovesse guadinare per forza qualche amo si conficca nella rte del guadino e quindi o si taglia il bracciolo o un pezzettino di rete, personalmente uso la seconda soluzione aggiustando poi con filo grosso o trecciato la rete dell' attrezzo.




Video cavedani con amettiera
 Video Grosso barbo con amettiera



2.01.2016

In nome dello spinning (Intervista a Roberto Cazzola)

Premessa: E’ inutile nascondere la verità e quindi dico subito che io e Roberto siamo stati amici e ci siamo frequentati per un paio di anni prima di avere dei dissidi. Il tempo passa. L’età e quindi la saggezza di sessantenni quali siamo io e Lui ci ha portati alla riappacificazione.
Roberto è nato a  Mezzanino (PV)   il   4 agosto 1952 e risiede a      San Martino Siccomario (PV)    
Scrivere di Roberto ci vorrebbero fiumi di inchiostro visto la sua cultura nella pesca ma anche nei funghi e nella musica.

-Roberto vuoi incominciare a dire qualcosa di queste ultime due passioni visto che tanti pescatori sono anche fungaioli e molti amano la musica)


Studio i funghi da più di trent'anni. Non sono un bravo cercatore, perché il mio scopo non è strettamente collegato alla quantità della raccolta. Mi sono specializzato, perciò, nella determinazione delle varie specie. Ora come ora ne conosco qualche migliaio.
Quanto alla musica, ho fatto la professione per sei o sette anni, girando l'Italia in lungo e in largo.Sono iscritto alla SIAE da 25 anni e da poco ho ricominciato a comporre canzoni di vario genere, dai Pink Floyd, al rock, e qualche rara canzone in italiano. 

-Tu sei un autentico guru dello spinning e ti chiedo quando hai incominciato a pescare e se sempre a spinning o anche con altre tecniche.

Le mie prime belle catture sono state delle tinche di stagno, prese con canne di bambou e la polenta aromatizzata alla vaniglia come esca. Ma al primo avvistamento di una cacciata di un predatore, ho cambiato decisamente rotta, lanciandomi anima e corpo nello spinning. Grande infuenza su questa scelta ebbe anche la lettura degli articoli di Giandomenico Bocchi.


-Se stato un fondatore dello SpinnintgClub Italia. Ci racconti come è avvenuta la cosa

 Scusa se ti correggo, ma più che “un” fondatore, sono stato “il” fondatore dello Spinning Club Italia. Nell'autunno del 1980, in un bar di Cava Manara (PV), la Troika, ci siamo trovati in 9 , tutti amici pescatori convocati da me, e da lì è partito il tutto.

-Quando hai incominciato a scrivere per la stampa cartacea? Sempre è solo per l' Editoriale Olimpia? 

Ho cominciato nel 1976, all'età di 24 anni. Oltre che su riviste dell'Ed. Olimpia, ho scritto per qualche anno anche su Caccia & Pesca di Milano.

-Ti ricordi il tuo primo articolo quale fù?

Fu un semplice itinerario: La Valle dell'Aveto.

-Quante copie faceva mediamente mensilmente la defunta storica rivista PESCARE? Quando vi scrivevo io manco 20.000 copie.....

Non mi ricordo, sicuramente molte di più di quanto riescono adesso a vendere le poche riviste rimaste. (Una volta dicesti che vi avevano dato un premio per aver fatto 110.000copie di PESCARE)


-Hai anche scritto dei libri. Quali? Sono ancora reperibili in commercio?

Ho scritto 4 libri, che trattavano lo spinning al luccio, alla trota,  al cavedano e al black bass. Essendo tutti redatti dall'Ed. Olimpia, con il fallimento della stessa, si concluse anche la loro commercializzazione. Ora se ne trova qualche esemplare (così mi dicono) nei vari negozi o anche nei mercatini locali.




-Un giorno di molti anni un notissimo pescatore al colpo (di cui scrivo solo le iniziali cioè MM) e famoso articolista della rivista Pesca In mi disse che l' unico che ci abbia guadagnato a scrivere di pesca sei stato tu? E' vero? Se si' vuol dire che sei stato veramente un GRANDE!!! 


Questa è davvero bella! Non so cosa intendesse veramente MM, ma è riconosciuto da tutti che se c'è uno che non ha mai accettato di fare da testimonial a qualche ditta (anche un paio di multinazionali) sono proprio io. Se devo spiegarmi meglio, c'è stato chi per una canna o un pacchetto di esche in regalo si è letteralmente venduto. Io, ma lo sanno tutti quelli che mi conoscono personalmente, ho rifiutato contratti piuttosto importanti, per il semplice motivo che non mi soddisfaceva l'idea di vendere solo il nome e non le idee. In pratica, chi mi contattò voleva solo che firmassi qualche canna esistente, che poco o nulla aveva a che vedere con le mie idee al riguardo. Questa è la vera causa dei miei rifiuti.  


-Esperienze all' estero?

Poca roba. E anche qui c'è una spiegazione molto semplice : ho il terrore dell'areo! Per colpa di questa fisima, ho addirittura rifiutato quindici giorni in Nuova Zelanda a caccia di marlin. Ma trenta ore di aereo mi avrebbero ucciso... Sono comunue stato a pesca di salmoni nella penisola di Kola, in Russia, invitato dalla Rapala. E poi ho passato qualche giorno in Irlanda dal mio amico Pikepride. Tutti viaggetti di poche ore... (Scusa Roberto ma l' Austria non è estero? ci siamo stati assieme anche...)

-Hai anche molto ingegno e hai fatto delle invenzioni? 

Non credo che lo Spinning Club Italia rientri nelle invenzioni”. Comunque, partiamo dal “tunnel Cazzola”: un particolare posizionamento dei passanti che permette di ottenere circa il 10 % in più in lunghezza ad ogni lancio. Poi la “no-angle”, cioè un'azione particolare delle canne da spinning (anche questa non sarebbe da annoverare fra le invenzioni...), adottando la quale si ottiene una canna parabolica e rapida nel contempo. Molti pensano che “parabolico” significhi “molle”. La risposta a questi scettici è proprio l'azione “No-angle”. Invenzioni vere e proprie sono alcuni artificiali: il V-minnow (un minnow dallo scodinzolamento  velocissimo, super economico e velocissimo da costruire, fatto in foam e alluminio), lo “slow prop”, una sorta di rotante con un supporto che fa girare le palette a velocità bassissima, come nessun rotante in commercio riesce a fare . Poi il “rising rudd”, uno strano ondulante che scodinzola come un minnow. E poi il DBS (dryfly balance system), che permette di pescare a mosca, anche secca, con la sola attrezzatura da spinning. Mi sarò dimenticato senz'altro qualcosa...

-Incominciamo da quello strano "minnow" colle "ali"...lo hai inventato tu? Dicci qualcosa....

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Se intendi i “propellers”, non li ho inventato io, si tratta di artificiali che gli americani impiegavano da tempi direi remoti, quasi un secolo fa. Io casomai ho preso l'idea e ne ho costruiti utilizzando semplici galleggianti già bell'e pronti. Po ho aggiunto elichette con un supporto che ne permette un vorticosià molto fluida, migliore per esempio del Dying Flutter della Heddon , forse il propeller più famoso.

-Passiamo alla famosa canna "tunnel" ci daresti una descrizione sommaria e del perchè l' hai progettata?

Il Tunnel Cazzola non è altro che un insieme di tre o quattro passanti ravvicinati, a seconda della lunghezza della canna, i quali formano un tunnel, appunto. Con questo ci si guadagna in distanza di lancio ma anche in precisione, perché adottandolo si standardizza il lancio.( Scusa roberto ma mi dicesti che vi erano gare di lancio cioè chi arrivava più lontano e vinceva sempre uno che aveva messo un imbuto appena dopo il mulinello per far raddrizzare subito le spire e da li' hai avuto l' idea...)

-La tua ultima invenzione o meglio innovazione quale è?




E' senz'altro il D.B.S. (cioé: Dryfly Balance System). Esercitando il DBS, si può pescare a mosca, e sottolineo anche secca, con la sola attrezzatura da spinning. Per cui, termini com e Black Gnat, Mayfly, Royal Coachman, sedge, plecotteri e tutto il resto, fino al 2010 (data in cui è nato lo spinfly DBS) appannaggio del solo fly fishing, sono ormai di uso comune anche fra i pescatori a spinning. Oltretutto, e questo particolare mi fa amare ancor più il DBS,  nel gruppo facebook  “D.B.S.  new fishing system born in Italy) su più di 1500 iscritti, il 90 % è  formato da giovanissimi. Il che ne conferma l'interesse per il futuro della pesca con artificiali.


Ringrazio Roberto e se è in accordo la prossima volta parliamo un pò di tecnica pura dello spinning.


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Il profilo Facebook di Roberto è


Il suo gruppo sempre in FB è “Lo spinning è emozione”


Il suo forum è


il suo canale You Tube



Carpe,trote,storioni,lucci,BB & C. nel principato di Masserano

  Situato in una zona collinare, a quindici chilometri da  Biella . Il  principato di Masserano , unito al  marchesato  di  Crevacuore...